E buona Pasqua sia!

Sono esterrefatta. In questi giorni, nonostante tutti gli impegni, ho cercato di seguire in rete un po’ del delirio agnello sì-agnello no. Mi ha fatto piacere vedere che la pastorizia italiana, specialmente dalla Sardegna, ha fatto sentire la sua voce, soprattutto attraverso le donne! Tutto questo gran polverone adesso, poi se ne staranno abbastanza buoni almeno fino a Natale. Molti non sono nemmeno vegetariani, se la prendono con l’agnello e a Pasquetta faranno grigliate di maiale…

Come vedete, la “strage” di Pasqua non è stata tale da azzerare il gregge. Si è venduto quello che c’era da vendere: tutti i giovani maschi che non saranno utilizzati per la riproduzione e quelle giovani femmine che, per qualche motivo, non verranno allevate. Agnelli e agnelloni chi con due mesi di vita, chi magari anche di sei mesi (visto che a Natale le vendite erano state abbastanza scarse).

Mi scappa da ridere nel cogliere certe contraddizioni. Il mercato locale subisce le conseguenze delle importazioni di carne/animali vivi da altri paesi stranieri (specie dall’Europa dell’Est), mentre gli immigrati vengono a cercare il pastore per avere carne di qualità! Loro sì che sanno dove trovare un buon agnello! Pasqua cattolica, Pasqua ortodossa, tutte e due cadono nella stessa data e così, pur con prezzi alla vendita non proporzionati a tutto il lavoro che sta dietro ad un agnello… si va avanti, con buona pace di chi augura ai pastori di scomparire: “Ormai gli allevatori devono farsene una ragione e cominciare a pensare a un cambio di lavoro. Soprattutto i piccoli, che sono schiacciati dagli allevamenti intensivi. A far fallire questi ultimi ci penseremo noi! GO VEGAN!“, commenta su Facebook un (sic!) laureato in Produzioni Animali, Conservazione e Gestione della Fauna.

E il cammino del gregge continua. Al caldo quasi esagerato dei giorni scorsi, si è sostituito un freddo non anomalo, ma comunque nettamente percepibile. La sera sembra di essere in montagna, grazie all’aria tersa e fresca. Pare che debba arrivare anche della pioggia, da una parte necessaria, dall’altra non tanto gradita ai pastori.

Infatti tutta quest’erba alta, a tratti già “vecchia e dura”, se bagnata dalla pioggia non sarà così appetibile per il gregge. Però, con foraggio in abbondanza e quasi l’imbarazzo della scelta per dove pascolare, alla fine sarà comunque una Buona Pasqua! Auguri a tutti e… vi lascio con questa bella riflessione di un cittadino comune (Stefano Quadri, da Recanati), non un pastore, che prende posizione sulle “campagne” pasquali. Nata come “sfogo”, su facebook ha visto centinaia di condivisioni.

(foto S.Quadri)

“IO ANCHE QUEST’ANNO SALVO IL PASTORE. Ultimamente leggo sempre più interventi a difesa degli agnelli che stanno assumendo i contorni di una guerra santa. Non sono queste le battaglie da combattere, specie in un periodo di crisi come questo; non si può dare addosso ad un settore che coinvolge migliaia di imprese e lavoratori, in nome di un buonismo animalistico. Chi vuol essere vegano o vegetariano lo fa per scelta e come ogni scelta va rispettata ma non può scendere nel fanatismo e non può accusare di scarsa sensibilità chi non condivide questo stile di vita. Gli agnelli, come i vitelli, come i bufalini non vengono ammazzati per crudeltà! Innanzitutto questi animali in natura non avrebbero tale consistenza numerica se non avessero rilevanza economica…o credete che se smettessimo di mangiarli orde di agnelli, vitelli e bufalini salterebbero felici brucando l’erbetta? Questi animali vengono macellati per la carne e perché altrimenti non si potrebbe utilizzare il latte (che verrebbe bevuto dall’agnello) per il consumo, per i formaggi, per gli yogurt. Dietro ad ogni latticino c’è necessariamente una morte! (senza parlare di quegli animali di cui nessuno si preoccupa come se avessero meno dignità, come le galline!) Bisogna sì, consumare meno carne, preoccuparsi che sia buona, possibilmente di produzione nazionale, far si che la macellazione non sia cruenta, ma la popolazione mondiale non può prescindere da un’alimentazione anche carnivora; o pensate che 10 miliardi di persone possano vivere solo brucando erbetta? E tutti coloro che lavorano nella filiera carne? (Agricoltori, pastori, mangimifici, grossisti, macellai, ristoratori, allevatori ecc.) che cosa si mettono a fare? Vogliamo preoccuparci di cose serie? Ci sono milioni di bambini che muoiono di fame, inquinamenti di ogni tipo, guerre…..e mi venite a demonizzare gli agnelli? Ho letto in questi giorni di gente che augurava ai barconi di immigrati di affondare!!! Io sono ateo ma chi si professa cristiano e mostra sensibilità per gli agnelli, non si vergogna? …poi magari da ai cani crocchette di carne di agnello perché è anallergica! Vorrei dire mille altre cose, sui cellulari, sui computer, sulle macchine e le tantissime altre modernità che dovremmo veramente limitare ma non voglio annoiare, sperò però che qualcuno rifletta e basta fare populismo sugli animali… lasciatelo fare alla Brambilla e a Berlusconi con Dudù, vediamo di scrivere cose intelligenti e costruttive. BUONA PASQUA A TUTTI (con agnello, per chi vuole!)”

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  1. tanti auguri a te e a tutti i pastori.
    io per non sbagliare sto preparando per il pranzo ( 12 persone) di domani: tagliatelle fatte in casa con ragù d’asino, capretto e cappone al forno. Tutto ovviamente, comprese le uova per la pasta, provenienti dalla mia piccola azienda.
    ancora auguri,
    andrea, quasipastore

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