Ancora disinformazione sul mondo zootecnico: Striscia la Notizia, vergogna!!!!

Non è la prima volta che mi trovo ad indignarmi per servizi di Striscia la Notizia, in particolare quelli del sedicente amico degli animali Edoardo Stoppa. Trovo già indisponente l’atteggiamento tipico di una certa categoria di “animalisti”, quelli che confondono gli animali con i bambini o comunque con gli esseri umani in generale. Queste persone si riferiscono a qualsiasi essere vivente del regno animale con vezzeggiativi e diminutivi: “cagnolini, cavallini, gattini, mucchine” eccetera. Parlando di loro allora dovremmo forse dire: “bambini”? No, sono adulti, ma vivono in una dimensione che ha ben pochi legami con la realtà del mondo reale, in particolare quello animale, dal quale anche noi proveniamo. Avrei da parlare per ore di questo argomento, ma oggi concentriamoci sul servizio andato in onda venerdì sera (27 dicembre 2013) durante il noto “TG satirico”. Qui il video, per chi se lo fosse perso.

Dietro segnalazione di alcune persone ignoranti, che nel video parlano di “battaglia indotta”, “si addestrano le mucche”, “spettacolo per il divertimento umano come il palio, il circo…”, la troupe è andata alla finale di Aosta della Battaglia per dare una sua versione della cosa. Chi conosce questa realtà, si è indignato, arrabbiato, infuriato! Chi non la conosce e ha preso per oro colato quanto veniva detto (tra “bastonate” agli animali, vacche “stressate” solo perchè si grattano per terra, un etologo che non ha mai visto come si comportano gli animali liberi al pascolo – si picchiano le vacche, le capre, a volte anche le pecore!), ora pensa che in Val d’Aosta ci sia una versione della corrida da vietare assolutamente, indignandosi per quanto siamo ancora barbari in Italia.

Ci sono già risposte ufficiali per esempio qui. Volevo dirvi come la pensavo io, ma poi stamattina ho letto vari commenti su Facebook, di amici Valdostani e Piemontesi appassionati dell’argomento, così ho pensato che forse sarebbe stato meglio lasciare a loro la parola. Non ho censurato o cambiato nulla, come potrete vedere. Intanto, per chi volesse entrare in questo mondo, ecco un blog con tante magnifiche foto.

Scrive, praticamente in diretta mentre guarda il servizio, Fabio: “siamo proprio dei mostri di crudeltà in val d’aosta dato ke facciamo battere le mucche nere…. mamma mia quante balle x far audience!! le addestriamo, le picchiamo, le costringiamo a combattere con la forza…. pensate ke le leghiamo con le catene…. xkè una volta usavano lo spago ma andava sempre rotto. e tutti con in mano un bastone in mano…. già, pensate un po’ ke cattivoni ke siamo!! “e la fila x le scommesse clandestine”…. ahahahah ‘a coglione di uno stoppa, quella è la fila x andare a bere al bar, scemoooooo!! 🙂 andaste a vedere ki maltratta davvero gli animali, non ki dedica la propria vita a loro…. facendo sacrifici su sacrifici x portare avanti un lavoro ormai “scomodo” x tanti!! caro stoppa, dedicassi tu la passione ke mettono certi allevatori x i loro animali, sicuramente non ci sarebbero servizi tanto squallidi come quello appena visto da tutta italia… servizi ke x fare “scoop” infangano il lavoro e la vita degli altri!! vergognosooooo!!


Forse più di tutti parla questo video, un’intervista a Simona Porliod, pubblicato su youtube con queste informazioni: “Video intervista sulle Bataille de Reines in Valle d’Aosta. Questo filmato è stato svolto per dimostrare l’attaccamento dei giovani valdostani alla propria regione e alle proprie tradizioni. E’ infatti la conclusione di un’analisi effettuata nel corso di Lingue e Comunicazione dell’Università della Valle d’Aosta.  La colonna sonora non poteva non essere la canzone di Lady Barbara, Ma Reina. Buona Visione Alice, Katya e Joara“.

