Seguendo il pastore alla fiera

Parlare di pastori in un film, far capire chi è il pastore oggi… ma bisognava anche mostrare un momento di festa e di condivisione. E’ vero che il mestiere implica pochi o pochissimi momenti di svago e di stacco, ma ci sono e allora… Eccoci a Bobbio Pellice per l’annuale Fiera della Pouià.

L’azienda Charbonnier ci ospita, dal momento che uno dei nostri protagonisti, Ivan, va a dare una mano all’amico Luca, detto Luchino. Parenti e amici si ritrovano al mattino davanti alla stalla per aiutare i padroni di casa, ma anche per vivere un momento di allegria. Prima, per chi ha animali a casa, i normali lavori quotidiani, magari alzandosi un po’ più presto. La sorella Katia (con il piccolo Luca nel marsupio) ed il cognato Omar a loro volta sono andati dall’amico Elvis.

Alla fiera partecipano solo gli allevatori di Bobbio, ma ci si scambia il “favore” in autunno, quando invece la fiera si tiene anche a Villar Pellice. Prima di attaccare le campane alle vacche, una rapida colazione in compagnia. Ci sono tanti bambini e bambine, figli di amici e parenti, ma anche coetanei delle bimbe dei padroni di casa. Qui in valle l’allevatore non è la mosca bianca, questo non è il lavoro degli ultimi!

Poi finalmente si attaccano i rudun, lavoro che spetta soprattutto agli uomini. Le donne pensano a tutto il resto, le bimbe chiedono che si preparino dei panini per quando si arriverà alla fiera, anche se poi ci sarà il pranzo tutti insieme, per festeggiare.

Wanda va in caseificio. Festa o non festa, bisogna lavorare il latte, anche se in questi due giorni un po’ particolari e caotici, il normale ordine delle cose è stato spesso sovvertito. C’è gente che va e che viene, chi passa per un saluto, chi chiede dov’è questo o quello, chi si informa su dove portare le auto, chi…

Finalmente il sole. Dopo giorni e giorni di maltempo, dopo un sabato di pioggia battente, con neve anche a bassa quota, per il mattino della fiera quasi inaspettatamente c’è cielo azzurro ed aria frizzante. Le montagne sono coperte da una spessa coltre di neve fresca, neve che ha impedito il verificarsi dell’ennesima alluvione. E’ impossibile non pensare agli eventi, anche tragici, che hanno segnato la valle negli anni scorsi. Magari toccherà aspettare qualche giorno in più per salire in alpeggio, ma nessuno ha sentito parlare di frane sulle piste di accesso alle baite in quota.

Adesso le vacche hanno i loro rudun e si potrebbe partire. “Bisogna andare giù fino al ponte sotto, hanno fatto mettere delle bancarelle davanti al ponte!”, sembra che ci sia un cambiamento imprevisto di percorso, ma dopo se ne comprenderà il motivo.

Il pastore accompagnerà l’amico fino alla fine della sfilata, poi dovrà andare dal suo gregge. Però quella sera la festa continuerà ed allora per un po’ ci si potrà dimenticare di tutte le lunghe, lunghissime giornate di lavoro senza possibilità di alcun svago. Manca poco alla salita in alpe e quindi per parecchi mesi saranno poche le occasioni di vedere gli amici, ancora meno quelle di fare festa!

Si parte, alcuni bambini davanti, poi Luca. Le vacche camminano in fila abbastanza ordinata. Come spiegherà più tardi il Sindaco, rispetto alla fiera autunnale, l’edizione primaverile vede un partecipazione di solo parte degli allevatori locali, dal momento che non tutti gli animali sono ancora abituati a spostamenti.

C’è anche un piccolo gregge, capre e qualche pecora, con un gruppo di pastori forse più numeroso ancora degli ovicaprini presenti. Ma questa non è una transumanza, questa è una grande festa allegra ed i bambini camminano con gioia, orgoglio e responsabilità.

Nel paese, a differenza di passate edizioni a cui avevo assistito, gli animali vengono fatti sfilare. Tutti devono partire dallo stesso posto e così le mandrie transitano in centro l’una dopo l’altra, senza doverle attendere troppo, garantendo così al pubblico uno spettacolo continuo e senza causare troppi disagi all’eventuale traffico automobilistico. Una delle mandrie sfoggia fiocchi rosa, in onore della bimba di Marika ed Elvis. Sono numerose, quest’anno, le giovanissime neo-mamme…

Daniela e Franco sfilano con una mandria sempre più grigia, grazie alle vacche di razza Grigia, su cui stanno puntando (con soddisfazione) in questi anni. Animali di taglia non esagerata, adatti alla montagna, buone produttrici di latte.

