Come va con i capretti?

Un amico mi chiede: “Come va da quelle parti con i capretti? Qui sembra ci sia di nuovo quella porcheria di due anni fa!“. Personalmente, sono appena tornata dal pascolare le capre che hanno già partorito tra la fine e l’inizio dell’anno, mentre le altre devono ancora dare alla luce i capretti. Quest’anno il calore è stato un po’ anomalo. Per fortuna qui niente da segnalare, ma ho fatto un po’ di indagini informale ed in effetti sembra che si segnalino di nuovo casi simili a quelli che avevo raccontato qui.

Consiglio a tutti di rileggere quel post, facendo particolare attenzione ai commenti che si erano via via aggiunti anche negli anni successivi. La strana “moria dei capretti” è un qualcosa da studiare e soprattutto da segnalare, in modo che questa “patologia” possa essere identificata e curata adeguatamente.

Da quello che scrivono gli amici veterinari che hanno commentato, colpisce indistintamente allevamenti in stalla e all’aperto. “Vi assicuroche la malattia di cui parlate è a noi nota da tanti anni ed è più diffusa di quanto possiate immaginare. L’esperienza mi ha insegnato che più che una malattia, bisognerebbe considerarla un Sindrome le cui caratteristiche eziologiche (cause) e patogenetiche (meccanismi d’azione delle possibili cause) sono del tutto sconosciute“, scriveva Gio. “La malattia è una sindrome multi fattoriale dove alcuni fattori condizionanti predispongono gli animali a determinate infezioni, che agiscono quindi come complicazioni secondarie di uno stato patologico fino al determinismo dei sintomi di quegli stadi di infezione e/o tossinfezione che ne determinano la morte. Questo è dimostrato dal fatto che quasi mai negli animali venuti a morte da cui si è isolato un agente infettivo sono stati riscontrati sintomi associabili all’infezione specifica.
Da una analisi grossolana, io posso ritenere che i principali fattori condizionanti che predispongono per questa malattia sono: l’ambiente inteso come superficie degli spazi a disposizione degli animali durante la stabulazione e soprattutto durante il periodo dei parti, le condizioni igieniche degli stabulari, le condizioni di areazione/ventilazione; il sistema di gestione dei parti e di stabulazione dei capretti nel periparto, compreso il sistema di svezzamento; l’alimentazione delle fattrici, soprattutto durante il periodo di asciutta, laddove sia gli eccessi, sia la carenza di energia oltre che di proteine, possono creare un dismetabolismo che si ripercuote anche sui nati proprio nei primi giorni di vita; lo stato immunitario delle fattrici, inteso come adeguatezza del livello di difese immunitarie, sia dirette che indirete, degli animali.

Spero che tutto questo possa esservi d’aiuto se vi trovate coinvolti nel problema. Comunque, usiamo anche questo mezzo (il blog), Facebook o qualsiasi altra via di comunicazione immediata e condivisibile per aiutarci l’un l’altro se, ahimè, siamo tra gli allevamenti vittima di questa “malattia”. Nasconderla non serve a niente se non a far sì che non si trovi mai la soluzione.

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