Ebbene sì, ancora lupi

Non è a cuor leggero che riprendo l’argomento. Se tutte le parole dette sul tema lupo fossero state fatti concreti, oggi il problema sarebbe risolto. Invece siamo ancora qui, noi a cercare di far valere le nostre ragioni, altri a diffondere notizie non sempre basate sulla verità. Ma perchè parlare di lupo adesso?

Perchè, ormai è ufficiale, almeno uno dei luoghi comuni è stato definitivamente sfatato. Il lupo non è solo più “cosa di montagna”, relegato lassù tra le vette, i valloni, le nebbie, i cespugli. Già lo sapevano gli abitanti dei fondovalle, già lo dicevano in molti anche nei paesi al limitare con la pianura. Qui dove abito io l’hanno visto e sentito più volte, hanno trovato le sue tracce e i resti dei suoi pasti. Qualche anno fa era stata trovata una lupa morta dalle parti di Trana (TO), ma erano ancora sempre boschi, luoghi “selvaggi”. Adesso invece un lupo è stato investito tra Airasca e Volvera. Pianura. Strade. Fabbriche. La città di Torino a poca distanza.


Qui vedete il video, che dovrebbe convincere anche quelli che “…sono tutte storie, sono solo cani randagi. Il lupo ha paura dell’uomo, il lupo sta solo in montagna…“. E questo è stato solo uno di quelli sfortunati, perchè chissà quanti, di notte, si spostano sul territorio senza che nessuno se ne accorga! E poi comunque, sulla paura dell’uomo, diciamo pure ce la cosa è reciproca. Smettiamo di raccontarci favole da una parte e dall’altra! Così come c’è il lupo che scappa, c’è quello che ha paura che il lupo lo mangi mentre va per funghi.


Poi c’è chi lo filma dal balcone di casa mentre sta mangiando un cervo, com’è successo a Villaretto, in Val Chisone (TO). Entrambi qui non avevano paura, no? Quindi non è un bugiardo il pastore che afferma che il lupo attacca anche in pieno giorno, con lui presente. Su questo adesso siamo tutti concordi, no?

Proprio in questi giorni finalmente sono riuscita ad avere una civilissima discussione on-line in un gruppo facebook di appassionati di montagna. Il gruppo si chiama “Lo splendore dei monti e delle valli della provincia di Cuneo” e di seguito vi riporterò alcune delle opinioni pacatamente espresse. Per una volta nessun integralista, ma persone vere amanti della montagna e della natura che capivano o comunque erano disposte ad ascoltare i problemi e le esigenze dei pastori. Perchè il punto è questo. Il pastore ama gli animali, anche quelli selvatici. Ma vuole anche poter fare il suo lavoro in modo civile, decente. Vivere in modo consono al XXI secolo anche quando è a 2000 e più metri di quota. E si infastidisce non poco quanto sente quali cifre vengono stanziate per i progetti riguardanti il lupo, soprattutto pensando a quanto deve spendere/quanto non guadagna lui per provare a “convivere” con il predatore.

Bisogna andare oltre il discorso delle perdite nude e crude. Per la maggior parte dell’opinione pubblica, tutto si chiude lì. Tot capi uccisi, tot rimborso e il pastore non deve più aprire bocca. Non sto a ripetere tutto quello che ho scritto in passato, basta che andiate indietro sui post con l’argomento lupo e trovate tutto. Bisogna smetterla anche con il “…tanto il pastore alleva per macellare le bestie“.

Vorrei tanto che finalmente l’informazione, i famosi “media”, iniziasse a presentare la realtà in tutte le sue sfaccettature. Raccontare qual è il lavoro e la vita del pastore in montagna e non solo, cosa significa utilizzare recinti e cani da guardiania, informare su come comportarsi in presenza di questi cani e spiegare perchè non possiamo più farne a meno. Smetterla con la storiella del numero ridotto di lupi, specie a rischio di estinzione. Perchè se fossero così pochi non se ne andrebbero a spasso per le valli e la pianura a cercare nuove zone da colonizzare! Fare vera INFORMAZIONE a tutto tondo, senza essere di parte, senza escludere niente. Solo così ci si potrà confrontare e si potranno trovare soluzioni. Gli estremismi, i gesti tipo la testa di lupo mozzata ritrovata in Toscana, non portano da nessuna parte.

