Tra una nebbia e l’altra

Avevamo detto che l’estate sembrava finita, lassù in alpeggio, e infatti senti sempre più pastori e margari (soprattutto i secondi) che parlano di quando venire giù. Ormai non solo si è passato il giro di boa di metà stagione, ma qualcuno conta i giorni di pascolo prima della transumanza. “Ho ancora erba per 15 giorni…“. “Dopo la metà di settembre non sai mai quel che può succedere, ho erba più in basso e allora faccio che portarle giù.

I pastori, abituati ad ogni possibile variazione di tempo e poco desiderosi di arrivare in pianura, dove ricomincia la vita grama del pascolo vagante, non pensano ancora alla transumanza. Certo, prima o poi bisognerà scendere, ma per adesso si sta ancora bene lassù, anche tra i capricci del tempo.

Com’era facile immaginare, belle giornate ce ne sono ancora, però quest’anno è davvero raro iniziare e finire con il cielo limpido ed il sole. Intanto il gregge continua il pascolamento ed il pastore lo sposta verso un’altra parte della montagna, fino a quel momento ancora intonsa, totalmente da pascolare. Altro che aver finito l’erba! Se il clima non è particolarmente gramo e soprattutto se il numero di animali è adeguato alla superficie, si dovrebbe arrivar sempre comodamente alla fine della stagione senza troppi patemi d’animo.

La nebbia intanto continua a “far compagnia”, più o meno fitta a seconda delle giornate. Quando arriva, tocca vestirsi, perchè c’è ancora l’aria fredda dei giorni precedenti, anche se la prima neve caduta una sera si è rapidamente sciolta anche alle quote maggiori.

Finito il mese di agosto, sarà anche più difficile ricevere visite in alpe. Il flusso di turisti ed escursionisti, specie settimanali, si esaurirà progressivamente, ma pure gli amici imboccheranno la strada dell’alpe con maggior fatica, quando anche in pianura il caldo si farà meno insistente. Forse quassù arriveranno solo più i padroni degli animali in guardia e qualcuno magari deciderà di portar via i propri ancor prima che il pastore si incammini verso il fondovalle con tutto il gregge al seguito.

E’ iniziata anche la stagione dei parti. Se non intervenisse l’uomo, questi avverrebbero spontaneamente durante il corso di tutto l’anno, ma per vari motivi i pastori possono decidere di far sì che non vi siano nascite in alcuni momenti, per esempio quelli coincidenti con la transumanza, oppure durante la gran parte della stagione d’alpe, quando il rischio di predazioni è elevato e occorrerebbe del personale che si dedichi esclusivamente al gregge delle pecore che hanno figliato.

Servirebbe un autunno tutto così… Belle giornate di sole tiepido, ottima visibilità, appena una leggera brezza. Ogni tanto magari un temporale, ma giusto di notte. Servirebbe un buon mese di settembre, per far sì che le pecore non sprechino l’erba, che ingrassino bene in vista dell’inverno, per crescere gli agnelli che nascono in questi giorni.

Anche gli animali non sono più abituati al caldo e si “mettono a mucchio” non appena il sole si fa più intenso. I pastori invece con gioia tornano ad indossare la maglietta, dopo aver sfilato tutti quei 4-5 strati di vestiario che erano d’obbligo tra nebbia, temporali e grandinate dei giorni precedenti.

L’erba è ancora bella. Nei valloni dove la neve tardiva ha mantenuto il terreno fresco, può capitare ancora di vedere delle fioriture quasi fuori stagione. Il succedersi però di maltempo, freddo, grandine e giornate di vento ha “rovinato” la vegetazione in molti punti. Anche se non vi è stata la siccità come negli anni precedenti, qua e là la montagna mostra chiaramente i segni di fine stagione, con l’erba che ingiallisce e secca progressivamente.

Le giornate sono sempre più corte, il sole tramonta presto dietro le creste e subito la temperatura si abbassa. Anche al mattino, quando suona la sveglia, è sempre più buio, quasi a far pensare di aver sbagliato ora. I pastori dicono che adesso, in questa stagione, il gregge cura di più il pascolo. Gli animali hanno meno pretese, pascolano meglio, quasi sentissero che l’erba andrà via via calando mentre ci scivola verso l’inverno.

Il sole non dura a lungo, ricominciano le giornate di nebbia, in alcuni posti stagnante sul fondovalle, in alti fitta, densa, ad insinuarsi nei valloni e risalendo via via lungo i versanti. Autunno, stagione critica per le predazioni. Un autunno di bel tempo potrebbe essere anche un autunno meno favorevole per i lupi.

Sono belle, le giornate di autunno. Quando la nebbia va e viene, è anche piacevole osservare i giochi di luce ed i disegni che crea tra il cielo e la montagna. Forse solo i pastori e pochi altri godono di questi panorami, di questi attimi, negati a chi ormai smette di frequentare la montagna per tornare alla vita quotidiana in pianura. E’ questa la stagione migliore, se il tempo si manterrà buono.

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