Dal mare al Vanoi

A Canal San Bovo (TN) quest’anno si è tenuta la prima edizione di una particolare “festa della transumanza”. Organizzata in semplicità, ma ottimamente, è una festa vera e non una ricostruzione o un evento finto ad uso turistico. Ovviamente però lo scopo era far arrivare turisti a conoscere il posto e incontrare greggi & pastori. Il sabato sera, proiezione del film “La strada di Denis” e presentazione del mio “Lungo il sentiero”.

I pastori erano già sul posto almeno dalla sera prima. Infatti al mattino presto avevano aperto i recinti per far pascolare gli animali. La giornata sarebbe stata lunga. Anche se la transumanza passava comunque di qui per raggiungere i pascoli alpini, per la “festa” il gregge sarebbe transitato in paese e bisognava rispettare più o meno le tempistiche indicate sui depliant informativi.

I pastori coinvolti erano tre e si davano una mano a vicenda per far sì che tutte le attività previste avvenissero per il meglio, cercando nello stesso tempo però di svolgere i loro lavori quotidiani. Come prima cosa c’era la passeggiata con l’asino, con un’accompagnatrice che avrebbe portato un gruppo di turisti (i più volenterosi e mattinieri).

E così, tra storia del paese, antichi mestieri, racconti di terribili alluvioni, dietro all’asina e al suo puledro, che sembravano più che altro interessati a far ritorno dal gregge, ci si ferma nella casa di un appassionato, trasformata in piccolo museo della civiltà contadina di ieri. Il proprietario rapidamente spiega l’utilizzo dei principali attrezzi, poi la carovana riparte.

La tappa successiva è la tosatura. Il secondo gregge infatti è “parcheggiato” più a valle lungo il fiume e, con o senza la presenza del pubblico, sono iniziate le operazioni per spogliare le pecore dal loro vello. Anche in questo caso, niente di “artificiale”. Il pastore tosa sempre in questa stagione quando arriva qui, al suo paese. Per tosare le pecore, c’è una squadra di professionisti appositamente reclutati.

Mentre pastori ed aiutanti lavorano, per i turisti è stata organizzata una “colazione” con prodotti tipici. Pastorizia, ma non solo, da queste parti! Ecco allora i formaggi a latte vaccino, tra cui un formaggio di malga stagionato dello scorso anno.

Intanto il gregge si prepara alla partenza. Le pecore hanno pascolato lungo il torrente, il sole inizia a scaldare, arriva anche la RAI a girare alcune immagini che verranno poi trasmesse al telegiornale regionale della sera. Intorno alle pecore si aggirano fotografi, amici e curiosi, ma la gran parte del pubblico aspetta in paese.

Finalmente si parte. “Biagi”, il padrone del gregge, è andato a vedere dove condurre le pecore, quando torna ci si mette in marcia. Bisogna fare un giro per risalire a livello del paese, ma chi guarda dall’alto può vedere la lunga fila bianca che si snoda sulla strada. Gli altri due pastori, Candido ed Angelin, sono rispettivamente i padroni del gregge che viene tosato e di un altro gregge attualmente poco lontano. Per l’occasione, si danno una mano tutti insieme.

Ecco il gregge nel centro di Canal San Bovo, con lo striscione della manifestazione sullo sfondo. L’ottima riuscita dell’evento è stata aiutata dalle condizioni meteo. Faceva persin troppo caldo, specialmente per gli animali che dovevano camminare sull’asfalto a quell’ora.

Il cammino del gregge prosegue tra bancarelle, gente del paese, turisti e gruppo musicale chiamato ad allietare l’evento. E’ stata però con una certa sorpresa che ho captato alcuni commenti di persone residenti a Canal. Affermavano di non aver mai visto passare le pecore, in passato! I pastori in precedenza mi raccontavano di esser sempre transitati di lì per raggiungere l’alpeggio, ma ovviamente il tutto avveniva lungo il torrente, senza entrare in paese. Anzi, molti tratti della strada che conduce qui, addirittura vengono percorsi di notte.

Il pubblico guarda il gregge passare e non lo segue, restano tutti in piazza, magari vanno già a fare la coda per il pranzo. I pastori invece proseguono. Finito lo spettacolo, i saluti, gli applausi, torna il mestiere di sempre. Quello fatto di chilometri percorsi a piedi, di sole, di caldo, di polvere, di pioggia, di fango di freddo. Di orari che non finiscono mai. Ma quel giorno è comunque speciale e i pastori sono attesi come ospiti d’onore sotto al tendone.

Si passa il ponte e finalmente si può lasciare l’asfalto. Il caldo, arrivato all’improvviso, è davvero intenso. Gli animali camminano con la bocca aperta, bisogna condurli in un luogo fresco affinchè possano riposare e pascolare.

La strada porta ad un passo molto frequentato dai motociclisti. Sono numerosi quelli che hanno incrociato la transumanza, ma parecchi altri aspettano in coda al gregge, per poi ripartire facendo rombare i motori non appena questo libererà la carreggiata.

Il gregge viene fatto scendere in una cava/deposito di materiali. Tra nuvole di polvere, gli animali scendono verso il torrente. Il cielo è davvero limpido, l’estate sembra essere arrivata all’improvviso e le pecore, con questo caldo, dovrebbero già essere a quote maggiori. Mi dicono però che è normale transitare da queste parti in questo periodo della stagione.

Si torna in paese e c’è finalmente il tempo per fare un giro tra le bancarelle. Gli espositori sono stati scelti “a tema”, così per la gran parte espongono prodotti che, in qualche modo, hanno a che fare con la pastorizia e la valorizzazione dei suoi prodotti. Ecco ad esempio dei saponi al latte di pecora.

Numerose poi quelle che proponevano feltro, lana e altri oggetti derivati dalla sua lavorazione. Mi è rimasta una perplessità di fronte allo stand dove i cartelli certificavano la provenienza al 100% dalla Nuova Zelanda della lana impiegata per la realizzazione degli oggetti esposti! Una nota stonata, specie se confrontata con le locandine che spiegavano i progetti di recupero e valorizzazione delle lane locali.

Per finire, una doverosa visita alla mostra dell’amico Adolfo Malacarne, autore del libro “Transumanze“, appassionato conoscitore di questo mondo e amico di tanti pastori. Nelle sale dell’ecomuseo, erano stati esposti alcuni tra gli scatti più belli, tra cui anche immagini delle greggi e dei pastori protagonisti della festa.

Dopo il pranzo (per chi voleva, carne di agnello e capretto!), ancora un saluto a pastori e tosatori che, dopo una pausa legata ai tempi della manifestazione, avevano ripreso il loro lavoro. Tutto il gregge doveva essere tosato entro sera! La soddisfazione generale era tanta, anche chi si era adoperato per l’organizzazione iniziava a tirare un sospiro di sollievo, adesso che le attività previste erano terminate e gli ultimi visitatori si attardavano per pura curiosità. Complimenti ancora a tutti per il lavoro svolto e la buona riuscita della manifestazione.

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