Far capire qual è il sentimento che lega il pastore ai suoi animali e perchè vuole difenderli a tutti i costi. In quella discussione di cui vi parlavo, i lettori (non allevatori, ma semplici amanti della montagna) hanno espresso opinioni del genere: “Una politica seria dovrebbe aiutare con incentivi seri per l’acquisto di dotazioni che vi permettano di difendervi e rimborsi adeguati non elemosine a chi  fa questo lavoro duro“.

O ancora: “Ora il gioco è un’altro, saper governare la presenza del lupo in modo da non mettere in pericolo la sopravvivenza delle attività agricole montane. So di dire delle cose che urtano la suscettibilità di molti, ma quando si stanziano fondi ingenti per progetti come quello che riguarda il lupo si dovrebbe in qualche modo prevedere una serie di misure tese a compensarne i danni che inevitabilmente qualcuno è destinato a subire. Quando sento parlare di migliaia di lupi sulle nostre valli mi chiedo chi ha battuto la testa, ma quando sento parlare di 5 esemplari in provincia di Cuneo mi chiedo a chi giova negare l’evidenza. Qui se si vuole trovare una soluzione occorre darsi una bella regolata sia da una parte sia dall’altra perchè sennò si finirà per veder morire da un lato le attività pastorali (già ben minate dalle politiche agricole deleterie degli ultimi anni) oppure dall’altro lato il lupo; inutile nascondersi dietro a un dito. A mio avviso che arrivi dall’Appennino oppure dal parco del Mercantour come affermato in un incontro organizzato dal parco Alpi Marittime non pare così influente se vogliamo salvaguardare sia il lupo sia le poche attività (r)esistenti in montagna.

Secondo me la questione andrebbe minimizzata da entrambi i lati. Il lupo non è un problema, e non dev’essere un problema. Il lupo c’è? Bene, benissimo anzi. Ogni tanto attacca? E’ normale, così come è normale e giusto che i pastori si difendano, punto. Fine del problema. Quelli (i pastori) che conosco fanno così, senza sollevare troppo rumore e troppa polvere; parlo di gente che sale in alpeggio a maggio e torna giù a settembre eh, non di finti pastori che la notte vanno a dormire a casina dalla moglie; e non organizzano nessuna “caccia al lupo”, vivono nel rispetto reciproco territoriale l’uno dell’altro. Del resto non c’è apprendimento migliore di quello empirico, e il lupo deve apprendere che avvicinarsi a malghe, greggi e mandrie può essere pericoloso, meglio cacciare altrove.

Mi domandavo… Ma non è possibile creare un qualcosa, un gruppo, un movimento di opinione popolare, così come succede in Francia, di persone che capiscano davvero cosa significa il “problema” lupo? Persone che possano parlare e diffondere la realtà ben più di quanto riesce a fare un pastore, impegnato 365 giorni all’anno dal suo mestiere, 24 ore su 24. C’erano anche degli accompagnatori naturalistici, in quella discussione, ed uno di loro in privato mi scrive: “Io nelle mie uscite con i gruppi affronto spesso il tema, mi piace che la gente abbia una percezione di pro e contro“. Non come quell’accompagnatore che, replicando con astio a dei miei commenti, scriveva di evitare accuratamente gli alpeggi e sconsigliava l’acquisto di prodotti d’alpe laddove vi fosse un pastore che si era lasciato scappare affermazioni contro il lupo! Pensiamoci tutti su e, se condividete queste mie idee, iniziate tutti a fare qualcosa, nel mondo virtuale di internet e in quello reale. Grazie!

