Piogge d’inverno

Non c’era nessuno di quelli che mi dicono: “Ah, che invidia… Vorrei essere al tuo posto!” in questi giorni di festa con me. Nessuno è venuto a farci visita. Natale e Santo Stefano, giorni “come tutti gli altri” per i pastori, quest’anno qui sono stati particolarmente difficili e anche un po’ malinconici.

Inizialmente il maltempo era previsto soprattutto per il giorno di Natale, ma in realtà il 25 non ci sono state grandi piogge fino alla sera. Qualche pioggerella, temperature nè fredde nè calde, tanta umidità, cielo grigio. Anche se c’era ancora abbastanza erba in quei prati, anche se non ci si doveva spostare, alla fine il pastore ha preferito non lasciare il gregge da solo per pranzare in famiglia. Meglio essere a fianco del gregge, ma tranquilli, piuttosto che in compagnia, ma in pensiero.

A sera il gregge viene messo nel pezzo ancora intero, dove verrà poi anche realizzato il recinto. Le gocce iniziano a cadere più intense, il terreno non sembra troppo molle, da quella parte del prato, però… L’unico sollievo è che, se avesse nevicato, sarebbe stato ancora peggio. Si finiscono i lavori di giornata, poi si raggiungono finalmente i parenti. La pioggia cadeva sempre più forte.

Il giorno successivo è decisamente piovoso, non ha smesso di piovere in tutta la notte e alcuni prati e stoppie sono semi-allagati. Non è che la precipitazione sia stata più intensa che in altri momenti, ma a questa stagione non c’è vegetazione che succhia l’acqua, così questa va tutta nel terreno, finchè la terra riesce ad assorbirla.

C’è da spostarsi parecchio, non tutti i contadini concedono il pascolamento dei prati in giornate del genere, così dalla pianura si torna verso la collina. Qualcuno dice di passare nei suoi pezzi, a patto di non fermarsi troppo, altri invece negano il permesso. Si pascola in qualche stoppia, tanto per non partire con il gregge a stomaco vuoto, poi ci si metterà in cammino. Ombrelli, giacche e pantaloni impermeabili, ma il fango è ovunque.

Due pastori con il gregge, l’auto dietro, pronta a caricare qualche agnello che non ce la faccia a tener dietro al passo delle pecore. I più piccoli sono già tutti all’asciutto nella paglia… Tutto è più complicato in giornate così, anche scattare le foto, perchè fuori dal finestrino si bagna l’obiettivo, specialmente mentre uno con l’altra mano sta guidando, e così ecco uno scatto umido e appannato da dietro il vetro!

Certi campi sono davvero un pantano, sembra che piova da una settimana! Per fortuna in montagna sta nevicando, dai 1000-1200 metri in su, ma anche così i ruscelli che attraversano la campagna sono ingrossati e limacciosi. E’ già tardi, le ore passano veloci, ma i lavori da fare sono sempre tanti e così, mentre la gente è chiusa in casa per l’ennesimo abbondante pranzo in famiglia, il gregge cammina…

Una tappa in un prato. Lunghe ore con gli stivali ai piedi, freddo e umidità che tormentano le estremità, mentre altri viceversa sudano sotto le cerate a raccogliere le reti dove si è partiti e poi a ripiantarle dove si arriverà la sera. Quando fai questi lavori non puoi tenere l’ombrello aperto, quindi speri nella tenuta delle giacche, ma più passano le ore, più qualcosa filtra.

Di nuovo in cammino, la pioggia è un po’ diminuita, si iniziano a vedere le montagne innevate. Non si incontra praticamente nessuno per le strade, mentre nei giardini e sui balconi iniziano di nuovo ad illuminarsi gli alberi di Natale. Per fortuna le previsioni per il giorno successivo sono buone, quindi si spera di non dover abbandonare del tutto la pianura. Di sicuro con questa pioggia per un po’ i contadini non entreranno nei prati con i trattori e gli spandiletame!

C’è già il crepuscolo quando finalmente ci si può concedere un boccone di… pranzo? Per fortuna la sera prima la cena era stata più che abbondante! E così queste due giornate festive sono trascorse per un gregge vagante ed i suoi pastori. Immagino che anche altri abbiano vissuto giornate simili. Comunque non ha nevicato, quindi per il momento quel problema in pianura non c’è!

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  1. Vi ho nel cuore…noi siamo dovuti andare per forza alla cena a Firenze con i parenti ma quando siamo rientrati alle 1.00 il mio compagno ha dovuto rimontare mezza copertura del pollaio portata via dal vento…gli animali danno grandi soddisfazioni ma anche tanto lavoro, e non ti danno mai ferie 🙂

  2. pure io ho passato s.stefano con i piedi a mollo fin oltre le caviglie, a sgottare e asciugare il seminterrato di casa allagato per la troppa pioggia, a guardare i tombini che eruttavano acqua invece che smaltirla… come se guardarli servisse a qualcosa. Fortunatamente in alto nevicava altrimenti sarebbero stati guai molto più seri che le strade verso Cortina chiuse che tanto han fatto arrabbiare i VIP in vacanza!

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