Sole e temporali

Quando puoi, cerchi di non complicarti la vita. Non sempre il pastore vagante può muoversi come vuole, deve rispettare mille vincoli imposti dagli altri, ma comunque cerca sempre di mettere prima di tutto il benessere dei suoi animali.

Così i piani fatti al mattino via via vengono modificati. Vengono suggerite strade alternative che permettono di evitare strade più trafficate e anche una gara ciclistica di cui si ignorava l’esistenza fino a poco prima. Verificata la fattibilità del percorso e caricati gli agnelli nati nella notte, finalmente si può partire. Il tempo è incerto, variabile, ma il sole già caldo, l’aria quasi afosa.

La “nuova” strada porta tra prati e campi, ma per fortuna ci sono i cani per tenere le pecore ben incanalate. E comunque, mentre si verificava il percorso, il gregge ha potuto ben pascolare, così non è troppo difficile contenerlo anche laddove, lungo il cammino, ci sono tante tentazioni per le bocche fameliche.

Si sale e si ridiscende dalla collina, passando in mezzo alle ville antiche. Il sole è alto in cielo e fa caldo, presto gregge e pastori si concederanno una tappa per riposare e rifocillarsi. Ancora una volta bisogna cambiare itinerario rispetto a quanto previsto, ma questa volta la ragione è legata alla presenza di altri animali lungo il cammino e a pascoli a loro destinati.

Così il gregge “fa il turista” e si transita nei pressi della chiesa che è un po’ il simbolo della cittadina. Dopo si sfiorano altri punti ed edifici che parlano di storia, letteratura… altri tempi, quando però magari era meno inconsueto veder transitare delle pecore da queste parti!

Finalmente si arriva al punto di sosta. Nonostante le nuvole verso le montagne, il sole batte sulle schiene degli animali che, dopo aver un po’ pascolato, vanno a cercare l’ombra. Anche i pastori mangiano pranzo, poi cercano di capire come muoversi nelle ore successive. Inizialmente si pensava di attraversare la città nelle ore centrali, quelle di minor traffico, ma questo significherebbe costringere il gregge a camminare sull’asfalto proprio nelle ore più calde.

Così si attende, ma si riparte comunque con il sole. C’è ancora l’idea di raggiungere una certa destinazione, senza però scartare l’opzione di una tappa intermedia. Nonostante il giorno festivo, c’è comunque traffico, ma per un certo tratto è impossibile far passare chi è in coda alle nostre spalle. Si svolta, poi alla prima occasione (un incolto accanto ad un parcheggio) ecco il momento giusto per evitare che la gente si innervosisca troppo.

Di nuovo in cammino e di nuovo caldo. Il cielo si è rasserenato, invece di coprirsi. Sarà un tratto molto difficile, davanti gli animali camminano veloci, ma hanno la bocca aperta. Quelli che faticano di più sicuramente saranno in coda al gregge. Per adesso si va, anche perchè non si sa dove potersi fermare. Per fortuna però a volte il caso aiuta i pastori.

Nel dirigere il gregge verso un altro parcheggio in disuso per una piccola sosta ad uso scorrimento del traffico, ecco l’improvvisa scoperta di un’area abbandonata e ombrosa dove, tra rottami e mucchi di materiali, le pecore possono brucare, risposarsi ed anche scendere al fiume per bere. la sosta via via si prolunga, si abbandona l’idea di una meta più lontana. Meglio camminare senza troppo sole, visto che i chilometri di asfalto da percorrere sono ancora parecchi.

Quando si riparte, altrove sta già tuonando rumorosamente. Il fronte del temporale incombe e ci si domanda se arriverà fino a noi. Le pecore sono riposate e hanno di nuovo ben pascolato, quindi possono affrontare anche questa parte del cammino tra via secondarie e, ahimè, un lungo tratto su asfalto.

Se alle spalle il cielo è nero, anche di fronte non si vede più l’azzurro, ma qualche raggio di sole colpisce ancora il gregge. L’aria però non è più afosa, arriva già una brezza rinfrescata dai temporali, così si cammina velocemente senza troppi problemi. Vista l’ora, ci sarà giusto il tempo di arrivare e mettere le pecore nel recinto, prima che venga notte.

Il cielo si scurisce ovunque, un po’ per la sera, un po’ per il maltempo che ormai interessa tutte le montagne. Sembra però che la pioggia riesca a risparmiare il cammino del gregge e… il caldo è ormai dimenticato! Bisognerà velocemente recuperare maglie e camicie nelle auto, appena a destinazione.

Ecco il pascolo dell’arrivo, una stoppia che fortunatamente non è ancora stata arata. Sarà pascolo serale, luogo di riposo e pascolo per la prima parte del giorno successivo, quando poi verrà il momento di mettersi di nuovo in cammino per la tappa successiva. Il temporale? Alla fine ha colpito solo altrove e non sulla schiena di pecore e pastori!

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