Perchè condividere

Oggi volevo commentare con voi un “fenomeno” di attualità, cioè la presenza sempre maggiore di allevatori tradizionali sui social network, facebook in particolare. Non è su FB solo il grande allevatore di pianura, che magari usa il computer per aggiornarsi, per ordinare materiale, non è su FB solo il ragazzino che segue i coetanei, ma lo è (magari solo saltuariamente) il pastore vagante ed il margaro. Certo, tendenzialmente sono giovani e giovanissimi a vantare la maggior presenza, ma non solo. Moda? Omologazione? No, spesso è un qualcosa che semplicemente fa star meglio.

Salita alla Gardetta (foto M.Colombero)

Un tempo il pastore scriveva sulle rocce, incideva immagini di animali fin dalla preistoria, poi ha iniziato a scrivere il suo nome, la data, a far disegni di stelle alpine. Oggi fotografa, scrive e pubblica on-line. Sono cambiati i tempi, sono cambiati gli strumenti, ma in fondo c’è comunque sempre la volontà di lasciare una traccia, far sapere che che ci siamo. Mi raccontavano che un tempo si saliva in cresta e, con uno specchio, si facevano segnali a chi era nell’altro vallone, non vere comunicazioni, giusto dire che si era ancora vivi. Oggi invece c’è modo di esprimersi con maggiore completezza!

Transumanza verso il Barbara (foto D.Melli)

In un lavoro che spesso necessariamente isola, il mantenere i contatti con amici e “colleghi” è un grande aiuto, sia per la risoluzione di un eventuale problema, sia anche solo per tirar su il morale dopo una giornata difficile, o ancora condividere un evento felice. Per qualcuno saranno stupidate, ma mi accorgo che, tra i miei tantissimi amici presenti in rete, ci sia un’effettiva lampante utilità nella condivisione attraverso il social network, forse più ancora che non in altri “mondi”, dove di forme di comunicazione e dialogo ne esistono parecchie e senza tutte le difficoltà che vi sono in montagna. L’ho potuto vedere, purtroppo, quando ci si è uniti virtualmente intorno ad un giovane che aveva posto fine alla sua vita, lo vedo quando qualcuno si lamenta per non aver trovato l’alpeggio ideale per la stagione, quando nasce un bambino, quando ci si sfoga per qualche “avversità”, quando si ricorda un anziano scomparso…

(foto Y.Vial)

Ci si sente meno soli in un alpeggio dove si riesce a collegarsi a FB con il cellulare e continuare il dialogo virtuale con gli amici. Si mostra ad esempio la sistemazione per quell’estate: “La stanza dei puffi… io e mio fratello, abbiamo già dato un paio di craniate al tetto!“, racconta un giovane dalla Val d’Aosta.

(foto Y.Vial)

E mostra agli amici anche il nido trovato sulla porta della camera da letto: “Ospiti trovati in camera… sono in 4.. Prima c’era la madre a portargli da mangiare… Costretto a lasciargli un buco aperto per entrare.. Speriam che continui a guardarli“.

Reines presso Fenis (foto A.Martignon)

Niente di che, piccole cose, ma si mantiene un contatto con il mondo anche mentre sei lassù, grazie agli amici che ti rispondono e commentano da ogni dove. C’è un certo stereotipo del margaro e del pastore che lo vede intento a bere nei momenti di estrema solitudine, stereotipo giustificato ahimè da certe situazioni, ma in questo caso io preferisco vedere margari e pastori che, con cellulare alla mano, pensano e scrivono frasi del genere “in alpe, fuori dal mondo, senza luce e altre distrazioni, sei più vicino a te stesso… pensi, ragioni in modo diverso! è strano…“. O ancora: “ma chi sta meglio dei bimbi in alpe? Per loro tutto è un’avventura, un gioco, una scoperta… senza luce è ancora più magica l’avventura“. Lo stesso papà, prima di partire per l’alpe, scriveva questo: “il mio piccolo marghè ha già preparato le scatole di giochi da portare in alpe…il suo orsetto… non vede l’ora d partire.

(foto D.Paratscha)

Sono un po’ le poesie di questo nostro secolo, non trovate? Altri invece si dilettano soprattutto con le foto e così documentano il loro lavoro, i posti dove si trovano al pascolo, ma soprattutto i loro animali. “Ci voleva proprio un po’ di neve per rinfrescare… No ma siamo seri, il 2013 tutto l’anno autunno/inverno? La primavera ce la siamo già giocata, ora pure l’estate?” E gli amici rincuorano il pastore raccontando che anche in pianura fa freddo e continua il maltempo. Grande tristezza per un margaro che se n’è andato: “2 luglio 2013 oggi è mancato Troglia Gamba Giuseppe per tutti Notu Gamba. Decano dei margari delle Valli di Lanzo. Da sempre, con la cadenza delle stagioni, è salito con la sua famiglia e con la sua mandria, all’alpeggio del Ciavanis facendo riecheggiare i rudun in tutta la val grande. Grazie per tutto quello che mi hai insegnato. D’ora in poi ogni volta che saliro’ al Ciavanis un pensiero salirà per te. Ciao Notu.

