La transumanza in val Formazza

In attesa di… tornare in campo, oggi mi affido ancora ad uno dei più affezionati corrispondenti del blog. Facciamo un salto indietro di un paio di mesi e torniamo ai giorni delle transumanze.

Come lo scorso anno, sapendo  che la festa “Tempo di migrar” a Premia si sarebbe svolta il 28 settembre, io e mia moglie siamo saliti in Val Formazza venerdì 27 settembre per passare una giornata con il gregge e con i pastori e accompagnarli in un tratto della loro transumanza di avvicinamento a Premia. Salendo la Val Formazza, in prossimità delle Cascate del Toce si osservavano già in lontananza sulle montagne alcune pecore sparse ma erano troppo poche rispetto a quelle che stavamo cercando.

(foto C.Borrini)

Siamo saliti quindi fino Riale ed ecco in fondo alla vallata, sotto la diga Morasco, una grande massa bianca che iniziava a mettersi in movimento per una nuova tappa della sua transumanza, quella che dalla diga l’avrebbe portata a Chiesa.

(foto C.Borrini)

Il pastore , con i suoi cani , conduceva il gregge che si muoveva piuttosto pigramente: se la prendeva comoda fermandosi a brucare erba, ad abbeverarsi, a pensare con nostalgia agli alti pascoli lasciati mentre tra pochi giorni l’aspetterà la pianura.

(foto C.Borrini)

A Riale si arriva in tarda mattinata con una breve sosta sotto il promontorio su cui sorge la luminosa chiesetta dedicata a Sant’Anna, eretta a ricordo dell’oratorio di Morasco sepolto sotto le acque del lago artificiale.

(foto C.Borrini)

Quindi si riparte questa volta con buona lena alla volta di Frua Cascate del Toce.

(foto C.Borrini)

 Al passaggio al Centro del fondo, un cartello beneaugurante sembra messo lì apposta per salutare i pastori e il gregge con un grande “Arrivederci”

(foto C.Borrini)

Dopo non più di venti minuti di cammino eccoci arrivati a Frua Cascate del Toce dove un grande prato è pronto ad accogliere le pecore per una sosta ristoratrice.

(foto C.Borrini)

 Pochi istanti dopo, al grosso del gregge si aggiunge anche un gregge più ridotto composto quasi esclusivamente da capre. Ora il gregge è al completo.

(foto C.Borrini)

La fermata dura qualche ora per dare il tempo agli animali di pascolare tranquilli e ai pastori di pranzare e di espletare tutti i lavori preparatori per la partenza della transumanza vera e propria che porterà il gregge a Chiesa Val Formazza, una decina di Km più in basso.

(foto C.Borrini)

Nel frattempo ho avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con i pastori e scattare alcune foto: chi ha voluto essere fotografato con un asino, chi in mezzo al gregge, chi con il proprio cane, ecc.

Poi quando il pastore decide che è ora di partire si sentono gli ordini impartiti ai cani e in un attimo tutto il gregge è riunito e si parte.

(foto C.Borrini)

Scendiamo in macchina per circa un chilometro, poi io mi fermo ad aspettare il gregge, mentre mia moglie prosegue fino a Canza. Dopo pochi minuti sento i cani che abbaiano e che preannunciano l’imminente arrivo delle pecore. Ed ecco spuntare  il gregge guidato dal pastore Ernestino e dalla signora Renza con la sua capretta preferita (Sissy).

Fermo una macchina con una famiglia di tedeschi a bordo, spiego loro che sta arrivando un grande gregge, loro accostano, svegliano un bambino che stava dormendo e scendono a riprendere la scena, per loro forse inusuale, con i cellulari.

(foto C.Borrini)

A questo punto lascio sfilare un po’ il gregge e poi mi metto in mezzo e seguo l’ondata di piena. E’ veramente emozionante camminare  tra le pecore che vanno giù a testa bassa, le capre che ti si avvicinano e ti guardano curiosamente e sembrano chiederti “che cosa fai qui in mezzo?”, o vorrebbero qualche leccornìa da piluccare. I pastori che affiancano il gregge e quelli che sono in coda sono sempre molto vigili e spesso ricorrono al cane per rimettere in riga alcune pecore che abbandonano il gregge per brucare un po’ d’erba  su qualche riva oppure tentano di assaltare qualche orto che si trova nei paraggi

(foto C.Borrini)

 Nella zona dei tornanti la signora Renza ritorna  verso il centro del gregge per comunicare agli aiutanti alcune direttive del pastore (il segnale per i cellulari in quella zona è scarso). Quando vede passare le sue capre le chiama per nome e le incita a camminare come si usa fare con i ciclisti  in gruppo durante una corsa.

(foto C.Borrini)

 Dopo più di un’ora di cammino attraversiamo Canza dove alcuni  abitanti con i bambini accolgono festosi  il pastore con il suo gregge mentre altri (specialmente donne)  temono per i propri   fiori.

(foto C.Borrini)

Ancora una mezz’ora o poco più di cammino e si arriva in un bel prato alla periferia di Ponte Val Formazza dove è prevista una  fermata per riposare e per far defluire quella piccola coda di macchine che si è formata dietro al gregge.

(foto C.Borrini)

 La nostra transumanza termina qui: una giornata molto intensa, molto bella (per noi anche divertente), molto istruttiva perché si tocca con mano e si cerca di capire la vita e la passione di queste persone che senza di loro effettivamente certe zone montane e soprattutto certe tradizioni sono destinate a morire.

Prima di affrontare gli ultimi 100 Km per arrivare nella nostra pianura (questa volta in macchina) ci siamo fermati per una piccola degustazione di prodotti della Val Formazza.”

Foto 15

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