Sono nata in questo mondo, ma…

Era da prima di Natale che avevo scoperto che, nelle campagne del paese in cui abito, c’era una mandria vagante. Sì, non un gregge, ma una coppia di giovani margari che, anche quest’anno, giravano con i loro animali, senza una sede fissa. Lui lo conosco da tanto, da quasi dieci anni, quando era passato qui con un gregge. Altri tempi!

Poi un giorno la mandria la vedo anch’io, transitando lungo la strada. C’è anche una roulotte, un trailer… Ma vado di fretta e non posso fermarmi. Un’altra volta incrocio per la strada i margari e mando un messaggio, avvisandoli che appena possibile sarei andata a trovarli. E così ho fatto ieri. Prima vedo gli animali, sono tantissimi, impossibile farli stare in un unico scatto. Poi cerco la roulotte e trovo Manuela ancora intenta a pranzare, anche se sono le 14:30.

Prima ha dovuto andare a tirare i fili nel luogo dove poco dopo sposterà la mandria. Le chiedo se lo farà da sola, infatti non vedo Sandro, ma lei mi invita ad entrare mentre finiscono il pranzo. C’è un amico che le darà una mano, anche lui è una mia vecchia conoscenza. Di Sandro e Manuela avevano parlato in tanti la scorsa primavera, quando anche la RAI aveva dedicato un servizio nella ahimè sospesa rubrica “Montagne”.

Manuela e Walter prendono i cani e raggiungono la mandria. C’è da fare uno spostamento, così lei prende la cavalla, mentre l’amico manda il cane a radunare il resto della mandria. Come sempre, sono “cose belle da vedere”, ma bisogna pensare a tutto quello che c’è intorno. Adesso lascio che facciano i loro lavori, ma dopo scambierò quattro chiacchiere con più calma con Manuela, mentre finirà di raccogliere i picchetti ed il filo.

Gli animali sono sazi, quindi si avviano con calma. E’ il secondo anno che la mandria vaga per tutto l’anno, mentre lo scorso anno per la prima volta hanno affrontato la transumanza verso la montagna interamente a piedi. Quest’inverno sta andando bene, ci sono stati giorni di pioggia in cui è stato necessario acquistare del fieno, ma per ora niente neve. “Invece lo scorso anno le abbiamo fermate due mesi, prima invece si affittava una cascina.

Sandro non è nuovo al pascolo vagante, infatti io l’avevo conosciuto e immortalato quando praticava questo mestiere con le pecore, per Manuela invece è un’altra vita rispetto a quella cui era abituata. “Sì, sono nata in questo mondo, è vero, ma non così. Avevamo una cascina, facevamo i formaggi, andavamo a vendere sui mercati. A vivere così, a lavorare così ho iniziato con lui e poi in questi ultimi anni proprio sempre fuori, con la roulotte.

La mandria sfila lentamente, scende in un vallone e risale verso una borgata silenziosa. Non c’è quasi nessuna campana al collo degli animali, quindi il passaggio quasi sfugge all’attenzione degli abitanti della frazione. Spostare così tanti animali lungo le strade non è una cosa semplice. “Quando possiamo, passiamo fuori dalle strade grosse. Oppure, se proprio dobbiamo, allora lo facciamo di notte. A qualunque ora comunque dai fastidio, c’è sempre quello che di dice che potevi farlo in un altro momento della giornata!

La transumanza verso l’alpe lo scorso anno è durata più di un mese, dal 2 di maggio all’8 giugno. “Siamo partiti da Tonengo e siamo arrivati a Sauze d’Oulx. Tutto all’avventura, anche se comunque Sandro conosceva già da quando era passato con le pecore. Lui andava avanti a cercare l’erba, a prendere i contatti, a vedere dove passare, io stavo con le vacche a fare i lavori, tirare i fili, quelle cose lì. Lui organizzava la giornata… Poi da Avigliana in su è stato più facile. Non c’è più nessuno che va su a piedi a parte Pognant con le pecore, ma ci siamo divisi i posti in modo che ci fosse spazio per tutti, un po’ noi, un po’ lui.” Anche qui è così, Manuela non è pratica dei posti, si affida al suo compagno e, in questo momento, all’amico che invece quelle zone le conosce meglio.

Fin qui potrebbe sembrare una “normale” storia di pascolo vagante, pur con alcune differenze rispetto a quelle che sono solita raccontare. Però c’è molto altro a rendere così particolare la storia di Manuela, questa bella ragazza esile, dal sorriso dolce, classe 1980. E’ la mamma di tre bambini, ma questi al momento non sono con lei. “Leonardo ha sette anni, a lui piace, aiuta già… Poi c’è Marta che ha 5 anni e Marco, due anni e mezzo. Sono con la nonna su. Leonardo va a scuola. Non li vedo tanto spesso, patiscono la macchina e il viaggio è lungo. Speravo che per Natale potessero venire, ma poi pioveva così tanto e in quei giorni lì non puoi metterle nel filo, devi farle pascolare. Speravo venisse almeno Leonardo, ma poi non potevo farlo stare tutto il giorno fuori nella pioggia e nel fango.

Passa anche la mascotte della mandria, una vacca scozzese acquistata da Sandro. Quella di sicuro non patisce il freddo. “Ma nemmeno le altre, sono abituate, anche i vitelli, nascono e stanno bene, non me n’è mai morto uno per il freddo. Capita, se devono morire che hanno qualche altro problema, ma non perchè stanno fuori. Nascono dove ci troviamo, a volte bisogna tagliarle, oppure mettersi lì e tirare…

Manuela tira il filo per chiudere il pezzo, poi andrà a recuperare fili e picchetti rimasti nel prato da cui si sono spostati. In questi giorni non ha la macchina, che è dal meccanico e sta cercando qualcuno che abbia il gancio traino per spostarle la roulotte. “E’ la mia casa, mangiare e dormire, sempre lì. Tutti i sabati viene mia cognata a prendere la roba da lavare. La spesa vado a farla io, devo andare anche stasera, perchè non abbiamo più niente… Sandro si stupisce che la sera io abbia ancora voglia di cucinare, ma con quattro pentole mi arrangio a fare di tutto e a volte qui nella roulotte abbiamo cenato anche in dieci!

La domanda sorge spontanea anche in chi bene o male fa il suo mestiere: “Ma chi te lo fa fare?“. “Ci sono quei giorni che vorresti dare un calcio a tutto, ma dopo la tempesta viene sempre il sole. E’ la passione che me lo fa fare, è la passione che mi fa andare avanti.” La passione, quella che muove tutto e che fa sì che ogni animale abbia un nome (e ci saranno almeno 200 capi in questa mandria). Immagino però che sia dura per lei e non parlo del lavoro, perchè sicuramente sta facendo quello che le piace, ma non poter stare con i suoi bambini fino all’estate, quando la famiglia si riunirà su in alpeggio.

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Una risposta

  1. manuela hai nel sangue questo tuo lavoro come ce lo anche io anche io faccio la transumanza ho vacche podoliche sono di salerno ti faccio i mie complimenti a te e a tuo marito a presto ciao tanta fortuna

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