Spostamenti

Ci sono aree di pascolo differenti, per i pastori vaganti. Chi di voi si sposta in auto lungo le strade e forse presta attenzione a ciò che c’è intorno al nastro d’asfalto, magari individua prati, campi, stoppie… In questa stagione bene o male può anche vedere qualche gregge e/o mandria al pascolo all’aperto.

Però ci sono posti dove bene o male “vai di seguito” a pascolare, è la “tua” zona e lì o i proprietari concedono il pascolamento, o nessun altro pastore utilizzerà quell’erba. Altrove invece uno pascola un prato, mentre quello confinante il padrone lo lascia per un altro pastore e quello sull’altro lato ha già i fili tirati per le vacche. Non è facile fare il pastore vagante, lì. Per pascolare devi sempre tirar prima tutte le reti…

Quando poi finisci il pezzo, magari devi spostarti anche per diversi chilometri. Per fortuna il paesino tra i campi su di un lato è circondato da una vasta stoppia di mais, così il gregge non è costretto a transitare tra villette, siepi, fioriere e soprattutto passare nelle strette viuzze del centro. Molti fastidi in meno, molti rischi in meno! Così si caricano tutti gli agnelli più piccoli, poi l’auto precede il gregge dall’altra parte del paese.

Lentamente il gregge appare all’orizzonte e poi sfila nella stoppia. Le montagne ancora innevate fanno da sfondo, ma il sole e le temperature comunque non così rigide stanno facendo arretrare la neve. Più avanti si incontreranno anche altre stoppie a lato del cammino del gregge, ma alcune vedono addirittura i trattori già al lavoro per passare dischi o aratri, distruggendo e sotterrando l’erba che sarebbe stata un buon pascolo. Ma, come si diceva, non tutti ospitano volentieri un gregge, nemmeno dietro pagamento di denaro.

Poi si deve salire sull’asfalto, ma sono strade di campagna e il traffico non è molto. Fin quando sui lati ci sono solo frutteti, il cammino è meno faticoso, ma più avanti si teme per quei tratti in cui da entrambe le parti vi sono prati o campi verdi. Le pecore hanno la pancia piena, ma la loro tendenza ad andare verso ciò che sta ai lati è comunque risaputa.

Si attraversano frazioni, qui tra le campagne è più il sospetto che non la gioia, nel veder passare un gregge. I pastori condurranno le pecore… dove? Rispetteranno la proprietà privata? E il gregge avanza, i cani corrono e abbaiano, affinchè nessun orto non recintato venga danneggiato (ma che gola che fanno tutti quei cavoli!), affinchè l’erba dei prati non venga pestata nemmeno dove la strada fa una curva.

Per fortuna gli animali si comportano bene e anche il punto più delicato viene superato senza problemi, con il gregge che cammina ordinatamente e segue alla perfezione il tracciato della strada. Ormai la destinazione è vicina, ma quanti prati, quante stoppie sono state lasciate indietro! Come sarebbe semplice la vita del pastore, se tutti concedessero il pascolamento dei loro appezzamenti e se non ci fosse un tale affollamento nella stessa zona di pastori più o meno vaganti!

Per evitare una curva a gomito della strada, il pastore chiama il gregge attraverso un’immensa stoppia color dell’oro. Poco oltre ci sono già la reti tirate e il gregge entrerà nel pezzo dove pascolerà e si fermerà per i prossimi giorni. Quando ci sono questi spostamenti da fare, il pastore magari va avanti e indietro 3-4 volle nella stessa giornata: per preparare le reti, poi con il gregge, poi ancora per andare a prendere tutto quello che è rimasto indietro nel luogo da dove si è partiti…

Le giornate sono sempre più corte, in questa stagione, così il sole tramonta presto e l’aria cambia, si fa più fredda, soffia anche un po’ di vento dalle montagne innevate verso la pianura. Qui, senza ripari, il freddo è più intenso che nelle aree collinari, ma comunque quest’anno il vero gelo non è ancora arrivato.

Per fortuna il prato è grosso ed anche il tramonto successivo vede il gregge ancora nello stesso posto. Il pastore vagante è ben contento di non doversi spostare quotidianamente!!! Però, passo dopo passo, giorno dopo giorno, le greggi attraversano vasti territori, comune dopo comune, provincia dopo provincia…

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