Difficile da far capire

Uno dei motivi per cui scrivo di pastorizia, di alpeggi, di questo mondo è farlo conoscere. Perchè sempre di più si sta assistendo ad uno scollamento tra la parte più tradizionale del mondo agricolo-zootecnico e “gli altri”. Dovrebbe accadere il contrario, in questo particolare e difficile momento, invece tutti gli addetti ai lavori possono raccontarvi storie che dimostrano come non sia così. Lo so che queste pagine vengono lette soprattutto da chi o è del mestiere, o comunque ha un interesse o una curiosità, ma io spero sempre che qualcuno ci capiti per caso e abbia voglia di saperne di più…

Oggi volevo invitarvi ad una visita virtuale in alpeggio. Quella reale non è più possibile, ormai quasi tutti sono scesi o sono prossimi a farlo. Comunque, nonostante le immagini invitanti, quanti sono gli amici che mi hanno fatto visita all’alpe? Ben pochi. Per qualcuno l’assenza è giustificata, ma gli altri? Me lo domando spesso, perchè anche chi la montagna la frequenta come escursionista poi però a volte l’alpeggio lo evita? Ma com’è, la vita d’alpeggio? Avevo scritto un libro con questo titolo, anni fa, però oggi la conosco dal di dentro, questa vita. Tanto per cominciare, in alpeggio ti cambia la vita avere la strada… E’ il punto di partenza per poter vivere civilmente, sia per fare dei lavori di miglioria, sia per trasportare qualche attrezzatura in più. Per non parlare poi della possibilità di avere frutta fresca, verdura, un menù un po’ più vario e salutare.

Lassù vivi momenti unici, negati ai più. Lassù sei in un altro mondo, se scegli la vita in alpe di sicuro non ti pesa l’isolamento e la mancanza di certe comodità, però… Però occorre fare delle precisazioni. Personalmente non mi manca la TV, che guardo poco anche quando sono a casa, ma penso che occorra spiegare a chi l’alpeggio non lo frequenta cosa ci sia/non ci sia in una baita. “Beata te“, mi dicono in tanti. Ma loro verrebbero a vivere e lavorare in alpeggio per quattro o più mesi all’anno?

Troviamo gli estremi. Ci sono alpeggi dove le baite sono poco più che ruderi. A volte si sceglie di abbandonarle del tutto e utilizzarle solo in casi estremi di emergenza, ma ciò comporta lunghe scarpinare quotidiane poichè generalmente le baite in condizioni più decenti sono a quote inferiori. Come ho già avuto modo di dire, lo stato delle abitazioni d’alpe non è quasi mai imputabile a chi le utilizza, perchè o sono di proprietà pubblica, o appartengono a privati/consorzi che le affittano a pastori e margari. Molte volte la garanzia di tornare lì non è assicurata, quindi non puoi nemmeno fare chissà quali migliorie, non sapendo chi ne beneficerà l’anno seguente.

Però non è sufficiente un bel panorama per garantire una buona vita in alpeggio. Forse per il pastore è diverso, specialmente se in quel mondo ci è nato… Poi chi lavora con gli animali, parte al mattino presto e rientra la sera tardi. Qualche comodità in più, se c’è, è però gradita a tutti. Quanto di ciò che noi tutti usiamo quotidianamente c’è in alpeggio? Poco o nulla. Diamo ormai tutto per scontato, ma in molti alpeggi manca la maggior parte delle cose che invece ci circondano in una casa normale. Oggi siamo tutti dipendenti dal cellulare, ma in alpe spesso non prende o la ricezione è cattiva. Lassù tutti abbiamo le “cabine telefoniche”, posti più o meno vicini alle baite, su di un sasso, sotto una pianta, luoghi dove riesci a telefonare, ma guai a spostarsi mezzo passo più in là.

Bella una giornata al pascolo in alta quota, ma qual è la prima cosa che fate voi, rientrando a casa dopo una gita in montagna? La doccia… Ebbene, in molti alpeggi è già una fortuna avere un bagno al coperto, parlo di un gabinetto. Magari il lavandino è solo esterno, oppure c’è l’acqua in casa e quella è già una conquista. Calda? No, fredda! Per scaldarla, si mettono pentole e pentoloni sul fuoco. Personalmente la doccia è l’elemento fondamentale per rendere più accogliente l’alpeggio. Altrimenti non tutte le sere hai tempo/voglia/possibilità di far scaldare l’acqua, riempire un grosso mastello e lavarti, finendo per inondare mezzo pavimento! Figuriamoci poi il pastore che rientra magari alle 22:00 e già si addormenta sul piatto prima che la cena sia finita!

