Cosciotto di agnello alle erbe

Mentre continuano le campagne degli “animalisti”, sempre più infarcite di luoghi comuni, falsità e immagini tendenziose che mirano ad impressionare e confondere chi non sa niente di pastorizia… qui si prosegue a cercare di fare opera di valorizzazione di una carne allevata in modo sano e naturale. Poco fa ho addirittura sentito lo spot radiofonico di una catena di supermercati (Sidis, Migros ecc.) che raccomandava di mangiare il loro pollo, per non macellare agnelli e capretti per Pasqua. Invito tutti voi a boicottare tali punti vendita!!!

Dopo aver acquistato dal macellaio di fiducia il vostro agnello (italiano, meglio ancora locale!), siete pronti a cucinarlo? Ecco un taglio classico, quello del cosciotto.

Cosciotto di agnello alle erbe

Ingredienti:

  • 1,5 kg di cosciotto d’agnello
  • pepe nero
  • 4 spicchi d’aglio (o scalogno)
  • 1 cucchiaio di timo tritato
  • 5 bacche di ginepro
  • 1 cucchiaio maggiorana tritata
  • 3 cucchiai di olio EVO
  • sale q.b.
  • carta alluminio

Preparazione:
Macinare il pepe, tritare l’aglio (se non lo amate, usate scalogno e/o erba cipollina) ed il ginepro. Mescolare l’olio, il timo e la maggiorana, aggiungere i gusti tritati precedentemente, salare e rimestare il tutto. Strofinare su tutti i lati il cosciotto d’agnello con la salsina ottenuta e avvolgerlo in un involucro di alluminio. Adagiare in una teglia e cuocere in forno a 180 gradi per 2 ore. Otterrete una carne saporita, succosa e tenera. Da servire con patate al forno.

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  1. Buongiorno, consumo carne in maniera molto limitata, con questo non voglio criminalizzare chi ne consuma quantità più ingenti, piuttosto dico ai supermercati che sponsorizzano i propri polli a scapito di allevatori corretti, di verificare che le loro carni avicole non provengano da quegli allevamenti intensivi che fanno rabbrividire per le condizioni invivibili a cui sono sottoposti i polli.

  2. Questa rimane sempre, secondo i miei gusti, la ricetta migliore per cucinare l’agnello!!!!!
    Per quanto riguarda la campagna propagandistica contro la macellazione degli agnelli e capretti, o fanno chiudere le aziende ovi-caprine o ci lasciano lavorare, con tutti i nostri problemi sulla commercializzazione e ben venga la Pasqua e le tradizioni, che danno veramente una boccata d’ossigeno alle aziende che da Natale non avevano più venduto un agnello e finalmente hanno svuotato le aziende e messo qualche Euro in tasca. Non dimentichiamo che anche chi alleva pecore e di conseguenza agnelli ha bisogno di un ritorno economico per tirare avanti la baracca!
    Buona Pasqua a tutti.

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