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  1. Finalmente un articolo che affronta un argomento spinoso con intelligenza! Che il lupo sia ritornato sulle nostre montagne è sicuramente una bella cosa per la salvaguardia della biodiversità animale e non solo. Ma è anche “bello e giusto” che i pastori si possano difendere dagli attacchi di questi magnifici predatori senza essere additati come “crudeli assassini”! Non sono un pastore ma mi appassiona molto questo mondo, fra due giorni ci arriveranno le prime due pecore, poca cosa, me ne rendo conto e sicuramente non fanno di me un pastore, ma il mio obbiettivo e di averne molte di più e di potere in futuro pascolarle tranquillamente sulle montagne della Valle di Susa. Per mestiere mi occupo di agricoltura e conosco i sacrifici che gli allevatori sopportano. Sono assolutamente solidale con tutti coloro che allevano bovini, pecore e capre e che ci permettono di avere ottima carne e buoni formaggi sulle nostre tavole. Comprendo anche le motivazioni dei vegetariani e degli ambientalisti, che ovviamente rispetto, ma ho notato in molte di queste persone un astio verso chi consuma carne e alleva bestiame, che certamente non aiuta a convivere pacificamente. Tra i due “mondi” la via di mezzo esiste, bisogna trovarla per discutere e trovare soluzioni compatibili con i due stili di vita. Affrontare serenamente il “problema del lupo” senza gride e invettive da ambo le parti, creando un gruppo di discussione è sicuramente una proposta saggia, nella speranza che in futuro “lupi e pecore” possano far parte di una società un pochino più civile!

    • già… certe persone affrontano le tematiche con astio, senza voler comprendere le ragioni che stanno dietro. io sono anni che cerco di spiegare il “dietro” della pastorizia e mi piacerebbe tanto poter avere dei sani confronti costruttivi. invece anche chi affermava di voler collaborare poi… ha sempre calato la maschera svelando il volto dell’integralista.
      diciamocelo pure… non stiamo lì a chiamare in causa la mitologia, il simbolismo ecc ecc. il lupo è una questione politica (e anche economica). fosse solo ideologica, non ci si scalderebbe tanto!

  2. Grazie Marzia per questoninttervento pacato e preciso. Qui (Balangero) se ne sentono di tutti i colori sui lupi prossimi futuri che scenderanno a orde dalle valli, comprese voci che li stiamo allevando addirittura dove lavoro. I problemi si affrontano con la concretezza che hai sempre predicato e che adesso è ora di pretendere da tutti. La visione romantica del lupo ultimo selvaggio da giustificare sempre e comunque, la visione machista di chi “si difende da solo”, i progetti faraonici che portano a tanto fumo e niente arrosto non portano a nulla. Gp

    • caro Gp… voi allevate lupi all’amianto 😉
      le visioni romantiche (del lupo e del pastore) lasciamole all’iconografia! è ora (anche se bisognava farlo fin da subito) di provvedere ad un’informazione corretta e concreta

      • Lupo all’amianto garantito indistruttibile! Grazie per aver terminato correttamente la mia frase sulla visione romantica, mi sa che qualcuno si è mangiato la chiusura…. 😉

  3. Una delle contraddizioni del nostro tempo, urbanizzazione selvaggia da un lato e dall’altra fenomeni come inneggiare con gioia al ritorno dei lupo. Mi chiedo se questi ” sostenitori “del ritorno del lupo frequentano la montagna o la vedono solo sui documentari . Mi sembra il solito sistema di lavarsi la coscienza che tanta gente usa al giorno d’oggi. Io in montagna ci vado a camminare e mica sono tanto sicuro che il lupo abbia paura dell’uomo, anche se lo dicono gli esperti.
    Se in quest’epoca mancano delle cose, una di cui potevamo fare a meno era proprio il lupo.
    Sarebbe giusto, invece, incentivare chi in montagna lavora e ci vive. Ricordiamoci che un territorio presidiato è meglio che una landa desolata.
    Chissà se prevarrà il buon senso o se prima o poi si dovrà correre ai ripari perchè qualche lupo, che non ha frequentato i corsi degli ” esperti” ha aggredito qualche persona.

