Nonostante la stagione fosse in ritardo…

Una stagione tardiva, eppure il gregge è già in quota. Lo sapete, è impossibile per i pastori fare previsioni. A volte, oltre ai “semplici” fattori naturali legati al clima ed alla vegetazione, ci si mettono tante altre cose, ultima delle quali anche la salute (già, il pastore pensa sempre prima ai suoi animali e poi a se stesso…).

Dov’è più “facile” fare la convalescenza? In montagna! Niente reti da tirare, a parte quelle del recinto, niente spostamenti lungo le strade, tra auto impazienti e diserbanti, pochi confini da rispettare, o comunque sicuramente meno impegnativi di orti, vigneti, frutteti e campi coltivati. Ma l’erba? Ce n’è già di pascolo in quota? Giù, in pianura, l’erba è letteralmente esplosa con il sole dopo le piogge prolungate. Adesso tutti vorrebbero che il gregge “pulisse” i loro prati, i loro incolti, e invece il gregge è già via, sui monti.

Certo, l’erba è bassa, e sopra i 1500 metri anche nei versanti esposti a sud predomina il colore marrone, con solo i primi accenni di verde, ma a quote inferiori c’è una bella erba tenera, adatta ad essere pascolata ora. Gli anziani raccontano che, una volta, si era soliti “metter su” le pecore, incustodite, anche molto presto ad inizio stagione, un mese o anche prima della salita delle vacche. Così il gregge “puliva” tutto, pascolando anche quelle erbe dure che vacche, ma anche capre e pecore, più avanti avrebbero rifiutato.

Si sta bene in queste splendide giornate di sole. Anzi, nel recinto al mattino le pecore già si “mettono a barun” come nelle giornate più calde. Ovviamente in alto c’è ancora neve ed è giusto che sia così. Però purtroppo le previsioni meteo annunciano che il sole durerà ben poco e si attendono giornate di pioggia anche piuttosto intensa. Probabilmente a quote maggiori nevicherà ancora.

Per il momento però il sole scalda la terra e l’aria, la neve scioglie ed i torrenti scorrono fragorosi, niente a che vedere con la drammatica siccità della scorsa estate. La montagna è ancora quasi deserta, da queste parti non c’è ancora nessun altro gregge o mandria. Passa qualche escursionista e diversi ciclisti, scambiando un frettoloso saluto e rivolgendo uno sguardo sospettoso ai cani.

In queste belle giornate di sole c’è anche modo di vedere come si stanno ambientando i due cuccioli, futuri guardiani del gregge. L’inserimento è stato graduale, ma sembrano aver vinto l’iniziale timore nei confronti del gregge. Specialmente la femmina si aggira qua e là sorvegliando il gregge, la vedi comparire e sparire di tanto in tanto, la senti abbaiare quando arriva un intruso, sia esso cane o ciclista.

E così quest’anno la stagione d’alpeggio è iniziata prima. Viene quasi da chiedersi perchè non si salisse in questo periodo anche gli anni prima, visto che qui si sta tanto meglio, ci sono meno preoccupazioni e non si patisce il caldo, cosa che invece molto spesso accade nel mese di maggio, con le pecore che ansimano e non ne vogliono sapere di pascolare fino al tardo pomeriggio. “Giù devo accontentare tutti i padroni dei prati, quest’anno ho telefonato per scusarmi e spiegare la situazione, dire perchè me ne andavo senza mangiare la loro erba…“. Qualcuno si è lamentato, altri hanno capito, soprattutto se in passato hanno avuto analoghi problemi di salute. “Riguardati, non fare sforzi!“, hanno detto al pastore.

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  1. puoi star certa che pioverà parecchio !…….c’è la fiera della pouià a bobbio il 19…… vi auguro di rimettervi in forze al più presto. auguri

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