Un buon motivo per andare avanti

Continuano le riprese per il film sui pastori (prossimamente aggiornerò anche il sito ad esso dedicato). Questa volta siamo andati da uno dei primi pastori vaganti che ho conosciuto, cioè da Fulvio Benedetto. Sono numerosi i motivi che ci hanno portato a scegliere questo pastore, innanzitutto la sua ottima capacità di esprimersi davanti alle telecamere, già messa alla prova in numerose altre esperienze. Poi ovviamente c’è la sua storia, il suo gregge, il lungo cammino dalla’alta Val Chisone all’Astigiano e molto altro ancora.

Dopo qualche problema iniziale nel contattare il pastore, individuiamo il gregge poco più a monte di dove me l’aspettavo, così lo raggiungiamo mentre sono in corso alcuni lavori di inizio giornata. Ci sono alcune pecore in guardia da dividere e restituire ai proprietari, che abitano in zona, poi Fulvio dovrà andare a vedere dove passare e dove fermarsi quel giorno. “Sono in anticipo rispetto agli altri anni, ma da Pragelato mi hanno fatto venir via, ci sono delle date oltre le quali non ti lasciano più stare, altrimenti di erba ne avevo ancora e le pecore mangiavano bene. Giù per la valle hanno ancora le vacche fuori al pascolo e allora mi è toccato camminare. Anche oggi non so fino dove arriverò.

Il gregge viene aperto dal recinto, gli aiutanti lo sorvegliano, il pastore parte con il fuoristrada. Dopo la prima ora di attesa e di riprese agli animali, l’equipe che realizza il film inizia a considerare come la concezione di tempo per il pastore sia diversa da chi invece è freneticamente legato ad ogni minuto della giornata. Anche il pastore sta lavorando (consegna gli animali, contatta i proprietari dei terreni, cerca di organizzare lo spostamento), mentre il gregge pascola (e quella è LA priorità, bisogna partire con gli animali ben pieni). A chi però nella testa scorrono i pensieri di tutte quelle cose da ultimare in ufficio, quel tempo lì a guardare il gregge che bruca sembra quasi “perso”.

Poi però il pastore arriva. E’ preoccupato, non ha trovato il proprietario dei prati dove intende arrivare la sera. Il permesso di pascolo non gli è mai stato negato, ma bisogna comunque averne la conferma. Il cellulare suona senza risposte, Fulvio cammina avanti e indietro, è preoccupato anche perchè vi sono due greggi in arrivo lungo la valle e potrebbero precederlo. Finalmente la prima questione si risolve e così iniziamo a chiacchierare. “Non è facile riuscire a spostarsi con un gregge, di problemi ce ne sono tanti. Non tutta la gente ti lascia pascolare. Io sono anni che faccio questo percorso, fino nell’Astigiano. Là è diverso, là i prati sono quelli, ma qui invece la gente vuole soldi, l’erba la paghi cara e non sempre ti lasciano. I giovani… Molti non vogliono le pecore, hanno idee diverse dai genitori o dai nonni, il rapporto è diverso.” Racconta il suo lavoro, la sua passione, i problemi, le difficoltà.

Ora ha due aiutanti, due fratelli, bravi pastori, che lo hanno aiutato molto la scorsa stagione, quando ha avuto gravi problemi di salute, per fortuna risolti. “D’estate c’era su mia figlia Milena. E’ per lei che vado avanti… Altro non saprei e non vorrei fare, ma pensavo di venderne. Lei mi ha detto di no, che un altr’anno finisce la scuola e viene lei a darmi una mano. Potrei non crederci, perchè si sa come sono i giovani… Ma la guardo e rivedo me stesso a quell’età. Le bestie le conosce, poi ha proprio quel senso, quell’amore per gli animali. Le guardo il viso come si colora e che espressione ha in faccia quando cammina davanti alle pecore. Le chiama e loro la seguono. Per quello ci credo e ho la forza per andare avanti.” L’orgoglio nello sguardo del padre è evidente. L’attesa di quella figlia ora lontana è, insieme alla passione per le pecore e per il suo lavoro, il motore delle sue giornate.

Mentre si decide come organizzare il resto della giornata, grida e suoni di campane dall’altra parte della Statale annunciano il transito di uno delle due greggi che stavano scendendo lungo la valle. Il sorpasso è avvenuto e purtroppo il gregge si avvia dove anche Fulvio doveva passare, facendo sosta laddove pensava di far pascolare il suo gregge grazie al permesso dei proprietari. Ahimè anche questo è pascolo vagante… Alternative ce ne sono, ma tutto ciò comporterà un cammino più lungo. Per noi però non tutto il male viene per nuocere, dato che si attraverserà un paese, permettendoci di girare immagini sicuramente più suggestive.

I pastori mangiano rapidamente nella loro “casetta” mobile attrezzata, poi ci si organizza in fretta per partire. Reti e agnelli vengono caricati sull’auto, in mancanza di altri aiutanti sarò io a spostare il fuoristrada del pastore, mentre la troupe seguirà, in parte a piedi, in parte in auto. La transumanza ha inizio, ma questo in fondo è già anche pascolo vagante. Il cielo intanto è scuro e ogni tanto cade qualche goccia di pioggia. Non volevamo anche avere l’opportunità di fare delle riprese con il brutto tempo?

Per un breve tratto si segue la Statale, poi si devia per strade laterali. Il gregge è un mare bianco che occupa tutta la carreggiata, interrompendo temporaneamente il traffico. Un gregge così imponente suscita emozioni forti a chi questo mestiere lo conosce. Spero che anche chi guarderà il film riviva queste sensazioni, aiutato anche dalle parole di Fulvio.

