Strade e pecore

Chi frequenta questo blog sa cosa vuol dire vedere un gregge sulla strada. Se lo fate per mestiere (cioè se siete pastori), conoscete il misto di emozioni, preoccupazione, incredulità e persino rabbia che può cogliervi mentre camminate con il gregge lungo una strada asfaltata.

L’orgoglio, l’emozione di camminare davanti al gregge magari attraversando un paese con la transumanza. La gente che esce a vedere, qualcuno saluta. La soddisfazione di essere lì con un bel gregge, pecore che fanno bella figura. Anche questo è essere pastori. Però non è che uno lo faccia “apposta”: capita di dover passare lì, nel centro del paese, perchè l’unica strada è quella. Perchè devi farlo, per raggiungere dei pascoli, per evitare strade più trafficate, per andare o tornare dall’alpeggio. Nelle valli di montagna forse ci sono meno problemi, ma in pianura…

(foto V.Battellini)

Le riflessioni di questo post sono nate dopo aver letto gli oltre 100 commenti lasciati dalla gente comune sotto a questa foto su Facebook. E’ stata pubblicata sulla pagina del “Messaggero Veneto” con questa didascalia “Un gregge con oltre un migliaio di pecore mentre attraversava questa mattina intorno alle 7 il ponte della Delizia sul fiume Tagliamento tra il comune di Codroipo e Valvasone. (Foto inviata dal lettore Vittorio Battellini)“. Una bellissima foto scattata per caso, come confessa lo stesso autore. E il pubblico si è scatenato: moltissimi apprezzano la bellezza e lo spettacolo, qualcuno teme di essere tra gli ultimi a poter godere di una scena simile, ma sono anche numerose le considerazioni negative. “E vai di zecche!“, “Bello un c****, han bloccato il traffico“, “Vorrei vedere se a non poter passare fosse l’ambulanza con un tuo caro dentro…. lo troveresti ancora così spettacolare??“, “Gli animali son i pastori che trattano di schifo le bestie due settimane fa a Sacile e lo scorso anno in Carnia ho assistito a cattiverie verso cani e pecore e agnelli appena nati. Capisco sia un lavoro poco gratificante ma le bestie che colpa hanno?“.

Lo sapete, ben volentieri si passerebbe sempre e solo nei boschi, lungo sentieri e piste quasi dimenticate… L’altro giorno però, cercando una di queste piste (che dicono essere un’antica strada del sale) abbiamo trovato alberi messi di traverso e tanti tanti rovi. Passata l’ultima pecora, si riusciva abbastanza a camminare, ma i pastori e la testa del gregge hanno faticato non poco.

Dove poi ci sono comodi percorsi alternativi, come un ponte ferroviario dismesso, capita che vengano trasformati in ciclostrada e pure qui non si vorrebbe più il transito di greggi e mandrie. Non so se ricordate la polemica degli anni scorsi, finita con niente di ufficiale, dopo lettere e incontri in municipio.

Pensate che persino sugli argini fluviali la legge non vorrebbe il passaggio delle greggi (e soprattutto il pascolamento). Ma dall’argine, dove non dai fastidio a nessuno e fai chilometri fuori da strade, traffico, paesi, poi devi anche uscire, ogni tanto. E ricominciano i problemi, gli insulti, quelli che suonano il clacson. Alla fine ti ricordi più tutti questi che gli altri, quelli che scattano foto o che semplicemente si godono la vista del gregge.

Quando la strada di grande traffico la devi “solo” attraversare, è meno complicato. C’è chi passa e va, chi cerca qualcuno che vada davanti al gregge con giubbotto fosforescente e bandiera per segnalare, specialmente se c’è una curva, se è quasi sera o se è un tratto dove, nonostante i limiti, le auto sfrecciano a tutta velocità. Non è per niente bello essere lì e vedere l’auto che arriva senza accennare a fermarsi, specie quando le prime pecore, ma soprattutto i cani davanti a loro, stanno già mettendo i piedi oltre la linea bianca!

Non piace essere qui, non vedi l’ora di toglierti di lì, perchè sai di essere “fuori posto”, anche se le tasse le paghi e dovresti avere lo stesso diritto di chiunque altro che lavora di poterlo fare anche sulla strada. Qualcuno dice che il gregge dovrebbe essere scortato e si dovrebbero mettere i cartelli (sic!) come per una gara ciclistica! Ma chi parla così ignora tempi e modi della pastorizia. Non sai mai come e quando ti muovi, c’è l’imprevisto, il tempo, il caldo, il parto di una pecora…

Sei sicuramente più rilassato quando ti muovi altrove, ma sappiamo bene che il nostro territorio non è più a misura di agricoltura o allevamento. Cascine circondate da zone residenziali o strade di grande percorrenza, case ovunque (e poi la gente si lamenta… vanno a vivere in campagna, ma poi ci sono le mosche, il gallo che canta e… le pecore che passano!). Quanti controsensi, quanta ignoranza e soprattutto quante pretese e mancanza di rispetto!

Io vorrei che tutti i pastori, che tutti gli allevatori potessero continuare a spostare le loro greggi anche sulle strade. Non temete, se arriva un’ambulanza, piuttosto le buttiamo nel campo di mais e poi paghiamo i danni al contadino! Quando si sale in montagna, difficilmente ci sono strade parallele e vi chiediamo di avere pazienza, ci spiace creare un disagio, ma per godere della vista delle greggi e delle mandrie al pascolo, per mangiare formaggio, burro e ricotta, bisogna fare anche questo. E dove essere felici se, invece di costosi e inquinanti automezzi, la transumanza avviene ancora a piedi!

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