Non serve la TV dopo che per tutto il giorno ti sei riempito gli occhi di belle immagini, ma ci sono anche alpeggi dove non c’è la luce. Fortunati quelli che hanno una centralina, ma anche in quel caso spesso ci sono dei problemi (poca acqua, troppa acqua dopo i temporali ed i filtri si intasano, ecc.). Così a volte parti al buio con la pila, sotto la pioggia, per andare a cercare il guasto, smonti tutto per liberare il tubo intasato, cose così… Che bello però arrivare alla baita la sera e, con un click, avere la luce! Sarà romantica la luce di candela, ma immaginate cenare nella quasi totale oscurità tutte le sere… Cucinare, fare tutti i lavori domestici… Sembrano cose scontate, ma in alpe non è così. Con la luce puoi avere anche una radio, un frullatore, qualcuno addirittura riesce ad avere la lavatrice e allora lì è super lusso!

Che dire poi del riscaldamento? Giornate di nebbia o di pioggia dopo le quali rientri fradicio, bagnati gli scarponi, inzuppati gli abiti. Quelle volte più che mai benedici la stufa, che ti accoglie con il suo calore rigenerante e, ben riempita di legna, al mattino ti regala tutto asciutto e pronto per un nuovo uso. Senza contare poi tutto quello che puoi cucinare. Certo, il pastore da solo alla sera si scalda qualcosa sul fornello e poi va a letto, ma ben volentieri mangia un minestrone, una polenta con lo spezzatino o qualunque altra cosa gli fai trovare calda fumante in tavola. Sono tutte cose che diamo per scontate, ma in alpeggio non è così. C’è chi ha delle belle baite attrezzate e chi vive in condizioni che poco si discostano da uno o due secoli fa.

Annunci

  1. ciao, è poco che seguo il tuo blog, ma lo trovo molto interessante. Offre spunti di vita vera, con le vere difficoltà del vivere quotidiano, senza la romanticheria del dire “mollo tutto e vado a fare il pastore, sai che bello”…..tanta gente la sento dire queste cose. Abbiamo un amico che ha fatto questa scelta, ben consapevole di tutte le difficoltà, ma per lui è passione fin da piccolo e quindi è stata una svolta ragionata. Se puoi, continua a scrivere, ti seguiamo sempre con piacere. Buona vita

    • quando scrivo è perchè non sono “sul campo”… quando non ci sono aggiornamenti, è generalmente perchè sto vivendo/fotografando qualcosa che vi racconterò 🙂
      continua a seguire il blog e… perchè no, raccontaci la storia del tuo amico, se lui è d’accordo!

  2. Mi dispiace tanto non essere riuscito a venirti a trovare 😦

    Però piantala di invocare l’energia elettrica!

    Se per portartela dobbiamo farti la centralina idroelettrica e far morire così gli ultmi corsi d’acqua naturali, allora c’è qualcosa che non funziona nella vita d’alpeggio!

    (provocazione)

    Noi cittadini abbiamo bisogno di mondi altri, giusto per credere che non siamo condannati a morire per i cambiamenti cliamtici, l’nquinamento, la devastazione degli oceani, la scomparsa della biodiversità, la distruzione del 50% delle foreste piemontesi… http://goo.gl/hwA82B

    Fai la brava selvatica… quella che alla fine ci salverà! 🙂

    • ma le centraline per l’alpeggio non fanno morire nulla… tutti gli alpeggi della val pellice ce l’hanno ed hanno impatto praticamente nullo. parliamo di pochi kilowatt, per servire una o più baite.
      anche l’alpeggio è XXI secolo, pertanto pure noi abbiamo diritto di accendere la luce quando entriamo in casa 😉
      poi datemela come volete, questa luce, ma datemela, perchè cambia davvero la vita. quanto sono felici le donne in alpe che hanno la lavatrice… io devo scendere (consumando carburante, ecc ecc) per venire a casa a fare il bucato, su lavo al massimo qualche calza o cose così

