Differenze

Avrei da pubblicare vostre foto, avrei da raccontarvi dei giorni scorsi in alpe, invece oggi alla fine vi mostro due piccole grandi storie, una a rilevanza per lo meno europea, l’altra invece piccola piccola, successa ad un amico. A voi poi la riflessione che il confronto potrà generare.

Iniziamo dalla Francia. Quest’anno la città di Marsiglia è capitale europea della cultura. L’immagine, ripresa da questo articolo del Daily Mail, vi mostra come sia stato inaugurato questo evento. Una sfilata di 3000 pecore… Il titolo della parata era TransHumance e viene definito un “esperimento artistico” dal giornalista. In realtà si mostra quello che in questa parte della Francia (e non solo) accade da secoli in questa stagione, cioè la transumanza di uomini ed animali verso i pascoli estivi. Un tributo a questo mestiere che tanto significa per l’economia, il territorio, la storia e la società della Provenza e di altre aree della Francia. Una vetrina internazionale per i pastori. Che onore, che gioia, che orgoglio! Andate a vedere sul sito ufficiale di mp2013 video (emozionante!) e altro, la spiegazione della filosofia del progetto, il programma di tutti gli eventi (ormai conclusi) ecc ecc…

Già, la Francia, dove in questi giorni si tengono le feste della transumanza, come quella di Die a cui avevo partecipato anni fa. Anche quest’anno sarà un evento che richiamerà un grandissimo pubblico. Qui trovate info e programma della manifestazione, che si terrà il 22-23 giugno prossimi.

Invece, ahimè, in Italia di pastori si parla quasi sempre solo in negativo. Certo, c’è la festa di Amatrice dove ero stata lo scorso anno e che quest’anno si terrà il 7 luglio, ma quando ero stata là mi ricordo di aver sentito parlare soprattutto di problemi, di un mestiere avviato verso il declino, pascoli abbandonati, sempre meno pastori… Qualcuno a volte dice che “capitano tutte e me” e non è vero che la gente sia così “maldisposta” verso i pastori. Ecco cosa scrive sulla sua pagina facebook l’amico Franco, parlando di un episodio che recentemente lo ha visto protagonista. Pensate ad una strada qualunque di quelle che percorrete quotidianamente… “Salvataggio di una pecora e spaccato del mondo d’oggi. Lungo la strada che congiunge Trana ad Avigliana. Una pecora decide di lasciare le compagne al pascolo nel campo e scavalcato in qualche modo il recinto percorre tranquillamente l’asfalto alla ricerca dei ciuffi che crescono ai bordi. Le vetture che la vedono anzichè rallentare strombazzano, la pecora si spaventa e attraversa in continuazione le corsie. Mi fermo metto i lampeggianti e faccio segno di rallentare alle vetture in arrivo, risultato pessimo. Passa un gruppo di ciclisti, il primo della fila grida a squarciagola “capraaaa” per avvisare quelli che lo seguono. E’ una pecora!! Raggiungo la casa più vicina, è una casa di contadini; sospiro di sollievo. Nessun campanello ma cinque cani, esce una signora molto anziana, avanza lentamente con l’aiuto di un bastone, le spiego il problema, mi fa un sorriso ed estrae dal grembiule d’altri tempi un nuovissimo cellulare con il quale avvisa il pastore che conosce bene. Torno a presidiare la pecora/capra e dopo due minuti netti arriva col suo fuoristrada il pastore che ringrazia e mette fine alle prodezze spericolate dell’animale. Due mondi a confronto……..

Già, proprio due mondi a confronto. Quello del pastore, che per diversi mesi all’anno si trova a condividere con altri gli spazi, solo che è normale veder sfrecciare un’auto ai 100 all’ora, mentre è strano (quando non fastidioso) che sulla stessa via transiti un gregge. Animali, questi sconosciuti… Mondo agricolo, sempre più lontano da noi. Facile andare a fare la spesa al supermercato, più complicato trovarci davanti quel mondo che è all’origine di ciò che acquistiamo in modo asettico, già preparato, solo più da cuocere e/o consumare. Al massimo va ancora bene vedere immagini bucoliche e pittoresche in TV, ma non sappiamo cosa fare / cosa farcene quando ce le troviamo davanti.

  1. In Francia è completamente diverso il rapporto degli animali con i cittadini. Noi siamo stati a S Remy per la xxx festa della transhumanza e c’era tantissimo pubblico proveniente dal nord della Francia per assistere alla sfilata di circa 3000 pecore. E’ una giornata di gran festa tra allevatori e gente comune che si trovano a trascorrere una giornata insieme. Specialmente i proprietari di quelle grandi greggi si prestano a far conoscere il proprio mestiere ed esserne orgogliosi e le amministrazioni locali sostengono tutte le iniziative.
    Le pecore che sfilano in una cittadina, con i loro belati, campanacci e accompagnate dai pastori vestiti in abiti tradizionali fanno da sole uno spettacolo ammirato da intenditori ( noi siamo stati meravigliati) e da tante persone e tanti bambini che il solo poter accarezzare un agnello dava gioia.
    Io mi ricordo qualche anno fa, si fece una sfilata con 500 pecore a Cuneo, per sensibilizzare i cittadini al problema predatori, al mese di novembre e i vigili erano indaffarati che non venissero calpestate le aiuole! Al mese di novembre!!!!!
    Pensare che una città come Marsiglia, con assoluta tranquillità a fatto sfilare 3 o 4 mila pecore….beh dobbiamo imparare sicuramente qualcosina: Gloria

    • hai proprio ragione, gloria… penso che, per chi abita come te a pochi km dal confine, pur in una valle dove fortunatamente c’è stato chi ha fatto molto per cercare di aiutare la pastorizia, spesso ci sia il pensiero che, se si vivesse dall’altra parte, tutto sarebbe diverso… o no?

