La delusione dei giovani

La mia presenza qui diminuisce proporzionalmente con l’impegno legato alla pastorizia “sul campo”. Vale per tutti quelli che praticano il mestiere dell’agricoltore o dell’allevatore. Ciò nonostante, la maggior parte dei giovani (e non solo) di oggi cerca di ritagliarsi un po’ di tempo per “condividere” con il resto del mondo sui social network pensieri, preoccupazioni, immagini. Ci si sente meno soli, meno incompresi.

(foto M.Colombero)

Riporto qui la lunga e amara riflessione di Michele, margaro cuneese. Non uno di quelli che si piangono addosso e non vedono oltre i confini della propria stalla, ma un ragazzo che vive la sua passione riuscendo anche a trovare del tempo per concedersi qualche spazio per il divertimento e lo sport. “Grazie… grazie all’arpea, all’agea o forse grazie alla Coldiretti o ancora di più a Roma e alla finanza… la mia lista di ringraziamenti potrebbe risultare lunga e strana per chi non comprende, ma credo che ognuno di questi enti citati abbiano bisogno di essere ringraziati, per l’impegno profuso che stanno portando avanti x ucciderci!!
Pac, titoli, anomalie, blocchi, indagini, tare, retroattività e multe e chi più ne ha più ne metta!! …queste sono le uniche cose che da 7 anni rimbombano nella mia testa… 7 anni che sento parlare di questo e basta.
Mai ho sentito pronunciare la parola “valorizzare”, sarà così complicata?! Nessuno li ha chiesti i contributi europei e visto che ormai, più che un’integrazione al reddito o un aiuto all’agricoltura, sono diventati redditi veri e propri, solo x alcuni speculatori come logicamente solo in Italia poteva avvenire… allora perché non li togliamo? Perché non iniziamo a parlare della vita che realmente ogni santissimo giorno svolgiamo? Perché non valorizziamo il lavoro e tutto ciò che comprende esso al suo interno?Perché non analizziamo azienda x azienda e capiamo davvero chi e cosa stiamo portando avanti a livello di tradizione coltura e dedizione al lavoro!? Perché non capite quanto sia difficile al giorno d’oggi (x spontanea scelta x carità) svolgere una vita di infinite rinunce e sacrifici che il mio stile di vita comporta? Quanto sia diventato praticamente impossibile far coesistere questo nuovo e moderno sistema al mio vecchio e tradizionale lavoro (x colpa vostra)!! Perché io che sto dando tutto, che sto cercando di non mollare, che sto cercando di condurre la vita che ho sempre sognato vengo spinto in un imbuto che porta al nulla? E tantissimi davanti e dietro di me spinti al medesimo destino?
Sono stanco perché chiedo solamente di poter lavorare e non di fare una guerra continua e quotidiana x poter stare in piedi! Sono stanco perché in fin dei conti viviamo tutti una volta sola, per quello che sappiamo, e non merito e non accetto di dover fare una vita così, senza più prospettive future senza soddisfazioni ne raggi di sole!! E mangiare merda di continuo, e non perché non so fare il mio lavoro, ma semplicemente perché chi ci gestisce pensa che siamo una categoria di ignoranti, che si accontenta di una bottiglia di vino e di una campana nuova!!! Non lo merito io che sto entrando in punta di piedi, ma soprattutto non lo merita mio padre, mio nonno o chi prima di lui ha condotto una vita fondata sul lavoro sui sacrifici, x poi essere dimenticati in questo modo.
Il nostro lavoro è la nostra passione, perché se così non fosse non ci saremmo più… ma di sola passione non è immaginabile né concesso vivere…
Guardare il cielo e sperare che tutto cambi è l’unica cosa rimasta, ma non può bastare.

(foto M.Colombero)

Non servono tanti commenti, Michele ha già detto tutto. Volevo però ancora riportare alcuni altri messaggi e commenti letti e ricevuti sempre su facebook. Perchè la testimonianza del giovane margaro viene dall’interno di questo mondo. Chi invece lo vede dal di fuori ha tanti sogni e quasi si offende quando cerchi non di scoraggiare il suo entusiasmo, ma semplicemente gli mostri la realtà.