  3. Mah !, io vivo a Roma ma adoro la montagna. Ho trascorso diverse estati in Val d’aosta , valli minori come la comba di vertosan o sulla frazione di Vetan o anche in Piemonte sull’ Alpe di Veglia. Quello che ho visto è una presenza diffusa di pastori marocchini, albanesi, romeni ; anche nel mio vicino Abruzzo sono decine e nell’ alto Lazio lo stesso. Comunque quando i sentieri si avvicinano all’ alpeggio non è che ho visto gente sulla porta in attesa di far due chiacchere ! Anzi a volte bisognava essere un po’ accorti, perchè i cani pastore fanno il loro lavoro. Ricordo una sera sui sibillini, 6 cani maremmani “scortarci” nella nebbia abbaiando a zanne spianate per oltre 1 km. Adoro la montagna e chi ci lavora, credo che le montagne siano di chi ci vive e quando le attraverso cerco di sfiorare i sentieri, evito i pascoli perchè so che costano fatica. Camminando d’ Agosto su quei luoghi , mi sembra di “rompere” a chi lavora e mi sembra anche di leggere negli occhi dei pastori una certa sopportazione per chi passeggia più o meno educatamente per gli alpeggi. Credo che la sopravvivenza delle montagne per come ancora le vediamo oggi, sia legato alla passione e la determinazione degli ultimi malgari , un po’ folli agli occhi di chi vive per comprarsi le Nike ma anche un po’ scorbutici e conoscendo i miei simili……..fanno bene.

    • hai detto tutto tu… a volte purtroppo la maleducazione di alcuni rende prevenuti contro tutti, vale per i turisti vs i margari, per i pastori verso i turisti!
      qui comunque capita di incontrare stranieri, ma credo che in val d’aosta, a quel che sento dire, il fenomeno sia ancora più diffuso.
      il nostro vicino d’alpe quest’anno era un pastore rumeno, molto in gamba nel suo mestiere, felice di chiacchierare con noi o di mangiare una sera cena in compagnia invece che nella sua roulotte (dove, prima di addormentarsi, è solito leggere qualche pagina di un libro)

  4. Le comodità fanno piacere a tutti, se poi si tratta di “comodità” necessarie, certamente sono ancor maggiormente apprezzate. Non essendo io Pastore di professione e non essendo mai stato in alpeggio a lavorare probabilmente ho un’ idea un pò romantica della cosa; tuttavia,a mio avviso, per molti Pastori forse le cose narrate sono il problema n° 2. Rimango dell’idea che il Pastore in alpeggio voglia fare il PASTORE e non il cane maremmano. Secondo me, se uno potesse svolgere le proprie funzioni in serenità, lasciando le pecore che si alimentino secondo i propri ritmi, in modo da scendere dall’apeggio con delle belle bestie (e soprattutto con tutte + i nati), svolgendo semplicemente il proprio lavoro di Pastore, sarebbe gia un buona percentuale di ciò che uno chiede. Ovviamente poi credo che a nessuno piaccia mangiarsi un panino alle 10 di sera indossando il giaccone o avvicinarsi alla propria compagna/compagno temendo (a naso) di essere scambiato per una pecora. Buon cammino a tutti, ciao, Bruno

    • ” quanti sono gli amici che mi hanno fatto visita all’alpe? … poi però a volte l’alpeggio lo evita?” Mi sento presa in causa 😦 hai perfettamente ragione adesso mi sa che facciamo parte del gruppo degli ex amici 😉 a nostra “discolpa” posso dirti che non siamo andati neppure dalla “concorrenza” … La risposta? Non volevamo tagliarvi la legna ah ah 🙂 scherzo naturalmente, speriamo di incontrarci presto magari in pianura Cl@

  5. premetto che non ho mai fatto la vita in alpeggio ,ma da bocia al paese di mia madre ho pascolato le mucche con un mio cugino(che e tutt’ altra cosa che fare il pastore in alpeggio).vado sovente in montagna,a camminare in MTB a scalare e in inverno a fare ski-alpinismo, mi piace il paesaggio e la gente che ci vive(anch’io sono un po mountagnin xche la famiglia della mia mammma era originaria dell’alta langa). E vero sovente i pastori non sono proprio esperti di pubbliche relazioni ,ma la vita che fanno e dura e l’isolamento e la fatica porta a rinchiudersi. Sul discorso strade e comodita hai ragione ,non vedo perché a coloro che vivono in alpeggio debbano essere preclusi a patto che servano a loro e basta, mi riferisco alle strade ,devono servire agli alpeggi e relativi abitanti e non ai fenomeni con i loro fuori strada o peggio le moto per scorazzare su e giù, si facciano dove servono e si chiudano con le sbarre. Non sono mai venuto a trovarti xche e’ poco che ho scoperto il tuo sito e poi non so dove sei ,mi sembra di aver capito che sei in val pellice ,che e’ una valle che mi piace tanto ,uno dei primi posti dove sono stato a camminare,se cosi e’ la prossima estate un giro lo faccio ,sempre se non disturbo .

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...