I due fratelli camminano in coda al gregge, ogni tanto c’è la necessità di caricare sul fuoristrada qualche animale in difficoltà oltre agli agnellini ultimi nati. Per fortuna quest’anno la transumanza lungo la valle è avvenuta senza troppi nuovi nati, a differenza di passate stagioni in cui c’erano nascite continue proprio nei giorni degli spostamenti.

Si attraverserà San Germano Chisone, la gente si affaccia a guardare il passaggio del gregge. Per fortuna le parole che, guidando a passo d’uomo, ascolto da parte del “pubblico”, sono tutte positive. Lo spettacolo è davvero unico e la giornata ha quella giusta atmosfera da transumanza di fine stagione. Anche il paese, con le sue strade strette e le case intorno, sembra fatto apposta per far transitare un gregge senza problemi, ma solo con un bel gran colpo d’occhio.

C’è solo un piccolo incidente: in corrispondenza di una deviazione, alcuni animali prendono la strada sbagliata e il gregge rischia di dividersi. Seguono alcuni attimi concitati, ma per fortuna tutto si risolve senza conseguenze e il gregge può riprendere il suo cammino nella giusta direzione.

Si passa sotto ad una casa ad arco e si sbuca nella piazza, dove la gente è riunita a vedere lo spettacolo. Più tardi Fulvio mi dirà che, anche in passato, era capitato di dover attraversare il paese: “…ma qui la gente è brava, non ho mai avuto problemi, tanti mi conoscono e mi salutano.” Si risponde ai saluti senza fermarsi, il cammino continua.

Un margaro del posto era già venuto ad offrire a Fulvio dei pascoli, ma tocca cambiare programma con la variazione di percorso. Anche così comunque c’è un suo prato dove il fieno non è stato tagliato e dove il gregge può fare una sosta per riposare, ma soprattutto per saziarsi prima di riprendere il cammino. Lo stesso margaro mi sostituirà alla guida quando verrà il momento di ripartire. Dopo tante transumanze con Fulvio, ho notato come sempre ci sia qualche amico pronto a dargli una mano nei momenti di necessità e questo accade per quei pastori ben voluti da tutti che si costruiscono una rete di amicizie e di contatti anno dopo anno grazie al loro modo di lavorare, rispettoso della proprietà altrui.

Si chiacchiera ancora un po’ a telecamera accesa, poi però il gregge deve ripartire ed la troupe abbandona la transumanza, soddisfatta per il lavoro svolto. Finalmente posso camminare un po’ davanti anch’io e scambiare qualche parola con Fulvio. Da quest’anno con il gregge ci sono anche i cavalli della figlia, non ancora molto abituati al pascolo vagante, ma basta tenerli legati alla corda e va tutto per il meglio. Appartiene a Milena anche la cagnetta Cita. “L’ha scelta lei, anche per i cani ha il senso giusto, perchè infatti è un cane che sta venendo un fenomeno.” Nonostante la giovanissima età, al comando del pastore è già in grado di andare indietro dalla parte giusta a parare le pecore sui fianchi per evitare che sconfinino nei prati, senza farsi intimorire da nessuno.

Si sta per uscire dalla valle. Già quella sera il gregge sarà in pianura ed inizierà un’altra stagione di pascolo vagante a tutti gli effetti. Nonostante tutto ciò che accade di anno in anno, si ha la forza di andare avanti. Forse aiutano anche i saluti della gente, persino le chiacchierate davanti alla telecamera, che fanno perdere qualche minuto di lavoro, ma fanno guadagnare sorrisi e persone che vengono a salutarti quando ti incontrano lungo il cammino.

Forse da queste parti la gente è più abituata a veder passare greggi nei paesi, d’altra parte quante sono le greggi che scendono dalle valli Chisone e Germanasca? Alcune sono già scese, altre arriveranno nei prossimi giorni, poi tutte si disperderanno nella pianura, seguendo ciascuna il loro percorso, verso destinazioni più o meno vicine. Questo è il gregge che andrà più lontano, fin nell’Astigiano, dove lo raggiungeremo ancora per documentare il pascolo vagante nel territorio collinare.

Saluto Fulvio, noi ci rivedremo ancora prima, osservo l’intero gregge scorrere davanti agli occhi. Sembra immenso, eppure ve ne sono altri che contano un numero di animali anche doppio. “Così va ancora bene per viverci, ma quelli che ne hanno di più… alla fine la gente si stufa. Perchè quando il terreno è molle, dopo che passa l’ultima, cosa resta?“. Per non parlare poi della mole di lavoro, delle distanze da percorrere per sfamare tutti gli animali.

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  1. Ciao, emozionante la storia di Fulvio e dopo anni rivedo in questo “servizio” lui e il suo gregge che come sempre è accompagnato dagli asini. Ho conosciuto Fulvio nel lontano giugno del 1999 al colletto – baita – posta al limite della perimetrazione del Parco Orsiera (Val Chisone) nei pressi di Pian dell’Alpe mentre lavoravo sul capriolo. Da buon pugliese seguo il forum che descrive storie lontane ma a me familiari e vicine; nella mia terra allevo un piccolo nucleo di pecora gentile di puglia e penso che mi sto convertendo, da zoologo ad allevatore…
    a presto e complimenti per il lavoro, un saluto a Fulvio, è un grande
    ciao
    rocco

  2. E’ da molto tempo che ti seguo “in silenzio” Marzia e ti faccio davvero i complimenti.
    Anche io con mio fratello alleviamo per hobby una trentina di pecore (bergamasca) e ho notato che Fulvio ha delle pecore proprio belle, tra le migliori secondo me.

    Buon lavoro.
    Aronne

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