Bisognava andare nel Monferrato!

Procede lentamente a piccole tappe il lavoro per il film sui pastori. Ci mancavano le immagini invernali, quelle con la neve, tanto suggestive per il pubblico quanto sgradite ai pastori, ma quest’anno il meteo non ci ha davvero aiutati (a beneficio della pastorizia!). Quindi ci siamo recati nel Monferrato in una “normale” giornata di questo strano inverno.

Era comunque una tappa obbligata, quella tra le colline. Il Monferrato infatti da sempre è la terra dove greggi e pastori andavano a svernare. Solo che quest’anno i prati ondulati non sono gialli, bruciati dal gelo come spesso capitava in questo periodo dell’anno. I colori ricordano maggiormente quelli che si vedevano nel mese di marzo.

La troupe si lascia “incantare” dai tanti piccoli/grandi momenti che possono essere filmati in mezzo al gregge. Dopo la tappa con la transumanza in Val Chisone, questa è la seconda volta che facciamo visita a questo pastore vagante. Quanti chilometri sono passati, dalla vallata alpina a queste colline a pochi passi da Asti!

Con un gregge del genere e in un panorama così vario ogni istante c’è da scattar foto o far riprese. Il pastore cerca di convincere il gregge a pascolare in un prato più povero, in attesa di tornare in un prato “nuovo”, con bella erba verde e succosa. Il problema di questi giorni è stata la pioggia e il fango prima, poi il terreno ancora inzuppato dopo. Il buon pastore, che rispetta la proprietà privata e il lavoro dei contadini, sa che certe zone sono off limits, quando troppo fangose: “Ho lasciato indietro tanta di quell’erba… ma come si faceva? Sai com’è la terra qui…

C’era anche un altro valido motivo per incontrare proprio in questi giorni Fulvio. La presenza della figlia Milena, che studia e abita in Inghilterra, ma approfitta di tutte le vacanze per rientrare in Piemonte e stare un po’ con il papà e gli amati animali. Non è stato immediato riuscire ad intervistarla, ma poi poco per volta si è “sciolta”, rivelandoci sogni e progetti. “Dovessi prendere io una decisione, farei una stalla dove mettere le pecore quando partoriscono, per i primi tempi, in modo che non ci sia da portarsi dietro gli agnelli. Ma non qui ad Asti, qui non mi piace, non mi è mai piaciuto. Preferisco la zona di Pinerolo. Sarà perchè sono nata lì…

E l’archivio di belle scene di pascolo si allunga quando il gregge si sposta. La giornata non è delle migliori, ma almeno non sta piovendo, nonostante le previsioni avessero annunciato qualche precipitazione. Per quel giorno il gregge è abbastanza “fermo”, nel senso che ci si sposta di prato in prato, ma senza dover “far strada” e andare altrove.

Il pastore ha degli aiutanti, ma uno in particolare ha una storia da raccontare. Cerchiamo di convincerlo e così poi ci ritroviamo ad ascoltare una storia di emigrazione, difficoltà e passione per la pastorizia. Anche Fulvio parla del suo braccio destro: “Un vero pastore. Di lui mi fido ciecamente. Quando l’anno scorso ho avuto problemi di salute, lui e suo fratello gestivano il gregge, io andavo solo a spostare la macchina e il rimorchio. Oltre a saperci fare con le pecore, ci sa fare con la gente, con i contadini.” E Costel è riconoscente per la fiducia accordatagli da Fulvio, che per lui non è un padrone, sicuramente non come il primo incontrato al suo arrivo in Italia… “Se poi la figlia dovesse andare avanti lei, io la aiuterò. Io ormai sono tre anni che sto con Fulvio, ho imparato tanto.” E l’intesa è evidente, il pastore ed il suo aiutante si capiscono anche solo con un gesto, uno sguardo.

Ogni incontro, nel mondo della pastorizia, è una storia che può anche essere commuovente, toccante. Vorremmo tornare da Fulvio per assistere e riprendere le operazione di carico degli animali sui camion, nel momento della transumanza di fine primavera. Speriamo in quell’occasione di avere da parte sua una di quelle frasi memorabili che servano a “chiudere” l’episodio. Lì tra le colline un contadino alla guida di un trattore che trinciava rovi e un boscaiolo più lontano, con la sua motosega, ci hanno rovinato l’atmosfera.

Il gregge in movimento è una sottile linea bianca, in questa campagna dai colori ancora tenui. Il cielo è grigio di nuvole primaverili, gli alberi sono ancora spogli, i campi che hanno patito meno la pioggia sono di un bel verde… ma non è quel verde squillante che tingerà le colline di qui a un mese o poco più.

C’è un colore anomalo, il giallo di certi campi di grano. Qui se ne vede solo una striscia, ma altrove la quasi totalità dei campi di questo cereale sono gialli per la troppa umidità. Sotto la neve pane, sotto la pioggia fame… “Il contadino ha detto di provare a pascolarli, se asciuga un po’, perchè magari così la pianta ributta da sotto. Ma quel colore lì non le attira nemmeno!

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