Erano anni che non si ricordava tanta neve così

La memoria dell’uomo è cosa strana, per fortuna oggi si registra e si annota tutto, così si anno dei veri dati e non solo delle “impressioni”. Comunque, tutti quelli che arrivano su in alpeggio, prima o dopo dicono che era da anni che non si vedeva tanta neve così a questa stagione. Non è un male, la riserva d’acqua è assicurata e ci sarà erba verde e fiori fino al mese di agosto se non oltre. Il problema magari può porsi per chi sale in alpe con numeri spropositati di animali, ma, visto che le leggi dell’uomo non intervengono efficacemente per fermare certi scempi, sarà almeno la natura a farsi rispettare!

Transumanze notturne per salire su in alto, ormai è ora, la neve ad una certa quota se n’è andata, resta al massimo nei canaloni, o almeno così dovrebbe essere. Su l’erba è verde, abbondante, i pascoli sono in fiore. Quando ci sono strade trafficate da percorrere, strade con poche possibilità di far defluire le eventuali auto, camion, pullman, ci si mette in cammino nel cuore della notte.

Il cammino è lungo, il sole sorge e sale nel cielo, ma ormai si è sulla strada per l’alpe, l’asfalto ed il traffico frenetico sono alle spalle, per qualche mese la parola “transumanza” non verrà più pronunciata. Non si penserà agli affanni che questo giorno comporta, alla fatica, alle cose essenziali, a quelle che verranno portate su in un secondo momento, a quelle che (nonostante tutto) vengono dimenticate.

Il vero alpeggio è quello su in alto. Certo, ve ne sono alcuni anche a quote medie, 1.500-1.700 metri, ma quando ti avvicini ai 1.900-2.000 è un’altra cosa. Respiri un’altra aria, cambia l’erba nei pascoli, si dirada il bosco, sai che ogni giorno andrai su, sempre più in su, a mano a mano che la neve se ne andrà.

Proprio come dicono, infatti, di neve ce n’è ancora tanta. Magari a chiazze, magari qua e là, però scende nei canaloni, occupa intere conche e non sembra sciogliere molto in fretta, specialmente se il cielo è nuvoloso. Quest’anno pare che non si debba avere un’estate calda e soleggiata, a queste quote. Dal momento della prima transumanza i giorni di pieno sole, senza nebbia, temporali, pioggia o anche neve e grandine sono stati ben pochi.

Dopo aver pascolato le zone più basse, dove l’erba rischiava di diventare vecchia e dura, il gregge viene fatto salire su, lungo sentieri che sono solo tracce, cammini storici dove sono stati più gli animali che l’uomo a tracciare il percorso. L’abbandono delle passate stagioni ha fatto sì che la vegetazione avanzasse sempre più ed ora persino gli animali esitano ad avventurarsi lungo la traccia evanescente. Poi si incamminano, ad una ad una…

E’ proprio vero che di neve ce n’è e non poca. Oltre a “rubare” spazio all’erba, complica gli spostamenti di uomini ed animali, che si avventurano spesso con titubanza. Solo i cani si lanciano in corse e pazze scivolate, specialmente i cuccioli, o cercano refrigerio. Non tutti i nevai sono sicuri, il pastore cerca di evitare al gregge il transito su canaloni invasi dalle valanghe, sotto i quali scorre l’acqua. Qui la neve potrebbe cedere sotto il peso delle pecore. Si racconta anche di “stragi” del passato, capre o pecore morte sotto il peso della neve dopo aver cercato la frescura nel tunnel naturale che si forma sotto la valanga.

Quando c’è il sole la neve però scioglie a vista d’occhio ed i torrenti si gonfiano, talvolta causando problemi nell’attraversamento. Laddove al mattino con un salto si riusciva a passare senza bagnarsi i piedi, in giornata le cose si fanno più complicate, con l’acqua che scorre impetuosa e spumeggiante. Persino le pecore esitano ad avvicinarsi anche solo per bere, mentre altrove non rischiano di sconfinare nei pascoli confinanti, proprio grazie alla barriera naturale del torrente.

Non sempre però splende il sole, anzi, spesso le giornate sono interrotte da nebbia e pioggia fine, quando non da temporali anche di forte intensità. C’è chi dice che farà così per tutta l’estate, i pastori alzano le spalle e si accontentano di vivere alla giornata, come sempre. L’importante è che ci sia erba e che il lupo giri alla larga…

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