Dall’autunno alla primavera?

Continua questo strano inverno, che a volte è autunno, a volte primavera. Le previsioni dicono che avremo qualche giorno più freddo, coincideranno con i “famosi” giorni della merla? Vi anticipo che, proprio in quei giorni, andrò fino a Roma per parlare in TV di “storie di neve”, anche se fortunatamente per ora nella neve non siamo (TV2000, 30 gennaio, ore 8:30).

L’altro giorno si era nella pioggia e nel fango. Più novembre che gennaio… Cielo grigio e pioggia che veniva giù sulla pianura, dove la terra a fatica assorbiva l’acqua. A questa stagione non serve la pioggia, non è adesso che “fa venire l’erba”, anzi… Rovina quella che c’è. Perchè in certi posti non puoi nemmeno pascolare i prati. In altri le pecore sprecano l’erba, perchè la sporcano con le unghie infangate e poi non la mangiano più.

Non è una novità, per i pastori, avere delle giornate di pioggia, ma sicuramente in questi momenti è tutto più difficile e c’è meno voglia di sorridere. Ai problemi normali, si aggiunge quello del dove far dormire il gregge, perchè è necessario avere un luogo non troppo fangoso e dove l’acqua non ristagni sia per gli animali, sia per non rovinare il prato.

Il maltempo passa e se ne va. Non è una cosa immediata, c’è una giornata intermedia in cui il sole ancora non splende, ma il cielo comincia a mostrare degli squarci di colore azzurro. Contro le montagne, nuvole che ristagnano e si sfilacciano. Sembra una tipica giornata primaverile.

Il gregge raggiunge nuovi pascoli nella pianura. Il cammino è sempre incerto, il meteo lo condiziona ancora di più, ma quest’anno non sembrano esserci problemi di erba. Dell’inverno è trascorso solo il primo mese, ne restano due, forse i più difficili, ma tutto dipende dal clima. Per ora in generale non sembra ci sia da preoccuparsi.

Per non rovinare troppo i prati, a volte si pascola nelle stoppie, ma non sempre i proprietari danno il permesso. C’è chi non vuole le pecore perchè ha ancora intenzione di imballare le foglie del mais, “appena saranno asciutte” e serve poco spiegare che le pecore non le mangiano, ma si limitano a cercare le pannocchie cadute a terra…

Poi arriva una primavera fuori stagione. Non solo il cielo limpido, ma le temperature che in giornata salgono tanto da far sbocciare qualche fiore nei punti più riparati, da far volare qualche ape. Ci sono posti dove i prati sono verdi che pare davvero primavera! E l’erba cresce tra le stoppie, lungo i bordi delle strade, cosa che generalmente in questa stagione non accade.

Continuerà così o l’inverno arriverà semplicemente in ritardo? Intanto i pastori e le loro greggi si godono il sole e le belle giornate che asciugheranno un po’ il fango lasciato dalle piogge. Sanno bene che è ancora presto per pensare alla primavera e, come sempre, vivono alla giornata, ben sapendo che ogni giorno senza neve è una preoccupazione in meno.

…Vi ricordo che stasera sarò ad Orbassano (TO) presso la sede CAI, Via D.Nanni 20B, ore 21:00, per presentare “Di questo lavoro mi piace tutto”…

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Una risposta

  1. Non sò se sono io o è questo blog che mi fa diventare empatico, leggendolo mi perdo via, mi trovo tra i protagonisti di queste storie, mi immedesimo nelle gioie e nei dolori di chi fà questo duro lavoro, lo ammiro. Vi ammiro.

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