Autunno anticipato

Il calendario ufficialmente non dice ancora che è autunno, ma su in alpe l’estate è finita ormai da qualche tempo. Nelle ultime settimane, alle giornate di nebbia si è aggiunto altro, per esempio un freddo intenso che, al mattino, regalava brinate e primi candelotti di ghiaccio dove l’acqua cola lungo le rocce.

Ogni tanto alla nebbia si univa la pioggia, poi c’erano giornate dal cielo velato ed aria decisamente fredda anche di giorno. La costante di quest’anno è stata avere il vento dopo ad ogni giorno di pioggia, così da vanificare gli effetti benefici della perturbazione. Giorno per giorno l’erba diventa sempre meno verde.

In questa stagione basta poco per far cambiare faccia alla montagna. Nel giro di una settimana i colori mutano drasticamente. Qualcuno è già sceso, altri lo stanno facendo, altri ancora sanno che non potranno comunque resistere a lungo ed iniziano a fare progetti guardando il calendario, anche se però la neve, che potrebbe cadere da un momento all’altro, potrebbe vanificare in poche ore quanto programmato.

Certi giorni sembra che debba far bello, poi all’improvviso, guardando verso le creste lontane, sembra di veder cambiare qualcosa nell’aria. All’inizio è quasi un miraggio, un grigiore come di una nuvola di fumo che appanna la vista. Qui c’è ancora il sole, non fa caldo, ma si pranza godendosi il timido tepore. Il grigio avanza, guadagna una cresta e poi l’altra, l’aria cambia e ci si prepara alla fuga, dopo essersi vestiti adeguatamente. Il tempo di raggiungere una balma sotto le rocce e la perturbazione ci raggiunge. Non è neve, come si temeva, ma una gelida pioggia finissima che dura per qualche decina di minuti, forse più.

Pioverà ancora più tardi, con maggiore intensità. E dopo, la sera, arriverà il vento. Un vento fortissimo, a raffiche, che scuoterà i muri delle baite, si infilerà sotto i tetti in lamiera, facendoli tremare ed impedendo il meritato riposo. Al mattino ci sarà ancora, accompagnato da un cielo velato e temperature rigide. Salendo verso il recinto i colori saranno sempre più autunnali e ci si aspetta, presto, di vedere anche i larici ingialliti.

Su di qua non arrivano le previsioni meteo, ma il barometro naturale delle carline annuncia bel tempo. Il vento è un po’ meno forte, le raffiche sono state sostituite da un vento più normale, che concede anche momenti di tregua, ma occorre avere un abbigliamento adeguato per restare fermi a sorvegliare il gregge. Anche quando si cammina comunque non ci si scopre più di tanto.

Sono giorni in cui i pastori sono totalmente soli, in montagna. E’ sempre più raro veder passare degli escursionisti ed anche lungo le strade di valle il traffico è diminuito, si incontra solo più chi da queste parti abita o lavora. Sarebbe il periodo più tranquillo, più rilassante, ma il meteo preoccupa, perchè con questo freddo si teme che possa venire a nevicare.

Nella notte di nuovo raffiche fortissime ed al mattino, insieme ad un’alba multicolore, nell’aria vi sono minuscole goccioline di pioggia. Improvvisamente le temperature si sono un po’ rialzate, ma il pastore è inquieto. Scesa a valle però posso controllare le previsioni, che annunciano bel tempo e “tepore settembrino”. Bene, allora potremo sperare di concludere tranquillamente la stagione, anche se vento e freddo hanno rovinato l’erba e fatto diventare piccoli i ruscelli.

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  1. Ciao Marzia. Le tue foto sono sempre magnifiche. E la tua cronaca da “grande fratello” appassionante. Grazie, Marzia. Grazie per raccontare della Montagna e di chi, lassù, ci vive.
    Pier®

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