Serve un manuale d’istruzioni?

Vita d’alpe, mondo idilliaco. “Beata te che sei lassù e non prende nemmeno il telefonino…“, così mi dicono. Però ormai l’imbecillità umana, la prepotenza ed altre simili caratteristiche salgono anche in quota. Il cafone non è solo un “tipo da spiaggia”, ma lo incontri ad ogni altitudine. E così, prima ancora di narrare le ultime vicende di pastorizia in alpeggio, mi trovo a fare qualche riflessione su come sia forse necessario un “manuale” per chi si reca in alpeggio. O meglio, in montagna, luogo dove vi sono anche alpeggi e gente che vi abita/lavora per alcuni mesi all’anno.

Ormai di stagioni in alpeggio ne ho già trascorse alcune, anche se non in modo costante e continuativo. Di anno in anno però, sia per esperienza personale, sia per sentito riferire da amici sparsi qua e là per le valli, vedo aumentare gli episodi negativi che coinvolgono pastori/margari e “turisti”, dove con questo termine comprendo dal “merendero” che sbarca dall’auto e allarga la tovaglia a 5-10 cm dal pneumatico all’alpinista equipaggiato di tutto punto che passa prima dell’alba diretto alle cime che sovrastano l’alpeggio. Con tutta l’infinita casistica di frequentatori della montagna che ci sta in mezzo, appiedati, motorizzati, ciclisti ecc ecc. Come ho già avuto modo di dire altre volte, basterebbe quel naturale rispetto reciproco per non aver bisogno di spendere parole sull’argomento. E invece…

Era una domenica mattina, finivo gli ultimi lavori “domestici” alla baita, avevo già fuori sulla panca zaino e scarponi e stavo per avviarmi a raggiungere il gregge. Sento il vecchio cane che abbaia e mi affaccio, ci sono due escursionisti in arrivo, con due cani (pastori tedeschi) liberi che scorrazzano a piacimento. Non voglio subito partire con la polemica, quindi mi limito ad un: “Buondì“, per poi vedere come prosegue il discorso. Uno dei due, senza nemmeno rispondere al saluto, mi apostrofa con un: “Ci sono quei rompic… dei maremmani qui?“. E così scatta il diverbio piuttosto acceso, con il mio tentativo di spiegare come i cani da guardiania siano uno dei pochi mezzi efficaci che i pastori possono utilizzare per difendere il gregge dal lupo. “Quella del lupo è una balla, io in questi anni non ho mai avuto problemi con il lupo, ma con i maremmani sì e se uno dei vostri mi tocca io la denuncio!“. Tralascio il resto dell’amabile chiacchierata e vi lascio immaginare come abbia reagito il nostro amico quando gli ho fatto presente che, in presenza di animali al pascolo, lui avrebbe dovuto tenere al guinzaglio i suoi cani…

Il lupo non è un’invenzione e, ahimè, anche quest’anno iniziano ad apparire articoli del genere, per non parlare poi delle foto e dei racconti che gli stessi allevatori pubblicano su Facebook. E i cani sono veramente efficaci, posso testimoniarvi attacchi in pieno giorno, con pastore presente, e cani da guardiania che hanno effettivamente messo in fuga il predatore. Solo che, anche in presenza di appositi cartelli di segnalazione, con norme di comportamento da seguire, gran parte dei turisti questi cani non li accetta, ha paura (presunta o reale, dopo incidenti verificatisi in passato) e finisce per litigare con il pastore, già con i nervi a fior di pelle per tutti gli scompensi, i danni e le spese che la “convivenza” con il lupo comporta.

Ecco perchè, secondo me, servirebbe un bel manuale d’istruzioni, un codice di comportamento in alpe da far circolare nelle associazioni di persone che, per piacere, sport o altro frequentano la montagna (CAI & C.). Far capire che questa non è un “parco giochi”, un luogo di relax per cittadini stressati, una palestra per chi vuole stabilire nuovi record di resistenza, velocità… Spiegare che il sentiero è percorribile anche perchè qui c’è qualcuno che lavora. Quello nella foto era letteralmente invaso dalla vegetazione: le pecore si sono aperte un passaggio, il pastore ha tagliato i rami degli ontani a colpi di roncola, poi ha aperto un varco nella valanga che ancora intasava il canalone, interrompendo il suddetto sentiero e costringendo a pericolosi equilibrismi chi avesse voluto andare oltre.