Sulla pagina Facebook “Blog reinesvaleedaoste” si è scatenato un vero putiferio. Mathieu: “hanno totalmente omesso ogni notizia in questo servizio! quel giorno hanno intervistato Clos per un bel momento, che gli aveva spiegato tutto come si deve e non l’hanno messo! Si sono inventati che noi facciamo scommesse, hanno fatto solo vedere qualche mucca un po più ‘breva’, hanno interpellato una specie di ‘Etologo’ che vorrei proprio sapere chi cazzo è, perché all’università di Etologi che insegnano ce ne sono molti e TUTTI trattano le batailles in quello che è il normale comportamento bovino! un vero schifo!

Fabrizia: “DEVONO intervenire i veterinari, SOLO loro hanno l’autorità per stabilire se e quando si va ad influire sul benessere animale, ci fanno una testa tanta in facoltà su ciò che è benessere e ciò che non lo è….è ovvio che ognuno tira l’acqua al suo mulino…gli animalisti poi…lasuma perde..però bisogna parlare con coscienza e conoscenza..sicuramente ci sono allevatori che se ne sbattono…perchè è cosi purtroppo, ma sono come in tutte le circostanze, le mele marce.. non va fatta MAI di tutta l’erba un fascio, chi lo fa per passione nei confronti di questi animali mai si sognerebbe di farli star male… hanno sbagliato a Striscia xk hanno fatto vedere solo ciò che volevano…

Jerome: “Che baggianate che hanno detto… Vengano a vedere quando le mucche escono la prima volta, dopo un lungo inverno dalle stalle, che si battono da sole…“. In tanti poi si domandano perchè il servizio sia stato montato ad arte, infatti di interviste ne erano state raccolte molte, mai andate in onda. Cristina: “secondo me dovrebbero fare sentire le altre interviste che hanno fatto, quelle che VOLUTAMENTE non hanno fatto sentire. Come mai durante gli altri servizi fatto parlare sempre i responsabili e in questo servizio no? perché non avrebbe fatto notizia

Anche i Piemontesi partecipano al dibattito in modo molto sentito, visto che questa tradizione è molto diffusa anche in una vasta area del Piemonte. Mario: “il fatto è che c’è gente che non capisce nulla ,e facendo cattiva informazione faranno passare gli allevatori come esseri senza cuore,attaccati solo al denaro ,insensibili e purtroppo io sono senza peli sulla lingua e non sopporto chi vuole fare il maestro senza capire nulla .Se non ci fossero Le Combats e venissero vietati il 90 % delle reine finirebbero in salami e tanti giovani ,sopratutto in montagna lascerebbero l’agricoltura“. Luca: “ma quei pagliacci di striscia la notizia si sono mai fatti un giro sui nostri pascoli in primavera, dove le reines in natura si affrontano per stabilire chi è il capobranco? si saranno accorti che nel loro combattimento si affrontano ma non c’è violenza perchè quella più debole lo riconosce e si ritira voltandosi e il “combattimento” finisce all’istante? si sono fatti un giro nelle stalle dei valdostani, che in quanto a gestione delle vacche e benessere animale sono il fiore all’occhiello dell’allevamento italiano??? Basta tv spazzatura!!!!!!

Ancora Mathieu: “sono veramente schifato sai! mamma mia che nervoso… noi non facciamo scomesse (quello che hanno inquadrato è dove si ritirano i sorteggi), hanno interpellato un etologo che non sò dove abbia comprato la laurea (sai meglio di me il perché), avevano intervistato il presidente che gli aveva risposto in modo tranquillo ed esaustivo e loro non l’hanno messo, ci accusano di tenere in mano tra un pò delle armi quando è un fuscellino di legno e si ha a che fare con animali che arrivano a 800 kg, parlano di vittorie di tantissimi soldi quando questa è solo una passione e i nostri agricoltori praticamente sono al lastrico e alla regionale il primo premio è di mille euro (ma portare una mucca lì costa molto di più fidati)… un servizio falso! che vergogna…