    • Perchè il lupo non serve secondo te? Questo articolo è pacato e ben scritto. Ma non ci sono animali che non servono. Sbaglio o anche in pianura ci si lamenta di cinghiali e caprioli che danneggiano le colture? Ah già, è vero, quelli vogliamo divertirci a cacciarli noi… Comunque, con tutto che l’articolo è onesto e piacevole, veramente, bhu. Non riesco a capire quale sia il profondo rapporto che lega il pastore ai suoi animali, per poi separare madri dai cuccioli e ucciderli. Utilizzare l’investimento del lupo ad Airasca come prova del fatto che ce ne sono tanti poi, è artificioso: ci sono ricercatori che studiano il lupo e sanno seguirne le tracce e valutarne il numero. Era un giovano maschio in cerca di nuovi territori, non si stava sistemando ad airasca paese. E sì, il lupo ha paura dell’uomo. Mangia di fronte al suo balcone, tanto che si riesce addirittura a filmarlo da lontano? o mamma che coraggio. Immagino che l’autore sia stato fermo e in silenzio (e il lupo di guarda attorno in continuazione). Io abito ai piedi delle montagne e qui regolarmente c’è chi dice che i cinghiali attaccano le persone. Mio marito gira per lavoro anche in territori di caccia e sapete chi è che prende soldoni dallo stato e foraggia gli animali e rompe gli equilibri naturali che invece sono più efficiente nel controllo numerico? Alla faccia del duro lavoro in alpeggio? Indovinato?

      • alla base di tutto dobbiamo fare una riflessione: il lupo serve come anello della catena alimentare in un ecosistema NATURALE. l’ambiente alpino è un ambiente antropizzato, ma siamo di fronte ad un duplice rischio di estinzione… forse attualmente è più in pericolo il montanaro autentico (e non parlo del vacanziero della domenica o del proprietario di seconda casa, ma di chi la montagna la vive a la fa vivere), che sia esso pastore o gestore di una bottega in qualche sperduto paese delle valli.
        vedi, isabella, tu non riesci a capire qual è il profondo rapporto che lega il pastore ai suoi animali… e allora non riusciamo a comunicare. non hai mai lottato per salvare da una qualche malattia anche un singolo agnello in un gregge di centinaia di capi. non hai mai allevato un capretto gemello con il biberon. non hai mai portato a spalle dal colle a 2000 e passa metri fino alla baita un animale che si era rotto una gamba. forse non sai che, in natura, per fortuna le madri ad un certo punto svezzano i figli… è l’uomo che se li tiene in casa fino a trenta e passa anni… quindi non si separa nessun “cucciolo”. si vendono, si macellano e si consumano via via gli animali che vengono allevati per questo scopo. siamo onnivori e mangiamo anche carne. a differenza degli allevamenti intensivi, nella pastorizia e nell’allevamento tradizionale c’è ancora una grande attenzione per il singolo animale. anche se destinato al macello, lo si alleva con passione e dedizione dalla nascita fino all’ultimo istante che passerà nell’allevamento.
        se leggi bene quello che ho scritto, non dico che il lupo ha preso residenza ad airasca, ma era un giovane maschio che cercava nuovi territori… segno che le valli circostanti sono già tutte colonizzate.
        …e comunque ha sempre meno paura dell’uomo… deve tornare ad averla, se si vuole provare a parlare di “convivenza” tra predatori e allevatori.
        gli allevatori per primi sarebbero ben felici se il lupo risolvesse loro altri problemi che si chiamano cinghiali, caprioli, ecc ecc