Albe Bancet estate 2012 (foto D.Bonnet)

Si aspetta il momento di tornare in montagna: “Non vedo l’ora che sia finita la scuola per vedere le mie amicizie … Le mie bestie … Le mie valli … Le mie montagne … Estive … Belle, in tutto il loro splendore … Che mi fanno capire il senso della vita … È che non mi giudicheranno mai per quello che faccio o che farò … Sono le uniche cose a cui tengo di più in tutta la mia vita ….“.

I pascoli di montagna (foto M.Dreon)

Molto spesso si usa il dialetto, scritto così come si legge. A volte si litiga persino, partendo da un commento su di una vacca, che per uno è bella, per l’altro troppo magra/grassa/con le corna storte… C’è anche chi trova l’amore on-line, sulla scia di passioni comuni, e chi vorrebbe trovarlo: “Vorrei quelle sere d’estate sul fresco della sera nel pieno del relax con una ragazza a dar quei baci pieni di amore quelle coccole che mi fanno star bene e mi fanno sentir un uomo vero …..” ed un amico replica “pure dicevo sempre che preferivo stare solo, ma quando mi è capitata stavo bene, è bello avercene una. adesso non c’è più e mi manca tantissimooo. Purtroppo è che il lavoro che facciamo che ci porta via tempo e sopratutto non siamo accettati“. Prontamente però replica una ragazza: “Che non siete accettati concordo… perchè ormai di ragazze che fanno quel lavoro o a cui piace quel lavoro sono veramente rare… ma se cercate bene… vedrete che troverete anche la vostra!!!“.

Guadando il Tagliamento (foto G.Morandi)

Allevatori con qualche anno in più invece si dedicano spazio soprattutto ai loro animali, ma spesso condividono video, musica, ma anche riflessioni politiche e sociali. …Scusate se ho scorrazzato sulle vostre bacheche, amici di Facebook. Non ho volutamente riportato nomi associati alle frasi, per rispetto, ma mi sembrava bello condividere qui sul blog un po’ di vostri pensieri, per far capire meglio chi sono gli allevatori del XXI secolo. Persone come tutti, persone che fanno forse un mestiere particolare, ma molto meno isolate dal mondo di quanto accadeva un tempo. Anche su questo c’è da riflettere, perchè molti mi scrivono di voler “fuggire in alpe” per lasciarsi alle spalle il mondo, mentre chi in alpe c’è sta sì bene lontano dalla confusione, ma nello stesso tempo ha piacere di mantenere dei continui legami con tutto quello che c’è altrove.

Annunci

  1. Un Paese civile, che dispone di un patrimonio immenso, rappresentsto dalle nostre montagne, dovrebbe dedicare periodicamente articoli come questi sui giornali a tiratura nazionale. Invece sono proprio i nostri vergognosi mass media ad essere complici della crisi in cui siamo sprofondati proponendo esclusivamente pezzi utili alle logiche malate del potente di turno. E noi italiani tutti dietro.
    Bravissima Maria!

    Bravissima Marzia.

  2. ah infatti io giudico una bellissima cosa la possibilità di contattare altri esseri umani… non solo in alpeggio si può essere assolutamente soli, e direi che questo mezzo è utilissimo. a me e penso a tanti altri, anche ai pastori in alpeggi… e vedere le foto e capire, per noi di città, il bello ma anche del brutto e del buono di cui non sospettavamo l’esistenza…

  3. Per fortuna sono finiti i tempi del “pastore errante dell’asia” del Leopardi che poteva parlare solo alla luna :
    “Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
    Silenziosa luna?
    Sorgi la sera, e vai,
    Contemplando i deserti; indi ti posi.
    Ancor non sei tu paga
    Di riandare i sempiterni calli?
    Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga
    Di mirar queste valli?
    Somiglia alla tua vita
    La vita del pastore.
    Sorge in sul primo albore
    Move la greggia oltre pel campo, e vede
    Greggi, fontane ed erbe;
    Poi stanco si riposa in su la sera:
    Altro mai non ispera.
    Dimmi, o luna: a che vale
    Al pastor la sua vita,
    La vostra vita a voi? dimmi: ove tende
    Questo vagar mio breve,
    Il tuo corso immortale?”

    Il pericolo di stare soli è che prima o poi senti la luna risponderti !! :))
    A proposito : pastore errante = pascolo vagante ??

  4. Ogni tempo ha i propri mezzi “di risposta”. Anche ai nostri giorni dicono che sia normale insultare il Computer, bisogna però incominciare a preoccuparsi quando si pensa che il mezzo ci risponda. Buona permanenza alle alte quote a tutti.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...