In transumanza con le telecamere

Ogni tanto mi chiedete a che punto è il film sui pastori piemontesi… Procede, lentamente, come il cammino delle pecore! Questa volta siamo riusciti ad andare a filmare una transumanza, nello specifico quella del pastore vagante che abbiamo già incontrato tra inverno e primavera.

Il gregge era da tempo in montagna, ma quel giorno si spostava da un alpeggio all’altro e siamo andati ad incontrarlo nel suo cammino di risalita della valle. Era un sabato mattina, non così presto, ma uomini ed animali erano già partiti da un po’…

Un rapido saluto, poi gli operatori vanno davanti a riprendere frontalmente il gregge, il resto del “team” invece sta in coda per non rientrare nelle riprese. D’altra parte il pastore sicuramente non amerebbe delle telecamere al fondo del gregge, a mostrare gli animali che, come sempre accade, hanno qualche problema in più ad affrontare il cammino. Anzi, proprio dopo pochi minuti due agnelli leggermente claudicanti vengono caricati sul camion che segue la transumanza.

Il traffico è abbastanza scarso, ma ogni tanto comunque capita di incrociare qualche auto in discesa. In un paio di occasioni invece si riesce a far transitare le auto che si erano trovate a dover seguire la transumanza. Inizia a fare caldo, c’è afa e gli animali camminano lentamente sull’asfalto.

Per l’occasione, come al solito, ci sono amici e parenti ad accompagnare il pastore. La transumanza per loro, specialmente per i più piccoli, è un momento di festa. Un’altra versione dei fatti la darà Elsa, la moglie di Giovanni, che si trova (come molte altre donne nella stessa situazione) a dover pensare a tutto ciò che contorna la transumanza, dai viveri e le attrezzature che dovranno salire in alpe (nei basti) al pranzo da offrire a chi accompagna il cammino del gregge.

La strada da percorrere è più lunga di quello che sembrava in auto… Telecamera ed attrezzature varie non sono facili da spostare, ognuno ha la sua parte faticosa da fare! Per il pastore è il solito viaggio di ogni anno, per chi lo filma un qualcosa di nuovo, mai vissuto prima. Anche alcuni turisti stranieri incrociati lungo la via scattano fotografie e realizzano brevi filmati con i loro cellulari.

La strada sale, il gregge compattato visto da lontano sembra ben poca cosa, mentre all’inizio veder sfilare la fila aveva fatto scattare la solita domanda del: “Ma quante sono?“. Con la salita il cammino si fa ancora più lento, il calore appena mitigato da qualche chiazza d’ombra e da un po’ di brezza. E’ ora di andare in su, verso altre quote, altre temperature!

Finalmente si arriva a Fondo, pittoresca frazione dal caratteristico ponte. Qui è prevista una tappa per far riposare gli animali, per permettere loro di pascolare e per attendere che il caldo diminuisca prima di affrontare lo sterrato e la salita su sentiero all’alpeggio.

Non ci sono tante campane al collo delle pecore e un amico del pastore, grande appassionato del genere, con un pizzico di delusione mi racconta di come Giovanni “non le voglia più”. Ce n’è solo qualcuna di quelle “da pascolo”, al collo delle capre e di qualche pecora, ma niente di più.

Approfittando della pausa e prima che i pastori “si mettano a tavola”, si scambiano due battute con Giovanni ed Elsa. Il tragitto della transumanza, le difficoltà di questa giornata movimentata, l’alpeggio…

Poi tutti all’ombra per fare onore a quanto è stato portato per la transumanza, dalla mocetta di pecora ai salami casalinghi, dalle tome alla pentola di spezzatino e salsiccia, senza dimenticare il vino. Forse è a causa dell’abbondanza che il momento della partenza si allontana sempre di più… Ma tanto fa caldo, gli animali faticherebbero troppo, quindi tanto vale aspettare. Io però sono attesa altrove, quindi mi tocca abbandonare la troupe e dirigermi verso altre vallate.

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  1. Ah bello! Ho incontrato Giovanni l’hanno scorso alla cascina per andare al Monte Marzo…gentilissimo ci ha offerto da mangiare….uno dei suoi cani e’della stessa cucciolata di quello che abbiamo noi in famiglia…ci ha detto pero’ che non vale granche’ con le pecore! :-)…..L’ho rivedro’ probabilmente anche quest’anno, tra un mese quando scendo alla terra natia!!
    Come sempre…ottimo articolo!
    Eddy “cascinet”

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