    • Chissà se prevarrà il buon senso o se prima o poi si dovrà correre ai ripari perchè qualche cacciatore, che non ha frequentato i corsi degli ”esperti” ha accidentalmente sparato a qualche persona. Io vado in montagna, ma mica sono sicuro che i cacciatori che per mesi vagano per gli antropizzati paesaggi alpini con fuoristrada e armi cariche non possano accidentalmente ferirmi o peggio ancora ferire qualche altro escursionista, viste anche le recenti cronache. Chissà perché tutte le attività umane, anche quelle molto più pericolose per le altre persone, come ad es. la caccia, sono accettabili, mentre la presenza del lupo proprio non può essere accettata. Chissà perché chi non vuole i lupi non può accettarne la presenza, e accettare che altri siano favorevoli alla loro presenza. Sarebbe giusto, invece, incentivare chi in montagna lavora e ci vive, sarebbe giustissimo, sarebbe giusto riconoscere un valore alle produzioni di qualità di alpeggiatori e pastori, invece di essere pagate allo stesso prezzo di quelle delle multinazionali agroalimentari, sarebbe giusto riconoscere un rimborso per i capi perduti, sarebbe anche giusto riconoscere un valore alla lana di tosatura che invece oggi viene smaltita come rifiuto speciale.
      sarebbe fondamentale, trovare un accordo che medi le esigenze di tutti, pastori, escursionisti, animali selvatici. perché una società si fonda sull’accordo tra le parti, non sulla prevaricazione di una sulle altre. e non vedo perché se un pastore deve essere tutelato, un escursionista difeso numerosi attacchi di lupo che si sono verificati sulle alpi e appennini in questi ultimi anni, non debba essere tutelao anche chi vuole i lupi e soprattutto i lupi stessi.
      la contraddizione tra urbanizzazione selvaggia da un lato e dall’altra fenomeni come inneggiare con gioia al ritorno dei lupo, sta proprio nel fatto che , come dici tu stesso, l’urbanizzazione è selvaggia, cioè senza regole, senza rispetto e cultura del paesaggio.

  4. Stasera a Ceva c’è una serata sul tema del lupo, in caserma della forestale. Spero che sia una cosa costruttiva e sensata. Nel frattempo appoggio in toto l’articolo e mi complimento per il suo tono, l’autorevolezza e la sua serietà.Dal canto mio diffonderò il verbo in questi termini come consigliato, perché è da sempre che la penso così e a stare zitto proprio non ci sto. 🙂

  5. Marzia, visto che hai citato sia il mio post pubblico, sia il messaggio privato, confermo e sottoscrivo tutto ciò che ho scritto. il discorso lupo non deve essere tabù, deve essere considerato per ciò che è senza ingigantirlo e senza metter la testa sotto la sabbia. il tavolo che tu invochi sarebbe normale e sacrosanto. da accompagnatore naturalistico è ovvio che a me fa comodo la presenza del super predatore, ma come mi va che sia tutelato il vostro lavoro. ripeto, per me la coesistenza sulle alpi è possibile, forse c’è da riflettere sulla coabitazione, in certe zone si può lasciar tranquillo in altre magari è meglio intervenire, a tutela di chi come te è pastore e paradossalmente del lupo stesso!

  6. In transilvania,in asia centrale…dove i lupi sono ancora i lupi,o meglio sono rimasti lupi veri…i pastori hanno un gran bel da fare,non esiste gregge che non abbia almeno una decina di cani da guardiani (senza contare i toccatori) e per cani si intende VERI cani!Cani di tipo pastore dell’ asia centrale,caucaso,ciarplanina o incroci di queste razze!Girando per i pascoli in piemonte non io visto un pastore che abbia almeno cinque cani da guardiania,senza parlare della qualità di tali cani:il più delle volte sono poveri meticci,o candidi pastori maremmani mangia crocchette…,questi dovrebbero difendere greggi da lupi selvatici????questi cani???e in queste quantità????..i pastori dicono: eh ma bisogna portare il cibo per i cani in alpeggio,avere tanti cani è un costo…ma io mi chiedo..:i pastori della transilvania sono forse più ricchi di quelli della nostra nazione???..io penso che siano solo più dediti al sacrificio,alla consapevolezza che non si può aspettare l aiuto di dio solo sà chi,hanno capito che in questo momento è meglio tribolare con dieci cani(CANI)piuttosto che piangere predazioni e non avere aiuti..!Certo capisco le difficoltà,ma non credo che quei pastori siano uomini bionici e noi siamo mezze cartucce!

