La vera transumanza

Le transumanze di oggi sono anche un po’ moderne. A volte il progresso è positivo, a volte no. Non parlo dell’utilizzo dei camion o di altre cose del genere. Volevo mettere a confronto una transumanza “su strada” ed una per antichi percorsi. Nei giorni scorsi ha nevicato anche a quote abbastanza basse, ma per fortuna qui in Piemonte non così tanto come nel Nord Est. Comunque, da casa, collegata a Facebook, potevo in tempo quasi reale vedere le immagini delle transumanze altrui, anche su percorsi che coincidevano in parte con la nostra. Quindi potevo già sapere quel che ci aspettava, anche senza andare a visionare il percorso.

Poi però quando sei sul campo, con i belati ed il suono dei campanacci, il XXI secolo viene dimenticato. Da un certo punto in poi si perde anche il segnale del cellulare e cammini lontano dal tempo. In questa transumanza, per scendere, prima bisogna risalire e valicare una cresta, poi ci si abbasserà di quota. Non ci sono strade asfaltate, ma solo antiche mulattiere militari, poi sentieri quasi scomparsi.

Su quei sentieri c’è ancora anche un po’ di neve, ma niente che infastidisca la transumanza. Ve l’ho raccontato tante volte, questo è un giorno speciale, fatto di festa, ma anche di preoccupazione, nervosismo, tensione. Molte di queste caratteristiche negative sono legate al fatto che per la transumanza non c’è più spazio. Come metti i piedi sull’asfalto, ci sono rischi, proteste, fatica in più. Qui invece tutto avviene con il ritmo giusto, con gli animali che camminano al loro passo, non serve tanta gente per guidarli, al massimo servono aiutanti per spostare le auto e, queste ultime, per spostare attrezzature ed agnelli troppo piccoli per camminare.

Una sosta in tutta tranquillità, pascolano gli animali, pranzano i pastori. Lungo una strada ci sarebbe tensione, qualcuno deve sempre controllare il gregge, c’è il rischio che i cani vengano investiti dalle auto. Qui invece si è lontani da tutti e da tutto. Il cielo è incerto, per qualche istante sembra debba prevalere l’azzurro, ma dall’altra parte c’è la nebbia che avanza.

L’atmosfera è di nuovo quella della neve, anche se questa volta le temperature non sono più così basse. Così cade appena qualche goccia di pioggia, ma più che altro ci sarà tanta nebbia, compagna costante di tutta la stagione, dalla fine della primavera a quest’autunno. Viene il momento di ripartire per giungere a destinazione prima che sia notte.

In coda non si vede cosa accade davanti al gregge. Il sentiero è viscido di fango e di neve pestata, qualche agnello si attarda e non bisogna mai perderli d’occhio per evitare di lasciarli indietro. Alcuni hanno le madri accanto, troppo premurose, così il loro cammino è ancora più lento. Occorre anche tenere d’occhio quelle pecore i cui agnelli sono già a destinazione grazie alle auto, perchè hanno la tendenza a tornare indietro per andare a cercarli.

Dopo una difficile salita lungo una traccia tra neve e cespugli, finalmente si trova l’altro sentiero, quello che ci porterà a destinazione. Ancora nebbia che va e viene, sempre meno neve, ma purtroppo si scorgono anche, a pochi passi dal sentiero, i resti di due pecore predate dal lupo nel corso dell’estate. Un triste bentornati ed un monito per gli ultimi giorni da trascorrere in alpe.

Si scende, questa volta l’ora non è troppo tarda, anche se il maltempo rende più scuro il pomeriggio. Una volta a destinazione ci sarà il tempo per tirare con calma il recinto e controllare tutti gli animali, ciò nonostante si arriverà a “casa” quando sarà ormai notte. Però tutto è andato bene, la fatica è stata soprattutto fisica, ma la transumanza molto più rilassante di quelle lungo le strade trafficate, dove c’è chi vuole passare a tutti i costi, dove devi cercare di non intralciare troppo, dove sei un ostacolo e non una persona che lavora come chiunque altro.

Sotto la nebbia c’è un’atmosfera grigia, tipicamente autunnale. Nonostante la neve, nonostante il freddo dei giorni passati, i colori però devono ancora cambiare. Lo scorso anno, pur avendo compiuto prima questo cammino, era avvenuto con i gialli e gli arancioni dei larici. Quest’anno è ancora il verde a predominare, tra le chiome.

A fine transumanza, anche gli agnellini più piccoli vengono riaffidati alle loro madri. Questa giornata è conclusa, ma la transumanza definitiva sarà quella che riporterà il gregge in fondovalle. Dopo, ogni spostamento sarà pascolo vagante, quella forma di pastorizia che prevede la transumanza continua, a volte anche quotidiana. Ogni giorno quindi ci sarà da avere a che fare con strade, auto, magari addirittura ferrovie. Ci si sposta il più possibile per vie secondarie nelle campagne, ma non sempre è così, come ben sa chi segue da anni questo blog.

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