L’alpeggio è una proprietà privata, non un luogo da visitare con disinvoltura, entrando a piacimento quando si trova una porta aperta. Cosa dovrebbe spingere il turista ad entrare in una casa privata, quando non vi sono i cartelli che indicano un punto vendita di formaggi? I pascoli, in quanto tali, non sono luoghi deputati a campeggio, pic-nic con abbandono di immondizia (fenomeno questo, per fortuna, apparentemente in diminuzione), ma soprattutto non è il caso di correre in mezzo agli animali, abbattere o tagliare eventuali fili e recinzioni per il contenimento degli animali stessi. E, come si diceva prima, se si incontra una mandria o un gregge e si è accompagnati da cani, sarebbe correttezza legarli al guinzaglio per due motivi: non possiamo essere sicuri al 100% del comportamento del nostro amico a quattro zampe in presenza di animali estranei, tanto meno sappiamo come reagiscono capre, pecore e vacche nel vedere un cane. Potrebbero sia scappare precipitosamente, mettendo in pericolo la loro incolumità, sia andare verso l’intruso, creando situazioni difficili per il cane ed il suo incauto padrone.

E sull’annosa questione dei cani da guardiania, che fare? Ormai è quasi scontato che ve ne siano in ogni luogo si trovi un gregge. Non devono essere accanto al padrone, ma qua e là a sorvegliare pecore e capre sparse al pascolo. Sui cartelli che avvisano della loro presenza sono riportati tutti i comportamenti da tenere, ma posso anche capire che sia difficile mantenere il sangue freddo quando ci si vede venire incontro 3-4 grossi cani con i denti in bella vista. Nel piano regionale per la difesa dagli attacchi da canidi della Regione Piemonte viene stabilito come numero adeguato di cani da protezione uno ogni 150 capi. Fate voi il conto di quanti cani da guardiania dovrebbe avere un pastore con un gregge da 1500-2000 pecore… Il problema c’è è ed ben reale, basta un brutto incontro o aver sentito raccontare di un incidente per far sì che l’escursionista (anche se meno insolente di quello che ho incontrato io) parta prevenuto o si lamenti di “non poter più andare” dove ci sono le pecore. Coloro che continuano a ripetere che è giusto che ci sia il lupo e il pastore deve conviverci, hanno soluzioni da proporre? E’ urgente, perchè la quiete in alpeggio sta diventando sempre più uno stereotipo lontano dalla realtà!

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  1. Ma dove l’avete trovata certa gente? Mannaggia! Io col cane in montagna ci vado, non a portare mandrie, ma a fare passeggiate, ma mi guardo bene dal disturbare i pastori e i loro cani, che stanno dando il loro prezioso contributo. Non escludo di aver avuto paura alle volte anche io, perchè è vero, alle volte i cani sono grandi e il mio particolarmente tonto, ma basta passare lontani, no?
    Una volta sono andata in un bivacco, la mattina esco per partire e mi trovo davanti ad una mandria di mucche che stava salendo. Afferro il cane per il collare e lo tengo, peccato che nel frattempo ha abbaiato. Un muccone si gira, lo vede, e inizia a correrci incontro. Il cane ha avuto così paura che si è strappato il collare ed è scappato come un razzo. Ah ah ah! Ma come fa ad essere colpa vostra????
    Gente tonta proprio!
    Un bacio!

    • per 100 persone educate e rispettose che passano, salutano, scambiano quattro chiacchiere e portano notizie dal mondo… c’è un idiota che invece ti insulta e finisce che ti ricordi solo quello 😉
      però così a pelle mi sembra che ci sia sempre più insofferenza, nervosismo, voglia di attaccare rissa (e non solo in montagna), pretese e diritti, senza ricordarsi i doveri…
      ciao e buone gite a te & al tuo cane!

  2. Non esiste in Italia una cultura della montagna, così come non esiste una cultura dell’escursionismo, e allora l’andar-per-monti è assimilato completamente ad un giro al luna park.

    D’altronde è, questa, la visione partorita dalla decadente visione urbanocentrica.

    • allora facciamo almeno pagare il biglietto come al luna park 😉
      scherzi a parte, della montagna si conosce la vetta, il paesaggio, la salubrità, il relax, l’aspetto sportivo, ma manca totalmente la conoscenza della GENTE

  3. Hai parlato di cani senza guinzaglio… forse ti farà piacere sapere che proprio durante l’ultima escursione di domenica scorsa (accompagnatore in uscita CAI ai Laghi del Seone) qualcuno mi ha chiesto se si possono portare i cani senza guinzaglio…

    “NO!” è stata la mia risposta.

