Con il caldo arriva anche…

Da quant’è che invocavamo un po’ di caldo? Personalmente non ne sentivo quella gran necessità, mi piace entrare nel letto con tante coperte e sprofondarci dentro, cosa che non puoi fare con l’afa! Però su in alpe abbiamo bisogno di un po’ di calore che sciolga le valanghe nei canaloni, che faccia crescere l’erba. Se sarà caldo “normale” e non torrido, saremo tutti felici!

Ma cosa succede quando in pianura arriva di colpo il caldo umido e l’afa? Succede che, specialmente in quelle vallate proprio a ridosso della piana, le prime montagne che si innalzano sopra alle “terre calde”, arriva la nebbia. E la nebbia non è amica dei pastori. Uno dei motivi per cui si attaccano tante campanelle a pecore e capre è proprio quello di riuscire ad individuare sia gli animali ritardatari, sia eventuali gruppi che si sono allontanati dal grosso del gregge, ma anche intuire i movimenti, mentre tu sei lì che a malapena scorgi poche bestie intorno a te.

Forse da questa immagine capite meglio cosa io intenda, anche se comunque nei momenti di nebbia più fitta non riesco nemmeno a scattarle, le foto. Solo il pastore più esperto se la cava bene anche in giornate di nebbia, ma è fondamentale conoscere pietra per pietra la montagna, individuare ogni campana, saper prevedere i movimenti degli animali, intuire dove e quali possono essere i rischi.

Per fortuna che, nelle giornate meno sfortunate, al pomeriggio o alla sera la nebbia si alza e così c’è modo di vedere se qualche animale si è allontanato, dov’è andato, se si sta avviando sulla strada del ritorno o se è necessario salire per andare a riprenderlo. Solitamente il più delle volte succede così, anche perchè non ti fidi solo della tua vista e vai a fare un giro di controllo, per vedere che non resti indietro un capretto, un agnello addormentato, una capra sotto una sporgenza di roccia.

Fin quando pascoli in basso la nebbia non ti impensierisce più di tanto, perchè è lassù sulle punte, scende fin verso i 1800-1700 metri, ma ormai giù non c’è più niente da mangiare e bisogna andare in alto, dove la neve sta sciogliendo e spunta l’erba nuova. E così ci saranno tanti giorni da passare nella nebbia, specialmente in certe vallate.

Per i giorni a venire le previsioni sembrano confermare questa tendenza, con qualche temporale qua e là. Ormai sempre più animali sono in quota, le transumanze si susseguono, tra poco durante ogni gita in montagna gli escursionisti incontreranno vita sugli alpeggi. Spero che sia per tutti una buona stagione, mi auguro vi sia reciproco rispetto e comprensione delle esigenze di tutti. Ci si vede “su di là”, tempo per andare io a trovare gli amici ne ho sempre poco, ma fa piacere quando qualcuno viene a fare un giro e passa per un saluto. Sapete dove trovarmi…

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