In passato ho intervistato, ho sentito tanti appassionati di Reines che raccontano del loro rapporto con questi animali. Volevo quindi “regalarvi” un pezzo tratto dal mio libro: “Intelligente come un asino, intraprendente come una pecora”, dove uno dei racconti riguardava appunto la Battaglia delle Reine. Da “Il giorno della battaglia”: <<Chi ha la “malattia” per le Reines parla di questo mondo speciale con un luccichio negli occhi e quasi si commuove, nel raccontarti cosa vuol dire portare la propria vacca alla battaglia. “Deve essere una bestia tua, che ti nasce e ti muore nella stalla, te la devi allevare fin da piccola. Quella che mi è morta in montagna l’avevo portata a casa per Natale, aveva quindici giorni, era così piccola che l’ho messa in una cassetta della frutta.

Tra il padrone e la vacca si instaura un rapporto speciale, un fortissimo legame affettivo. Molti pensano che le Castane siano vacche aggressive, forse perché associano (giustamente) il loro nome alle battaglie, ma la realtà è completamente diversa.  Attualmente, lo scopo essenziale dell’allevamento di queste vacche è proprio l’utilizzo nelle tradizionali “Battailles de Reines”. Nell’Ottocento-Novecento si parlava della razza di Hérens quale popolazione a mantello nero o castano uniforme presente in Valle d’Aosta, mentre  più recentemente compare la cosiddetta “Castana”. La Castana rappresenterebbe il residuo dell’antica popolazione originaria della zona aostana, selezionata in Svizzera per il mantello uniforme (razza di Hérens) ed in Valle d’Aosta per il mantello pezzato nero (Valdostana Pezzata Nera). Oppure la castana potrebbe essere una popolazione meticcia derivata dall’incrocio fra la Hérens e la stessa Valdostana Pezzata nera. Originariamente era allevata specialmente nella valle del Gran San Bernardo, da cui si è diffusa in tutta la Val d’Aosta ed oggi la sua consistenza numerica è in aumento, proprio in ragione della passione per i combattimenti.

“Certo, è anche una vacca da latte. D’altra parte una volta veniva allevata anche per quello. Dicono addirittura che le migliori Fontine venissero fatte con il suo latte, particolarmente ricco di grasso e proteine. Esistono allevamenti di sole Castane, ma nella mandria solo qualcuna diventa una Reina, le altre sono tenute per la mungitura,”.

Da alcuni anni ormai questa passione si è diffusa anche nelle zone limitrofe del Piemonte, specialmente nell’Alto Canavese e nelle Valli di Lanzo dove vengono organizzati combattimenti. “Noi Piemontesi non possiamo partecipare in Val d’Aosta… Abbiamo i nostri incontri regionali, fino alla finale regionale, ma sono cose separate.”

E’ una passione che inizia da bambini, quando il nonno ti accompagna a vedere una battaglia, e ti innamori di quelle bestie dal mantello lucido e scuro, la testa grossa, la taglia media, bestie vigorose, muscolose, dall’indole fiera. “Ma non sono cattive, guarda…”

Lei, la Reina, è la prima che ti viene incontro, quando ti approssimi alla mandria. Ma non lo fa per caricarti, non vuole scacciarti dal suo territorio.

“E’ curiosa, ma soprattutto… vuole le coccole!”

Allunga la testa, si fa accarezzare, grattare, ed intanto cerca di leccare con la spessa lingua ruvida il volto del suo giovane padrone. Anche avvicinandosi ad animali sconosciuti, se ci sono delle Castane sono sempre loro le prime ad alzare la testa. Non fuggono intimorite dall’estraneo, ma si accostano e cercano il contatto con l’uomo.

