Inizia il pascolo vagante

E così, anche se un po’ in ritardo rispetto al solito, la stagione è iniziata. Pascolo vagante, come nel nome di questo blog. Greggi in cammino con i loro pastori, greggi alla ricerca di pascoli, con spostamenti anche quotidiani, più o meno lunghi. Una transumanza continua, anche se nessuno la chiama così, la vera transumanza è solo quella da e verso l’alpeggio.

Dopo la transumanza questo gregge infatti era rimasto alcuni giorni a pascolare in fondovalle, tra belle giornate ancora tiepide e un ultimo giorno di vento, pioggia e tormenta. A dire il vero ancora al mattino si era quasi certi di partire proprio nello stesso pomeriggio, era persino arrivato qualcuno per un saluto, altri per dare una mano, ma poi all’ultimo momento si era cambiata idea.

Non era stata colpa del (mal)tempo, che aveva alternato pioggia, vento, sole, bufera in montagna e poi ancora pioggia e vento fin giù nella pianura. Semplicemente, partire prima significava non finire tutta l’erba, allora la partenza era stata rimandata, posticipata al giorno successivo.

L’indomani il tempo era dei migliori, una giornata delle più belle, soleggiata e sicuramente non fredda per la stagione. Si sperava di poter partire presto, ma i lavori da fare al mattino sono sempre tanti, poi magari c’è un imprevisto o non hai ancora la risposta certa da parte del proprietario di un prato dove vorresti fare tappa. Pascolo vagante è anche sinonimo di incertezza, improvvisazione, necessità di cavarsela in qualsiasi situazione.

E il gregge riempie di nuovo le strade, vie secondarie per quanto possibile, anche se mentre sei ancora in valle la gente non si stupisce troppo, incontrandoti, perchè tutte le transumanze bene o male passano di qui. Il pastore non mostra particolari emozioni, il pascolo vagante è la sua vita, in alpeggio il lavoro è differente, ma non è che una delle parti di questo mestiere, quindi semplicemente c’è un giorno dell’anno in cui si ricomincia il cammino e allora il lavoro si modifica di conseguenza.

Ma se non vi sono strade secondarie alternative, tocca invadere le strade principali, per tratti più o meno lunghi, sperando che gli automobilisti abbiano pazienza. Qualcuno aspetta, altri fanno inversione, le solite scene che si osservano comunemente seguendo un gregge.

Una tappa lungo il cammino. Sullo sfondo le montagne innevate, anche se quel giorno invece splende il sole. La strada è trafficata, ma più che il numero di auto, fa paura la velocità a cui transitano su quel tratto di rettilineo dove però, prima e dopo, c’è scarsa visibilità ed un incrocio abbastanza pericoloso. Essere lì con gli animali fa paura soprattutto per i cani, che potrebbero uscire improvvisamente sull’asfalto, ansiosi di “parare” una pecora o un agnello.

Le giornate sono corte ed i chilometri da percorrere per arrivare a destinazione invece sono ancora molti, così si riparte, dopo aver fatto pascolare il gregge. I pastori sono ben consapevoli che movimentare un gregge sazio è ben più facile che partire con le pecore “vuote”, ma spesso tocca fare come si può e non sempre la volontà del pastore coincide con quello che poi riesce a fare.

Bei prati da pascolare mentre il sole si avvia al tramonto. Fin quando splenderà, si starà bene, ma subito dopo essere calato dietro le montagne, arriverà un’aria fredda ed umida, aria d’autunno. Ci si sposterà ancora o ci si fermerà lì per la sera? Non ci sono ancora certezze. Si va a parlare con proprietari e conduttori dei pezzi, si ragiona sulle tappe successive, poi si decide di partire.

Il pastore va avanti a predisporre il recinto per la sera mentre le pecore continuano a pascolare, poi si ripartirà con l’ultima luce del giorno. I cani delle case lungo il tragitto abbaiano furiosamente al passaggio del gregge, qualcuno si affaccia. Verso la pianura si accendono a poco a poco le luci della sera, mentre i pastori faticano ad incanalare il gregge in una ripida pista tra il bosco, che conduce al prato dove si realizzerà il recinto. Ci sono poi tutti gli agnelli da riconsegnare alle madri, altri agnelli da far succhiare sotto alle capre… Ricomincia la vita del pastore vagante, ma che si sia in alpe, che si sia in pianura o collina, non si finisce mai prima del buio.

Annunci

Una risposta

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...