Perchè non ci sono più foto di tramonti

Raramente in questo blog parlo di fatti personali, nel senso che raramente racconto in prima persona cose che mi riguardano. Ovviamente tutto ciò che vi mostro (salvo diversa indicazione) è però vissuto in prima persona.

Se le foto sono mie, le ho scattate ed ero sul posto a vivere quel momento, quella situazione. Però a quanto pare c’è bisogno fornire delle spiegazioni. In una delle mie periodiche discese dall’alpe, ho trovato un’e-mail da una persona che si diceva lettore di questo blog e che, con tono risentito, chiedeva come mai quest’anno fosse così poco aggiornato e con contenuti meno vari degli scorsi anni. Un’altra lettrice invece si diceva dispiaciuta di non vedere belle immagini di tramonti come invece accadeva in passato.

E’ vero, il blog è aggiornato se va bene una o due volte la settimana e sempre con storie di un gregge, poco materiale su altri pastori, meno ancora sugli alpeggi in generale, a differenza di quanto accadeva in passato. Il fatto è che sono anch’io in alpeggio e il più delle volte guardo, come fanno i pastori, greggi e alpeggi da lontano, con il cannocchiale, quando sono in cresta… In alpeggio non prende nemmeno il telefono, a fatica c’è a corrente elettrica (e non sempre tutto funziona), quindi non ho connessione internet per aggiornare il blog o più in generale per connettermi ad internet. Se queste pagine vi mancano così tanto e il prossimo anno volete organizzare una colletta per pagarmi una connessione anche extra rete telefonica… (i modi ci sono, ma dovrei fare un contratto annuale per usarlo solo qualche mese).

C’è stato un tempo in cui giravo per alpeggi per lavoro, quindi “potevo permettermelo”. C’è stato un tempo in cui vagabondavo per scrivere libri. Ci sono stati giorni in cui avevo incarichi lavorativi che mi portavano ad incontrare pastori e margari per realizzare interviste ed altro. Adesso invece la mia vita è principalmente al fianco di chi è in alpeggio a fare il suo mestiere e le mie scelte sono di condividere con lui questa permanenza in quota.

Non pubblico più le foto di tramonti perchè, a quell’ora, io non sono più insieme a pecore e pastori, ma fortunatamente c’è una baita degna di questo nome che ci ospita e mi permette di scendere prima per preparare cena (per la ricetta dell’immagine, pazientate e metterò poi la ricetta, ovviamente è carne di pecora). Se siete affezionati lettori di questo blog, sapete che il pastore vive per le sue pecore, fa di tutto per loro e… molte volte, trascura il proprio benessere personale per far sì che il gregge sia invece accudito a dovere. Così ci va anche chi pensa al pastore!

Lui resta con il gregge quotidianamente affinchè pascoli a dovere dal mattino a tarda sera, con qualsiasi condizione di tempo e qualcun altro invece scende prima, nel pomeriggio, raggiunge la baita, accende la stufa, prepara cena e pranzo da portare al pascolo il giorno dopo, svolge lavori “domestici”. Certo, sarebbe bello condividere la giornata dal mattino fino a tarda sera, potrebbe anche essere romantico ridiscendere alla baita di notte con le pile frontali (a questa stagione ormai il rientro avviene di notte), ma non è molto meglio per tutti arrivare a tarda sera e doversi solo togliere gli scarponi per sedersi a tavola e concludere la lunga giornata di lavoro in una stanza già calda per il fuoco scoppiettante della stufa?

Ogni tanto prendo un’altra strada rispetto al gregge, scendo a valle mentre le pecore salgono l’ennesima volta lungo i pendii, ma sono necessità materiali che mi portano in fondovalle: provvedere ai viveri, ma anche al bucato settimanale (su in alpe si lava a mano alla fontana) e, nel mio caso, anche ad un rapido controllo di ciò che il resto del mondo vuole da me. Ecco perchè non ci sono quasi più foto di tramonti…

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  1. Macchè tramonti !! Sto blog è troppo bello. Perchè è vita vera e sconosciuta. Mestieri antichi che qualcuno per fortuna si ostina a fare alla vecchia maniera e in fondo è per questo che fanno sognare. Anzi, mi piacerebbe conoscere di più della quotidianità e del ciclo lavorativo, della vita di una pecora. Comunque visto che ti piace la cucina, bisognerebbe un giorno tirare giù un elenco delle ricette lasciateci dalla cultura pastorale. Alcuni piatti romani tipo l’amatriciana, la cacio e pepe e la gricia sono storicamente regalo dei pastori (pensa ho scoperto che la “gricia” deriva da una piccola immigrazione di contadini e allevatori svizzeri, del cantone dei grigioni nell’ alto lazio e che avrebbero importato gli usi del salumeria delle loro zone). Anche la pecora “agliu cutturu”, piena di erbe appenniniche, tipica abbruzzese e gli arrosticini che sono dei mini kebab. L’ incredibile su casu de cabreddu sardo, nato forse per caso, usando per contenitore del latte l’abomaso del capretto da latte……e chissà quante altre. In fondo la vita semplice e povera di strumenti ci ha lasciato eredità che fanno ricchi molti ristoratori italiani nel mondo. Per saltare di palo in frasca (anche questo deve essere un eredità pastorale) ma sempre in riferita alla genialità di alcune menti povere ti racconto della “ghiotta di sassi” delle isole eolie .Una zuppa di sassi che mi fece la moglie di un pescatore e fatta con i sassi del mare (non ci credi ? leggi qua: http://www.onemoreblog.it/archives/013012.html) . Scusa le digressióni , però cosa vuoi che interessi sta foto co sto tramonto quando c’è la vita da raccontare e poi…..poi , ho trovato romantico anche preparare la cena…..sopratutto per lui che torna .

  2. Ciao sono una ricercatrice di gustosi formaggi di piccoli pastori d’alpeggio, mi rivolgo a chiunque mi può dare contatti dei migliori caseifici con pecore, di mucche, e di capre, allevati al pascolo, come si vede in queste fotografie meravigliose delle vostre alpi. C’e qualcuno che mi può mettere in contatto con loro?? Tanti contatti dei migliori piccoli produttori artigianali. Perché vorrei comprare i formaggi per il mio negozio a Rimini, di prodotti ricercati d’eccellenza di “nicchia”… aiutatemi, per favore, grazie. Paola 3336495535 – fax: 0541780248 – vaccinoserafino@hotmail.it – inviatemi i cataloghi dei vostri formaggi, voi caseifici, che vedete questa mia ricerca d’aiuto..

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