Seguendo il gregge

Questo blog (e, di conseguenza, pure la sottoscritta) ha amici fedeli che lo seguono anche quando l’autrice è spersa tra le montagne, raggiungibile a fatica anche attraverso il telefono cosiddetto mobile. Questi amici poi mandano anche dei veri e propri reportages, sapendo che, prima o poi, li pubblicherò. In attesa di ordinare le ultime foto scattate in alpeggio, oggi lascio la parola a Carlo, che ormai conoscete bene.

(foto C.Borrini)

Ci siamo lasciati verso fine febbraio con il gregge a pascolare nei prati della Valle del Ticino e nelle stoppie di mais delle campagne Novaresi. Questo grande gregge verso la fine di marzo è stato diviso in due tronconi uno che sarebbe rimasto nel Novarese e uno che pian piano si sarebbe diretto in Lomellina a pascolare nei pioppeti lungo il Po.

(foto C.Borrini)

La primavera quest’anno non si è vista e, seguendo il gregge che stazionava nelle campagne del Novarese, ho potuto notare le condizioni difficili di pascolo delle pecore e i disagi dei pastori nel trovare dei luoghi più o meno asciutti (o meglio bagnati) per piazzare le loro roulotte.

(foto C.Borrini)

 Ci sono state anche delle belle giornate di sole (purtroppo poche) dove il gregge pascolava nelle condizioni ottimali…

(foto C.Borrini)

 …mentre le capre assalivano cespugli di robinia.

(foto C.Borrini)

 L’altro gregge l’ho incontrato mentre si trasferiva verso il Po…

(foto C.Borrini)

 …e pascolava in un pioppeto, anche in quel giorno: pioggia.

(foto C.Borrini)

Non sono riuscito, causa miei impegni  e soprattutto causa il maltempo,  raggiungere il gregge lungo il Po. Parlando poi con il pastore mi ha spiegato che ha vissuto momenti un po’ tribolati tendo sempre d’occhio oltre le pecore anche il livello dell’acqua del fiume. Ora il gregge è ritornato in questi giorni dalla Lomellina e si fermerà ancora per qualche giorno a pascolare qui nel Novarese.

(foto C.Borrini)

Quest’anno ho assistito per la prima volta anche alle operazioni di tosatura. Sono stati allestiti due recinti: uno più grande dove c’era il grosso del gregge e uno più piccolo dove venivano spostate le pecore da tosare.

(foto C.Borrini)

 Qui le pecore venivano prese e tirate in una specie di gabbia che ne poteva contenere una dozzina circa.

(foto C.Borrini)

Da questa gabbia venivano prelevate dai tosatori (mi hanno detto che erano Gallesi) e tosate.

(foto C.Borrini)

Questi tosatori lavoravano alacremente e impiegavano circa un minuto e venti secondi per pecora.

(foto C.Borrini)

Dopo l’operazione di tosatura venivano immesse in un altro recinto e quindi ad operazione terminata, al pascolo.

(foto C.Borrini)

Man mano che le pecore venivano tosate, la lana veniva subito raccolta e insaccata pronta per essere ritirata da un lanificio bergamasco (Ariete).

Ora, ritornando al gregge, tra qualche giorno verrà ricompattato e inizierà la sua transumanza nelle aree a Nord di Novara e proseguire verso Domodossola (lungo il Toce) e  verso le montagne della Val Formazza dove dovrebbe arrivare per la fine di giugno.

Quindi adesso il gregge dovrebbe essere quasi a destinazione, in alpeggio, in montagna. Giusto in tempo, per il caldo che è esploso all’improvviso. Ma di quello vi parlerò poi io, tornando sulle “mie” montagne, in altre parti del Piemonte.

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