  2. Anche se non siamo in Francia proprio oggi ho ricevuto i “quaderni” della regione Piemonte con in copertina la tua foto “Pascolo vagante invernale” che ha vinto il primo premio. Non ho ancora avuto il tempo di vedere se esiste un articolo collegato (Fienooo!!!!!) . Mi ha comnque fatto piacere vedere la tua foto su quella copertina. Ogni tanto una nota positiva non guasta, no? Buon pascolo a tutti, ciao

    • sì… però non basta mettere il pascolo vagante in copertina, bisognerebbe fare qualche vero intervento per normarlo, visto che aumentano i comuni con i divieti di pascolo, i pastori disonesti imperversano e quelli onesti ne pagano le conseguenze!
      buon fieno 🙂

      • In molti esercizi commerciali ci sono scritte del tipo “Per colpa di qualcuno, non si fa credito a nessuno”, stessa cosa dicasi per autovelox, punti sulla patente ecc: se non fosse sempre per i soliti che esagerano si vivrebbe tutti più serenamente. Ciao

  3. Sono stato alla festa della transumanza di Die, ben due volte. Sembra chissà cosa, poi in realtà sono due greggi che fanno una decina di kilometri insieme a 400 persone. L’ultimo anno non han nemmeno previsto da mangiare, quindi c’è stata molta meno gente. A Marsiglia, un “piccolo” evento all’interno di una kermesse di eventi pagati a debito pubblico, partecipanti non moltissimi (1000) anche per via del vento impossibile che c’è stato. Quindi. Quasi tutta “pubblicità” e poca sostanza. In media un pastore d’alpeggio in Francia guadagna 300 € al mese, quando un operaio d’allevamento “a valle” arriva anche a 1200 €, almeno queste sono le cifre leggendo e parlando con gli addetti ai lavori… quindi: attenzione dei media e del mondo della cultura, ma fotografia “grigia” della vita d’alpeggio. E poteri pubblici dalla parte dei pastori solo per ragioni militari, con la lotta al lupo approvata da alcuni prefetti in notturna, con armi da guerra, puntatori laser e visori notturni come ai soldati in Afghanistan. Invece di riformare l’economia agricola, tutta la colpa ai lupi terroristi, mentre sempre più caseifici dell’Ovest e dei Pirenei fanno formaggio di pecora e capra con latte in polvere che viene da Spagna e paesi dell’Est Europa.

    • caro medo, di sicuro queste kermesse restano tali, cioè uno spettacolo per il pubblico e la pastorizia vera è altra cosa. ritengo però che anche queste manifestazioni, se vi sono allevatori disponibili a “prestare” i loro animali a queste giornate pubbliche, siano positive per avvicinare la gente comune al mondo della pastorizia. ho avuto modo di vederlo per esempio alla “piccola” festa della transumanza che ho aiutato ad organizzare in quel di novalesa (piemonte).
      per le cifre, credo che tu ti sia sbagliato ed abbia dimenticato forse uno zero, per lo stipendio d’alpe.
      a me piacerebbe tanto che, dalla nostra attività imprenditoriale in proprio, riuscissimo a tirar fuori al netto 1.200€/mese, cosa che sulla media annuale non accade.
      sui poteri militari non mi pronuncio, ma la tua mi sembra una visione un po’ apocalittica 😉 ho contatti diretti con allevatori, pastori e persone che si occupano della tematica in francia ed il loro atteggiamento non mi è mai sembrato quello che descrivi tu.
      ci sono diversi pastori francesi su facebook e, dialogando con loro, si parla sì di problematiche comuni, ma anche di una maggiore attenzione per la categoria, ad un livello che in italia ce lo sognamo!
      infine, per le porcherie (anche dette frodi) alimentari, ahimè ce n’è per tutti e dappertutto… in una delle mie ultime brevi discese dall’alpe mi pare di aver sentito parlare di uno scandalo sul montasio, no?

  4. Marzia, la penso esattamente come te. Per quanto riguarda il mondo della pastorizia della Provenza, che conosco molto bene, ti assicuro che lo stipendio e nettamente superiore alla cifra sopra dichiarata. e lo stato francese riconosce il valore del mestiere del pastore, L’Ecole du Merle di Salon ne è il chiaro esempio dal 1932!!! Gloria

    • infatti… è quello che abbiamo sentito durante la visita all’Ecole. se lo stipendio fosse quello indicato nel commento, non ci sarebbero persone che “spendono” diversi mesi della loro vita per andare a frequentare un corso che li qualifichi a lavorare come pastore!

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