    • forse però in transilvania non c’è tanto passaggio di turisti… a parte il fatto che alcuni pastori hanno più di 5 cani (ma comunque, come dici tu, nella maggior parte dei casi il numero è insufficiente paragonato alle dimensioni del gregge), già così ci sono problemi e lamentele a non finire.
      ne hanno parlato persino i giornali http://www.ecodelchisone.it/articoli/2011-09-14/pastori-turisti-lupi-e-maremmani-l-alpeggio-si-fa-stretto-6364 oppure http://www.riviera24.it/articoli/2012/05/25/133897/cani-maremmani-e-cani-pastori-abruzzesi-aggrediscono-turisti-ed-escursionisti-nellentroterra, due articoli a caso pescati on-line
      per non parlare poi delle polemiche che ho vissuto in prima persona, condite anche con insulti da parte di turisti ignoranti (ma ci sono e quindi…).
      inoltre, perchè il cane da guardiania sia davvero efficace, deve stare SEMPRE con il gregge. vedo spesso su facebook immagini di greggi in romania, gli spazi sono molto diversi dai nostri. pensa ad un gregge vagante del piemonte, che attraversa tutti i giorni o quasi centri abitati o comunque si sposta in un territorio antropizzato. è soprattutto per questo motivo (oltre ai costi di mantenimento, assicurazioni vari, vaccini ecc ecc ecc) che molti sono restii ad aumentare il numero.
      per non parlare poi di quei pastori che mi hanno raccontato di essere stati sanzionati da guardie zoofile perchè i suddetti cani non avevano le cucce!!!!!!!!!!!!! a parte il fatto che dormono tra le pecore e non andrebbero nella cuccia… vi immaginate la scena? ci vorrebbe un carretto al seguito del gregge solo per le cucce dei cani???

      • Non ho parole…tra animalisti e guardie zoofile si sta toccando il fondo.Oramai è diventata una moda umanizzare gli animali,è una vergogna,non capiscono che rovinano gli animali stessi..ma come al solito credo sia un giro di soldi e basta:due vaccinazioni all’ anno,queste crocchette sono più buone di quelle,il biscotto per il tartaro,gli psicofarmaci per cani..ma basta!!!!..Pensassero alle cose importanti!Cmq per i pastori consiglio vivamente di guardare un sito:canidaguardia-ciscal(centro italiano selezione cane anti lupo)È già difficile avere più cani da guardiania,almeno trovare quelli giusti è indispensabile!Cmq è anche un pò nell indole di noi Piemontesi lamentarci su tutto,vada dalla politica arrivando al lupo,ogni giorno ci sono articoli di giornali che parlano di predazioni in piemonte o ne riprendono sempre il problema…nel solo parco della majella in abruzzo ci sono il numero di lupi di tutto il piemonte e non fanno le polemiche che si fanno qui…abbiamo capito,le istituzioni sono quelle che sono,quindi????che si fa???si continua a piangere???o ammazziamo i lupi per la gioia dei cacciatori??perché non fanno tutto sto casino con i cinghiali,ogni tre giorni scendono nel mio paese(e non solo)facendo disastri a destra e sinistra…ma per i calciatori è una manna quindi silenzio.Allora…da parte mia..per non sbagliare ho tre cani con le palle..ne prendo un altro e dei turisti me ne frego,se capiscono bene se no li mando pure a quel paese!

      • il comune di sestriere, dove si è registrato recentemente un attacco, per far piacere ai turisti ha imposto ai pastori l’utilizzo di museruole per i cani da guardiania… non scherzo… avevo messo anche le foto qualche tempo fa!!!!!
        sui cinghiali non è che agricoltori ed allevatori non protestino, anzi!!!!! però è ai media che non interessa e quindi al “grande pubblico” passano solo certe notizie

      • Siccome mantenere i cani costa, allora abbattiamo i lupi. siccome il costo del lavoro in italia è alto, licenziamo i lavoratori e produciamo all’estero? siccome il paese è antropizzato che facciamo? eliminiamo le case o i pastori? Frequento un ragazzo che fa il pastore da 27 anni, insieme a suo padre che lo fa da più di 50, mai una guardia zoofila lo ha fermato per verificare la presenza di cucce per i cani, che di fatto, dormono all’aperto, insieme alle pecore. in compenso ha con sé 14 cani e di tutto si lamenta meno del costo dei cani che utilizza. ma si sà, il più debole ed indifeso ha sempre la peggio, il lupo nei confronti del pastore (non tutti però la pensano allo stesso modo), il pastore nei confronti dello speculatore edlile, la civiltà agricola nei confronti della barbarie della cementificazione selvaggia.

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