Punti critici

Nel suo spostamento vero un’altra zona di pascolo, il gregge doveva attraversare una cittadina. C’è un momento giusto per affrontare questo tratto di strada? Si ha un bel dire: “Bisognerebbe passare di domenica, bisognerebbe…“. Alla fine passi quando ti viene bene, quando hai finito l’erba da una parte e devi andare oltre.

Per lo meno si cerca di passare al mattino presto. Così si parte all’alba dal luogo dove le pecore avevano passato la notte. Sarebbe stato meglio essere ancora più vicini alla cittadina, ma non tutto quello che si vorrebbe è possibile da realizzare. Fa in fretta a venire giorno…

Il primo sole coglie il gregge sul ponte che porta verso il centro. Qui la strada è larga, con un po’ di pazienza e qualche rischio per i cani, si cerca di contenere il gregge nella mezzeria e far defluire il traffico. Non ci sono moltissime auto a quest’ora, ma comunque si forma subito un po’ di coda. E’ un sabato mattina, non è giornata lavorativa per tutti, ma comunque c’è anche il mercato a richiamare gente.

Tutto fila liscio, anche quando si sente in lontananza una sirena dei vigili del fuoco, che per fortuna sfrecciano lungo un’altra strada. Transitando non lontano dalle caserme, si sente suonare la sveglia… Nella via principale, che occorre percorrere per un paio di centinaia di metri, il traffico è quasi inesistente. Si potrà però tirare il fiato quando anche l’ultimo agnello avrà svoltato nella strada secondaria che porterà definitivamente fuori dall’asfalto.

Una tappa per far pascolare gli animali, mentre gli uomini si dividono tra vari compiti. Alcuni se ne vanno, sono venuti a dare una mano solo per questo tratto più pericoloso e difficile. Servono un paio di ore per risistemare tutto, raccogliere le reti del recinto, portare avanti auto e materiale verso il luogo di arrivo, andare a controllare altri animali già a destinazione, che non affronteranno la transumanza a piedi. Poi di nuovo in cammino, dopo che anche i pastori si sono rifocillati. Fortunatamente una leggera velatura copre il cielo, ma soprattutto il sole.

Si risale la collina e si passa in una zona residenziale, tra ville storiche e nuove abitazioni. C’è molta gente nei giardini alle prese con potature e sistemazioni varie, contrariamente agli anni scorsi, quando il passaggio invernale avveniva quasi senza testimoni. Da un balcone, una signora commenta con gioia e sorpresa la presenza di uno stambecco (sic!) tra le pecore.

La giornata è lunga, il cammino pure, così qua e là si compatta il gregge, un po’ disperso e disordinato dopo la salita, ma soprattutto la discesa nei boschi. Nel frattempo si pascola pure. Gli animali devo arrivare a destinazione “pieni”, già quasi sazi, ma soprattutto non devono avere troppa fame quando si percorrerà una stretta strada tra prati e, ancor più grave, campi di grano.

Quando si può, si scelgono percorsi non troppo difficili, ma ormai la stagione è avanzate e restano giusto i campi di mais ancora da seminare. Il cielo continua ad essere grigio, così uomini e animali non patiscono troppo il caldo, specialmente quando c’è da camminare sull’asfalto.

Ci sono ancora brevi tratti di strade da percorrere o vie trafficate da attraversare, ma il peggio è alle spalle. Inoltre, anno dopo anno, questo spostamento sembra meno complicato rispetto a quando lo si è intrapreso per la prima volta. Ormai si conoscono i punti critici, poco per volta si perfeziona il cammino scovando qualche scorciatoia o qualche passaggio che permette accorciare il cammino o di evitare campi coltivati.

Quando il grano era sia a destra che a sinistra della strada non scattavo fotografie… C’era da avere 100 occhi e soprattutto sperare che i cani facessero il loro lavoro! Il gregge comunque, dopo aver ben pascolato, camminava in modo abbastanza disciplinato, senza uscire troppo dal percorso asfaltato. Ogni tanto anche qui si intralciava il traffico, visto che questa strada è dedicata alle biciclette ed ai mezzi agricoli… In un sabato pomeriggio tiepido di gente in bici ce n’era eccome!

Forse questo era l’ultimo punto davvero complicato, dove gli animali potevano decidere di non affrontare la curva, ma per fortuna si sono comportati bene, tanto quanto l’anno precedente quando la campagna era tutta imbiancata dalla neve. Il cammino è ormai quasi concluso, c’è ancora un doppio attraversamento di una strada molto trafficata.

Mentre il gregge attende nella stoppia che anche gli ultimi animali abbiano completato il primo attraversamento, sulla strada si forma una lunga coda. Gli ultimi automobilisti forse non capiranno nemmeno il perchè di quella sosta! Poco dopo si attraversa di nuovo e il gregge è ormai arrivato nel comune di destinazione.

Il tratto da percorrere ormai è breve, se si pensa a tutti i chilometri di cammino già affrontati. Qui la strada è piena di pecore, non si incrociano quasi auto, ci si rilassa e anche i cani forse non hanno più tanta voglia di correre sui lati del gregge. Arrivati al punto dove ci si era fermati lo scorso anno, qualche animale si ferma e gira la testa, ma bisogna camminare ancora.

E così si conclude la giornata. La partenza era avvenuta con le prime luci dell’alba e l’arrivo coincide con un tramonto che colora il cielo. Per il gregge c’è una stoppia ricca d’erba. Una piccola parte si pascola ancora come “cena”, il resto sarà per il giorno successivo.

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