Una bella rogna

Oggi volevo parlarvi di un problema non da poco, quello di una patologia presente qua e là nelle greggi e per il quale, ahimè, non si fa quasi nulla. Sono anni che mi domando perchè altrove sia obbligatorio provvedere ad una profilassi idonea prima di mandare gli ovini in alpeggio, mentre qui da noi ci si preoccupa sì della genetica dei montoni al fine di debellare la scrapie, ma niente si fa contro la rogna. C’è la rogna sarcoptica, portata da un acaro, che colpisce soprattutto le parti prive di lana, testa e orecchie, e la rogna psoroptica, che invece si sviluppa nelle zone coperte da lana o peli.

Queste patologie, oltre ad essere fastidiose e debilitanti per gli animali, sono anche contagiose, infatti l’acaro responsabile, disperso nell’ambiente, ha una sopravvivenza di 2-3 settimane, durante le quale può infettare altri animali. Una volta presente nel gregge, può infettare il 50-60% dei capi. Qui trovate numerose interessanti informazioni su tutti i parassiti degli animali domestici.

Identificare la rogna non è difficile: gli animali si grattano, la lana cambia aspetto, fino a mostrare nello stadio più avanzato queste chiazze prive di vello e ciuffi che si staccano progressivamente a mano a mano che l’animale si sfrega contro alberi e altro. Le cure ci sono, eppure alcuni allevatori di anno in anno continuano ad avere questo problema.

Oltre ad una questione di benessere degli stessi animali, il rischio è anche per tutti gli altri pastori, sia quando il gregge transita/pascola in una zona dov’è passato o dove ha sostato un gregge infetto, sia quando animali di provenienza diversa vengono mischiati per la stagione d’alpe.

Possibile che non si possa fare niente? Eppure basterebbe obbligare gli allevatori ad effettuare dei trattamenti per la cura/prevenzione dell’infestazione. Tra l’altro, alcuni prodotti per combattere altri parassiti (nematodi e altri), sono attivi anche contro la rogna. Sono maggiormente predisposti a soffrire di questa parassitosi gli animali stressati o comunque non in ottime condizioni di salute. Nelle stalle, una buona pulizia delle strutture aiuta a prevenire la presenza degli acari. Non è giusto che tutti siano a rischio per colpa del comportamento di alcuni irresponsabili che continuano a circolare con bestie infette.

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