Quanti paesi hanno un assessore all’agricoltura che è anche allevatore e margaro? Pierclaudio conduce le sue Barà fino all’altro capo del paese, nei prati dove tutte le mandrie rimarranno a pascolare durante il pranzo.

E’ poi anche la volta di Luchino e degli amici che avevamo incontrato al mattino. Non ho contato i gruppi che stanno sfilando, ma c’è da riflettere su quanti siano gli allevatori (e relativi animali) in un Comune così piccolo come Bobbio!

Le facce conosciute sono tante e, nella maggior parte dei casi, sono i giovani (che conosciamo ancor meglio!) a guidare la sfilata, ma anche ad avere parte attiva nella conduzione dell’azienda. Ecco qui Deborah, con la cavalla che, se non ricordo male, si chiama Pioggia.

Intervistiamo il Sindaco, Patrizia Geymonat, che parla proprio della grande importanza del settore nell’economia e nella società del Comune, cosa che fa sì che ci si impegni, nonostante il momento difficile, a realizzare le due fiere annuali. “Non premiamo nessuno, né allevatori, né animali. Vuol proprio solo essere un momento di festa.” Si parla anche dell’impegno per aiutare concretamente gli uomini e le donne che lavorano ed abitano in alpe: “Abbiamo fatto la scelta di dare la precedenza agli allevatori locali. Così si cerca di tenere i prezzi di affitto più equi possibili, evitando quei fenomeni di speculazione che accadono altrove. Siamo un comune molto vasto come territorio, l’età media di chi sale in alpeggio dev’essere sotto i quarant’anni, ci sono coppie giovanissime con bambini piccoli, quest’anno. Sarebbero necessari due interventi importanti, quello della realizzazione della strada per l’alpe Crosenna, complesso per ragioni di territorio, e la sistemazione delle strutture all’Alpe Giulian. Purtroppo, se il bando regionale per la viabilità ed infrastrutture è già aperto, per quello relativo alle baite non ancora. Cercheremo di fare un lavoro in economia…”.

Da qualche anno, una presenza fissa della Fiera è l’amico Silvio d’le cioche con le sue campane, per l’appunto! Davanti alla sua bancarella si fermano gli appassionati, chi per un acquisto, chi semplicemente per una chiacchierata ed uno scambio di notizie. Purtroppo vengo a sapere che è stata “rifiutato” lo spazio ad un amico espositore che sarebbe venuto da un’altra regione con i suoi prodotti strettamente legati alla pastorizia… Lo spazio dedicato al mercato non avrebbe avuto che da arricchirsi con uno stand del genere, anche a costo di avere una bancarella in meno di prodotti made in China…

Soprattutto vacche, alla fiera di Bobbio, ma ci sono anche due greggi, tra cui quello dei Durand Canton. L’anziano pastore non molla! Da anni si parla di venderle, ma lui sostiene che ciò non si farà, fin quando sarà in grado di occuparsene, anche in alpeggio (e le primavere sono già più di ottanta…).

Foto di gruppo per gli amici che abbiamo accompagnato e filmato (ma anche il resto della sfilata è stato oggetto di riprese), poi Ivan ci saluta e va dalle sue pecore. Per gli altri si avvicina l’ora del pranzo, anche se bene o male sono ancora tutti accanto agli animali.

Queste giornate, oltre ad essere momenti di gioia in cui si incontrano tanti amici, sono anche occasioni per vedere come il mestiere di pastore e margaro ha ancora un futuro, rappresentato soprattutto dalle giovani… e giovanissime generazioni!

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  1. bellissimo
    da piccolo ero anch’io come il bimbo della foto, poi ho cambiato mestiere:
    ora, a 55 anni, la voglia di tornare alle origini si fa sempre più forte:
    Per intanto ho ripreso contatto aiutando un giovane coltivatore, poi, se i prossimi ministri del lavoro ( che non c’è ) non mi alungheranno ancora la pena da scontare ( e l’unico caso in cui ti appioppano anni in più, neanche a chi si becca un ergastolo succede questo) potrò finalmente tornare a fare quello che mi dà soddisfazione.
    non mollate
    ciao

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