“Perché la Reina è quella che vizi di più. I motivi sono tanti. Non c’è solo l’amore, quello che provi per lei, perché è la tua campionessa. La coccoli per forza, perché è lei ad essere sempre la prima. Chiami gli animali per metterti in marcia e lei passa davanti a tutti, ti cammina dietro alle spalle, così tu ti giri e l’accarezzi. Poi le metti la campana più bella, il campano grosso ed il boschet perla transumanza. Per lei c’è anche qualcosa in più quando distribuisci la razione nella stalla.”

La battaglia è un qualcosa di spontaneo, non una forzatura dell’uomo. C’è chi dice che ci sono delle “bestie matte”, vacche particolarmente sanguigne. Altri raccontano di erbe che renderebbero più combattivi gli animali, si narra anche di una montagna dove le manze si battevano tutto il giorno, quando pascolavano certa erba, e “di lì venivano giù con gli occhi rossi”.

“Quella che diventerà la Reina, la individui al pascolo, tutte le vere regine dovrebbero aver trascorso la stagione in alpeggio! La sua indole viene fuori lì, in mezzo alle altre, perché la Reina deve primeggiare, avere l’erba migliore, abbeverarsi per prima. Ma non c’è bisogno che picchi, che si scontri. A lei basta sbuffare e si fa spazio.”

Non tutte le Castane hanno questa attitudine, ci sono bestie più docili prive del temperamento del comando e queste non verranno mai tenute per le battaglie. Specialmente in Val d’Aosta, ci sono animali allevati appositamente in vista degli appuntamenti annuali e questi vengono fatti scendere dall’alpeggio nel mese di agosto, per affinare la preparazione e raggiungere la giusta classe di peso, dato che si partecipa alle competizioni iscritti in tre categorie determinate dalla stazza.

“La vacca è la tua, alla battaglia la devi portare tu, perché lei sa chi c’è che la controlla, e quello che fa, lo fa anche per te.”>>

Vi invito infine a rileggere alcuni post dove si parla di allevatori di Reines qui e qui, mentre qui trovate il mio racconto dell’unica occasione in cui ho assistito dal vivo ad una Battaglia (la finale di Aosta nel 2010).

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  1. Questa è la tv ad uso e consumo dei benpensanti. Ma è la tv per catturare orde di animalisti, pronti poi, sotto la guida dell’ex ministro Brambilla (animalista di facciata visto che aveva una salumeria e attualmente è in affari nel settore ittico), a far resuscitare Pirluskoni alle prossime elezioni (vedrete voi se non andrà così). Ma soprattutto è la tv che se vede una parte debole del Paese non si fa scrupoli a infierire contro quella. Questa è la democrazia che ci siamo costruiti, votando dei criminali a rappresentarci

  2. “Non c’è peggior sordo…” purtroppo la ricerca della notizia (meglio, dei $$ che procura l’audience) non risparmia nulla e nessuno che non sia allineato al pensiero rampante di sedicenti ambientalisti ed ecologisti che di ambiente e ecologia non capiscono nulla. Si parla tanto di diversità e multicultura, poi, quando si tratta di capire per avvicinarsi, allora scattano i (pre)giudizi. L’unica via è spiegare, spiegare, spiegare, come fai tu. Auguri marzia per un 2014 sereno e sincero! Gp

  3. In realta’ secondo me è nell’indole delle vacche comportarsi cosi’…le mie piemontesi allevate in box divise,quando per motivi”di gestazione”le sposto si comportano nello stesso identico modo,”gaspando”per terra,tirando su la lettiera con gli anteriori e con o senza corna,devono ristabilire chi è il capo di quel box,importante è la stazza della vacca, il peso,anche se a volte noto che la furberia e il carattere di talune(anche se leggere) hanno la meglio!

  4. Maddai… Io poi, in quanto donna, mi sento anche un po’ offesa ad essere paragonata ad una mucca… per quanto voglia bene alle mie bestie!… Come ha detto la vecchietta? “Siccome, ad una donna in gravidanza non si fanno fare certi sport neanche le vacche dovrebbero combattere…”
    CERTO CHE LA MADRE DEGLI IGNORANTI E’ SEMPRE INCINTA!
    Ciao Marzia, e grazie del tuo costante lavoro!

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