    E’ vietato portare i cani senza guinzaglio in montagna. So che in Piemonte la Forestale può multare chi non rispetta tale divieto.

    I cani, correndo dietro agli animali, provacono disturbo. Pensate a quanto tempo e fatica impiega la marmotta, giusto per fare un esempio banale, per accumulare grasso che le permetta di trascorrere l’inverno indenne.

    Se voi foste una marmotta a fine estate, un cane che vi rincorre vi romperebbe le balle non poco.

    Purtroppo abbiamo perso ogni contatto con il mondo naturale, con le sue leggi e con tutti i “lmiti” che provacono le normali tensioni in chi vi abita.

    Ma noi, esseri (dis)umani, non abitiamo più il mondo naturale bensì mondi finti partoriti dalle tecnologie.

    Poveri noi!

  4. Questo penso sia il passaggio più importante in assoluto: “Far capire che la montagna non è un parco giochi, un luogo di relax per cittadini stressati, una palestra per chi vuole stabilire nuovi record di resistenza, velocità… “. Sono un cittadino e persone scorrette e maleducate come quella descritta all’inizio mi fanno vergognare ed arrabbiare anche perchè mettono in difficoltà tutti i frequentatori della montagna che lo fanno per hobby.
    Chi in montagna non si rende conto di essere ospite ma si comporta come “il padrone” è completamente fuori posto.

    • ovviamente parlo di montagna perchè di questo ambiente scrivo e questo ambiente frequento, però l’educazione ed il rispetto sono concetti universali e dovrebbero prevalere ovunque… ma così non è 😦 penso ai ragazzotti che mi sbeffeggiavano lo scorso inverno quando li avevo invitati ad andare a fare le scivolate sulla neve fuori dal recinto dove tenevo alcuni montoni…
      più che di privato e pubblico, dovremmo parlare di luoghi adatti per fare/non fare certe cose ed il buonsenso dovrebbe aiutarci a capire quando come e dove un’attività è praticabile o meno. visto che spesso il buonsenso non abbonda, allora l’uomo ha creato le leggi…

  5. sono pienamente d’accordo, il mio parere però è che le regioni dovrebbero controllare il numero di predatori e rimboccarsi le maniche.
    credo che i cani e gli altri metodi che tu, Marzia, hai elencato siano abbastanza efficienti nel tenere lontano i predatori dalle greggi.
    io in realtà un problema l’ho: ho una paura folle dei cani! quando giro per la città e ne trovo uno al guinzaglio col padrone cambio marciapiede! ed evito di raccontare le litigate che faccio con i miei vicini che lasciano libero il loro cane nel cortile comune!
    è una cosa atavica, mi piacciono solo da lontano!
    cosa devo fare?

    un contadino di città

    • esatto, proprio così, ci sono tante persone che, come te, hanno paura dei cani e loro lo sanno, lo fiutano! in questi anni di “incontri” tra i nostri cani (da guardiania, ma anche da pascolo) e persone diverse ne ho visti a centinaia ed il comportamento del cane muta a seconda di chi si trova davanti. avvertendo il timore il cane è più guardingo e più pronto all’attacco, perchè se che l’animale impaurito o scappa o attacca a sua volta come estrema difesa. così, se c’è un gruppo di 10 persone, il cane va sempre da chi ha paura 😉
      cosa devi fare? ahimè non lo so… sarebbe troppo semplice dire che devi vincere la tua paura! quando, 10 anni fa, giravo per gli alpeggi a fare il censimento, ti confesso che ho spesso avuto paura io stessa e, in questi anni, un paio di volte mi è capitato di essere morsicata. il “bello” è che, entrambe le volte, sono stati cani “amici”, con cui avevo persino giocato e di cui non avevo assolutamente timore, solo che un mio gesto, un mio essere dove secondo loro non dovevo stare, ha scatenato la piccola aggressione

  6. Beppeley ti piacciono le leggi? A me non troppo se limitano la libertà civile. Perché non ti metti un guinzaglio tu? (scherzo) i cani, esseri viventi come le marmotte, amano stare liberi. Per fortuna, come per ogni essere vivente esiste educazione. Certo, padroni maleducati andrebbero tolti dalla terra, ma non si può. Perché non mettiamo guinzagli ai padroni? Sarebbe una soluzione 🙂 chiamasi giudizio. Forse a qualcuno manca. Il mio cane sta libero, ma al comando torna. A presto e molti baci a tutti!

