Una fiera sottotono?

Quello con la Fiera di Pragelato è uno degli appuntamenti classici di fine stagione. Fine stagione d’alpeggio, fine estate, ed infatti spesso anche il tempo non accompagna questo avvenimento. Invece quest’anno la giornata, anche se inizialmente fredda, si presentava come ottimale. Solo nel corso della mattinata è sopraggiunta una velatura a cui si sono aggiunte delle nuvole nel tardo pomeriggio.

C’era gente, c’erano i commercianti con le vacche, c’era qualcuno che mercanteggiava e, ogni tanto, un animale veniva segnato come venduto. Però mancavano le pecore e tutto il suo contorno di capre, asini e pastori. Nonostante le ipotesi più disparate che le voci incontrollate, come sempre, fanno circolare e crescono a dismisura proporzionalmente al numero di persone che ascoltano e rilanciano a loro volta la notizia, mancava il commerciante a causa di una fiera concomitante. Infatti, nella stessa data, si teneva anche la Fiera di Oropa, motivo per cui mancavano anche gli allevatori del Biellese, ben rappresentati nelle passate edizioni.

Qua e là si incontravano facce note, amici e conoscenti, come sempre accade alle fiere, si scambiavano quattro chiacchiere, si commentavano le ultime notizie di “radiopecora”, si osservavano gli animali in mostra. Addirittura poteva succedere di incontrare allevatori francesi, ma d’altra parte ancora oggi questa fiera nel nome rimanda all’antica fiera dell’Escarton di Pragelato.

Anche nel settore delle bancarelle c’erano delle carenze. Oltre agli addetti ai lavori ed al pubblico di turisti più o meno locali, capitava di sentir parlare lingue straniere e così mi veniva spontaneo pensare alle poche fiere d’oltreconfine a cui ho partecipato in passato. Oltre alla gran quantità di animali, queste fiere sono un’attrazione per l’aspetto del mercato. Artigianato, ma soprattutto tantissima scelta (eno)gastronomica.

Qui non mancavano i dolciumi, acciughe, olive & C., ma perché in una fiera zootecnica è presente un unico margaro che vende i suoi prodotti? E non c’erano altre bancarelle di formaggi! Non si trovava un salume, mi pare di aver visto un unico banco vendere pane. Se non si voleva rinchiudersi in un ristorante per pranzare, se non si era ospite delle tavolate dei commercianti di bestiame, per mangiare non restava che un unico furgone che vendeva panini, oltre (per fortuna) al furgone dei gofri.

Confido a questo punto nella Fiera dei Santi di Luserna San Giovanni (2 novembre) per potervi descrivere una bella fiera zootecnica, a meno che io riesca ad andare almeno a Barcellonette (28 settembre) per rifarmi gli occhi con una vera fiera dedicata alle pecore. Qui a Pragelato c’era scelta solo tra i bovini. Così gli appassionati della pastorizia dovevano recarsi altrove. Per fortuna c’era un gregge lungo la valle, con il pastore intento a tosare le pecore prima di arrivare in pianura. Per molti è già tempo di transumanza, se l’erba in montagna è finita. Però c’era modo di vedere anche altre greggi, in valle. Meno facili da individuare, ma…

Seguendo la pista e (per dire tutta la verità) la consistenza degli escrementi, c’era modo anche di raggiungere un gregge più a monte. Era da tempo che non riuscivo a ritagliarmi un po’ di tempo per far visita a quest’amica ed al suo gregge. Anche lei aveva ritardato un po’ i lavori quotidiani per fare un giro alla fiera, ma appena rientrata all’alpeggio, c’era da soddisfare le esigenze del gregge, che reclamava per andare al pascolo. Appena aperte le reti, gli animali avevano camminato di gran lena fino al fondo del vallone, dove li avevamo raggiunti, ed adesso finalmente erano intenti a pascolare, lasciando così alla loro pastora la possibilità di chiacchierare con i visitatori. Il bilancio dell’estate è positivo, bisogna vedere cosa farà il tempo d’ora in poi… Visto il freddo degli ultimi giorni, non ci sarebbe da stupirsi se arrivasse la neve.

Vi ho già parlato altre volte di questo alpeggio, situato in una zona fortemente turistica (anche se, da sempre, ben da prima che il nome di questo comune fosse associato agli sport invernali ed alla villeggiatura, qui ci sono alpeggi, greggi di pecore, mandrie di bovini). Ciò comporta numerosi problemi per chi si trova a condurre gli animali al pascolo, specie se si tratta di un gregge di pecore. Come vedete, per lo meno nei periodi a maggiore frequentazione turistica, si è obbligati a mettere la museruola ai cani da guardiania, annullandone così l’efficacia. O questo, o discussioni infinite, se non persino incidenti. Un conto è vedere qualche escursionista in tutto il giorno, un altro avere un transito continuo di moto, bici, pedoni ed altro.

La pastora ha notato il diverso comportamento degli stranieri: “…che spengono la moto, si fermano, rispettano…”, mentre con gli Italiani spesso c’è da farsi venire il nervoso. Come con quelli che hanno spaventato le pecore e le hanno fatte tornare verso il basso dopo che faticosamente erano salite. “E che problema c’è?”. C’è il problema che la gente è ignorante, ignora cosa voglia dire condurre un gregge al pascolo e, più in generale, tutto ciò che è il mestiere del pastore. “Ma io qui sono in ferie!”, è la giustificazione dell’ignorante-prepotente. Fiato sprecato spiegare invece che lì altri stanno lavorando, quel giorno come gli altri 365, su di un territorio che viene affittato ad uso di pascolo d’alpeggio, anche se percorso da sentieri, piste da sci e altre infrastrutture ad uso ludico. Non bastano le parole per descrivere la passione di chi qui pratica la pastorizia dedicandoci tutto il suo tempo e tutta la sua vita. Una volta mi disse che per lei era più che una malattia, era una droga… Dobbiamo salutarci, tocca cambiare vallata e rientrare in alpeggio, commentando quanto sia diverso il territorio anche a pochi km di distanza in linea d’aria. Infatti la Val Chisone, come al solito, mostra i segni di siccità, vento, freddo, con pascoli prevalentemente ingialliti e secchi.

Sulla via del ritorno, ancora una breve sosta dove il gregge che in mattinata veniva tosato ora pascola lungo il torrente. Il pastore sta scendendo in pianura, uno dei primi. Finisce la stagione d’alpe e inizia il pascolo vagante. Voleva tosare almeno due giorni in quel luogo, ma le previsioni meteo non sono buone per l’indomani…

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