Ancora una testimonianza. Scrive C., titolare di una “piccola” azienda agricola: “Ebbene sì… si lavora per nulla ormai e quasi che devi ringraziare ancora che ti ritirano le bestie… ma svendere dopo il lavoro grande che c’è dietro a ogni bestia è veramente vergognoso… agnelli a 3 euro..uno mi ha detto addirittura detto che c’è un macellatore che li ritira a 1 o 2 euro al kg… con 5 cani che ho ne macello uno alla settimana per loro..spendo meno che comprare crocchette!!!!
quel che mi domando sempre io… ma com’è che ci son certe categorie che son chiamati i “travaj borgnu” e lì paghi e bon parei?????
Ho in andi una pratica noiosa e pesante da un avvocato,con giudice,con perito e notaio me ne son fatta per 5000 euro… per quella cifra devo vendere tutto il mio trup di pecore o ingrassare 5 vitelli per un anno e mezzo per vedere tutti ‘sti soldi…

C’è invece M., che vorrebbe intraprendere questa la strada dell’allevamento/azienda agricola: “Mi sono informato su come potere avere dei finanziamenti x prendere degli animali: code  negli uffici a parte, ma la burocrazia ti distrugge non hai sbocchi concreti.” Moltissimi continuano a scrivere e me e ad altre pagine/siti per cercare lavoro in alpeggio o in azienda agricola, ma si lamentano per la poca offerta o per il fatto che si richieda “esperienza nel settore”. Anche qui delusione da parte di chi dice di aver voglia di fare, ma non viene nemmeno messo alla prova. Anche se ho già scritto altre volte a riguardo, mi riprometto di parlarne ancora appena avrò tempo. Come vedete, non è facile fare il pastore e, con le difficoltà attuali, molte volte non puoi più nemmeno permetterti di pagare un aiutante, anche quando ne avresti bisogno.

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  1. Non è la prima volta che manifesto le mie difficoltà su questo blog ogni settimana ce né una nuova….stò affittando un cascinale da parecchi anni disabitato e mi piacerebbe rimettere dentro un po’ di animali,nessun allevamento intensivo ,un paio di vacche ,capre e pollame vario…,ma il comune guarda il regolamento comunale,le distanze,i limiti di capi da tenere ,l’ asl ti impone un piano di ristrutturazione , per la concimaia ti passano come una pallina tra un ufficio d’igiene ,la provincia fallita ( Biella è commissariata) e te intanto perdi tempo soldi e forze….ti passano…..intanto ti trovi con altri marghè e senti che esistono stalle non a norma ,concimaie inesistenti e vasche di liquame che non son rapportate al bestiame ,e allora io cosa devo fare???? io son il primo a voler il benessere animale…una bella lettiera ,abbeveratoi ma l’aria che ti gira attorno è confusa.Non capisci più cosa è giusto e sbagliato;vai avanti rattoppando nel limite del fuorilegge e sperando che vada tutto bene .
    E poi da qualche settimana faccio un corso di caseificazione e ti confronti con altri che lavorano da anni nell’allevamento; son sfiniti!!! ore e ore di lavoro senza avere risultati concreti…chi può vende formaggio ,salumi e carne riuscendo a campare….ma chi stà iniziando è dura….normative,controlli …..L’insegnante arriva dalla Lombardia e in più casi racconta che la regione ha tante realtà ,alpeggi ,caseifici e tradizioni lombarde e ti cascano ancor di più le speranze: cosa facciamo di male ??? dobbiamo lasciare i boschi e i prati andare all’abbandono e darle fuoco per pulirli???? dobbiamo vendere tutto e commerciare i prodotti copiati e di scarsa qualità dell’estero??? non so….
    Non parlo di enti pubblici e di categoria per non offendere nessuno ma di certo non fanno il loro lavoro.
    Non mi ritengo deluso ,ma demoralizzato sì.
    teniamo duro finche si può.

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