    • Le leggi sono gli accordi che gruppi di persone si danno per chiarire, stabilire, quali sono le azioni, i comportamenti che si possono o non si devono fare.Quindi le persone civili di quel gruppo sanno che gli accordi vanno rispettati, per essere rispettati. Se la legge stabilisce che i cani vanno tenuti al guinzaglio per il bene di tutti gli abitanti della montagna, uomini e bestie, credo che sarebbe buona cosa insegnare al proprio cane di stare al guinzaglio, sta al padrone fargli capire che si sopporta anche se non piace. E’ evidente che il nostro cane è il migliore del mondo, ma gli altri non lo sanno e forse hanno paura. Hanno diritto anche gli altri di andare per le montagne senza avere paura del nostro cane. Poi, se vogliamo, troviamo certamente la giustificazione per fare quel caz.. che ci pare senza pensare agli altri. Di maleducati in montagna ne troviamo tanti ma sono convinto che la maggior parte sono brave persone che sanno rispettare uomini e natura, purtroppo fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce. Saluti Giorgio

    • il tuo cane ama la libertà, la amiamo tutti, però le leggi vengono fatte per tutelare e regolamentare e favorire il vivere civile e la convivenza con il prossimo.
      tu sei sicura che il tuo cane torni sempre al tuo comando? io, del mio, non lo sono mai al 100%. ovviamente, essendo un cane da conduzione, in montagna è libero e sta al mio fianco, così come è libero quando segue il gregge in pianura, ma dovessi portarlo con me in mezzo ad una città gli metterei il guinzaglio anche se so che non dovrebbe spostarsi dal mio fianco. la città non è il suo ambiente e non so come reagirebbe alle diverse situazioni che si potrebbero presentare. il guinzaglio lo preserverebbe dai pericoli (finire sotto ad una macchina) e dall’essere pericoloso per altri (uomini e cani).
      così in montagna, nei parchi naturali e nelle zone di pascolo con animali domestici, tu e tutti gli altri possessori di cani dovreste mettere il guinzaglio. nei parchi è obbligatorio, poi non conosco la legge nel dettaglio e non so dire con sicurezza cosa si dica per le altre situazioni, ma, come scrivo nel post, in presenza di animali al pascolo sarebbe meglio farlo per il bene di tutti. dopo per quel che mi riguarda il cane può anche essere libero, se sei sicura che non corre dietro a marmotte, caprioli e camosci, o se non è aggressivo nei confronti di altri cani che potrai eventualmente incontrare con i loro padroni… però, se la legge dice diversamente, allora…

      • No, certo che non sono sicura, non si può, come non sono sicura di nulla se non di quello che faccio io. Trovo tuttavia che impugnare leggi che vietano, legano, imbavagliano, immuseruolano, passami il termine, ogni comportamento civile (e quando si tratta di cani la materia diventa consistente), sia un metodo per risolvere le cose senza usare la ragione.
        Si può, non si può, mi piace non mi piace: c’è una legge e risolviamo. Non c’è nessuna legge che dice che “in montagna” si porti il cane legato. Come non c’è nessuna legge che dice che non puoi portarlo nei luoghi pubblici. Ci sono leggi, come dici tu, giuste, che richiedono di legarlo in parchi naturali e zone di pascolo, per la tutela anche sua oltre che degli altri animali e dei pastori. Ma non esistono leggi che obbligano a legare sempre tutto e tutti. Tutto qui.
        Vedi Cara, serve veramente un manuale d’istruzioni 😉

      • Ciao Beppe, libero era nel senso di “senza guinzaglio” ove possibile, non nel senso di libero da tutto 🙂 Comunque, non voglio polemizzare. Dico solo che non possiamo sempre imbavagliare tutto e scrivere manuali d’istruzione per fare in modo che ci si comporti in modo civile. Cani o non cani, persone maleducate o non maleducate, molto spesso non servono leggi che vietano, ma buon senso. E se non c’è nulla intorno, non sei in un parco, non ci sono greggi e vuoi slegare il cane, bhè, non vedo nessun pericolo e nessun danno in vista. L’unico danno che può succedere è che sia la marmotta a morderlo, visto i denti che si ritrova! Pensa, ora per paura di infastidire/far danni, ci sono pure i guinzagli per bambini, Il mondo non ha misura! Buona giornata!

  7. Per moltissima gente il concetto di proprietà privata è moooolto labile (pastori compresi, anche se non tutti). Prova però ad andare a depositare un sacchetto di immondizia nel cassonetto del loro condominio, considerato proprietà privata (?) .Io personalmente sono andato a comperarmi un cassonetto dell’immondizia per porre fine a continue liti, visto che la palazzina in cui abito consta di meno di 10 persone e non abbiamo diritto ad avere un cassonetto dall’azienda di raccolta. Recitava una canzone … depende, da che punto guardi il mondo tutto depende. Buona permanenza in quota, ciao Bruno

    • grazie, speriamo che nel resto della stagione si incontrino solo turisti educati con i quali scambiare quattro chiacchiere piacevoli e che quel tizio rappresenti solo uno spiacevole incidente da dimenticare! 🙂

  8. Ciao Marzia,
    manca sempre più il rispetto per le persone ed il loro lavoro e un pò di sana umiltà.
    Le leggi esistono per regolamentare comportamenti tra persone in modo civile ma non tutti le conoscono o le seguono.
    La libertà non è uno spazio libero!
    Buon alpeggio e a presto!

  9. Ciao a tutti …. io arrivo dalla Sardegna e addiferenza della maggior parte dei miei conterranei io adoro la montagna e non amo particolarmente il mare… Ma vi posso assicurare che le stesse problematiche che si trovano coi turisti in alta montagna si trovano in spiaggia… Gente a cui sembra tutto dovuto senza nessun rispetto per chi lavora/vive in quei luoghi tutto l’anno…a me capita spesso di andare in montagna x sentieri e pascoli col mio cane (pitbull) ma sto ben attento a non disturbare animali e persone. SE incontro un gregge o una mandria richiamo subito la mia cagnetta e la metto al guinzaglio ma penso che sia logica la cosa… alla fine penso che quando si va in montagna o in spiaggia ci si debba comportare sempre come se si fosse a casa d’altri con massimo rispetto e non sporcando…

  10. Un altro aspetto di queste vicende è il rapporto che hanno (sopratutto i cittadini) con il propio animale . Si è arrivati all’ assurdo di stabilire una casta di animali superiori distinti dai paria, cioè il resto del mondo animale. I cani e i gatti sono animali “d’affezione” e quasi membri di famiglia. Hanno leggi che li riguardano, vestiti, finimenti, cliniche specialistiche e parrucchieri. Spesso vi sono risse per il propio botolo e l’ anno scorso un tassista di milano è stato linciato dai propietari ed amici del cane che aveva investito. Vi sono poi, programmi televisivi dedicati, persone che dividono il propio letto con il cane o il gatto. Alcuni sono oggetto di eredità. In un giardino pubblico qui di Roma ho visto una vecchietta con un cono gelato : una leccata lei e una al barboncino .
    Anche per i giardini pubblici (vedi le similitudini) esistono regole per portare i cani : museruola, guinzaglio e bustina per gli escrementi ma anche qui……….

    Lasciare libero il propio pastore tedesco come fosse il figio che deve correre libero per i prati perchè “è nato per questo” e poi riportarlo nel propio condominio o al massimo nel giardinetto di una villetta è ipocrita e egoista. Il cane è stato addomesticato millenni fa per la caccia e la pastorizia solo negli ultimi 20-30 anni portato negli appartamenti . In lui vengono riversate affettività familiari. Chi si stupisce di questo non è “amante degli animali” si dice. Ma parte delle migliaia di animali abbattuti nell’ industria delle carni, diventano scatolette per cani e gatti.

    E quindi non è solo mancanza di rispetto è mancanza della misura del propio essere uomini e di quello che questo comporta. Una gallina, una pecora, una mucca, un cane , devono essere allevati con rispetto perchè ci sono utili ma, da qui a farli diventare parenti ce ne corre.

    • Stefano ha sicuramente ragione, infatti io parlo di buon senso (questo ripeto non vale per i luoghi di pascolo e i parchi per ovvi motivi di regolamento e di sicurezza per tutti). Buon senso significa che anche in assenza di una legge, per tutelare la sicurezza di tutti, anche del cane, in situazioni di pericolo o incertezza o in presenza di cani con tempra da cacciatore (i pastori tedeschi hanno questo carattere, non solo i cani da caccia), i padroni dei cani devono stare attenti. Il mio discorso si riferiva al fatto che essendo esseri umani dotati di intelligenza dobbiamo usarla, valutando con giustizia il benestare di tutti. Questo ad esempio include anche coloro che hanno timore dei cani: perchè ostinarsi a non legare il cane in presenza di chi ha paura? Anche se non esiste una legge, esiste il buon senso.
      Passa un buon week end e se vai in montagna stai bene!

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