Quando uno non sa

Ecco l’ennesimo caso di “incomprensione”, definiamola così. Non molto tempo fa abbiamo applaudito alle pecore nei parchi di Torino ed oggi, ancora una volta, assistiamo all’indignazione di chi ha visto una scena che non ha compreso e che, quindi, parla male dei pastori e della pastorizia.

Cristiana mi segnala che, su “La Stampa”, oggi è comparsa questa lettera (copio e riporto integralmente):

Una lettrice scrive:  

«Al parco Colletta ci sono le pecore. Mentre il gregge rientra, tra le ultime, c’è una pecora che zoppica con il suo agnello a fianco. Uno dei due pastori prende la pecora per un zampa, trascinandola. L’altro prende l’agnello. La pecora cerca di liberarsi dalla presa, ma viene spinta su di una jeep. Viene buttato all’interno anche l’agnello. La pecora bela disperatamente e “senti” la sua paura e la paura del suo agnello».  

«Non voglio parlare di quella che, quasi sicuramente, era la loro destinazione né se sia giusto mangiare carne oppure no.. ma dell’assoluta indifferenza e della sordità del cuore per il dolore fisico e la paura delle due pecore. 

«Dovremmo imparare a rispettare la vita di esseri diversi da noi e aprire il nostro cuore in un modo diverso, e domandarci se alcuni nostri simili non vivano in realtà tra il dolore e la paura, come le due pecore. Spero che il Comune non paghi con le mie tasse questi due signori». 

SABRINA

Ovviamente si va subito a pensar male. Dal momento che invece la pecora aveva accanto l’agnello, io credo che le cose siano andate diversamente. Se la pecora zoppicava vistosamente, era impossibilitata a tenere il ritmo del gregge negli spostamenti e quindi può darsi che i pastori l’abbiamo portata in cascina o in un pascolo dove magari ci sono altri animali, da cui non deve spostarsi quotidianamente. Per quello che riguarda poi il modo di “catturare” una pecora, il modo giusto di farlo è appunto quello di prenderla per la zampa posteriore, altrimenti (data la forza dell’animale) non ci sarebbe quasi modo di riuscire a spostarla. Addirittura esiste un apposito attrezzo, venduto nei negozi specializzati, consistente in un bastone con un’estremità arrotondata e sagomata che serve per catturare l’animale prendendolo per la zampa. Ovvio che il tutto è questione di pochi attimi, il tempo di prenderlo e fare quel che si deve (medicarlo, oppure caricarlo su di un mezzo).

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  1. Il bastone che descrivi è quello che, un po’ più bello e luccicante, usano anche i Vescovi! 🙂

    Certo che a volte è la comunicazione che manca, non sapevo di questo modo di “catturare” le pecore. Forse la signora invece di essere indignata e pensare chissà che doveva parlare ai pastori e i pastori si sarebbero spiegati! 🙂

    Ciao. Fior

  2. Cara “blacksheep” grazie anche io sono stanco, ma non di lavorare e vorrei aiutarci con queste parole nella ricerca di comprensione.

    Ho letto questa triste storia umana di città vissuta con gli occhi di Sabrina.

    Premesso che sono un allevatore separato dal suo branco penso, comunque, che chi decide di vivere con gli animali, nella maggior parte dei casi lo fa con rispetto e dedizione e molto più spesso di quanto gli altri si accorgano; con AMORE.
    Credo nei
    “dialoghi di altri mondi esistenti ”
    credo nella

    ricchezza della diversità e la necessità di ascolto fra le culture e le generazioni

    credo alla

    ricerca dei punti di connessione da mettere in fase

    Gli esseri umani, gli animali e le piante sono tutte parti inseparabili della natura. Noi siamo NELLA natura – non fuori o sopra di essa. Tutte le nostre specie sono reciprocamente connesse, così come con il pianeta, e dipendono indirettamente l’una dall’altra per la sopravvivenza.

    L’impatto fisico dell’umanità sul Mondo è ora tanto grande che dobbiamo fare uso di saggezza e responsabilità. Dobbiamo considerare i bisogni di tutte le specie e dell’ambiente, così come i nostri, in ogni decisione.

    Quasi tutti i giorni mi trovo ad assistere a questa lotta intestina, l’allevatore si prodiga per il benessere dei pascoli che sfamano i suoi animali che a loro volta offrono prodotti primari per i suoi simili.

    Solo spiegando a “Sabrina” cosa ci spinge a non conoscere festività, maltempo, malattia, tristezze, sacrifici non solo economici forse riusciremo a riconquistare reciproca fiducia.

    Ti prego rispondi a Sabrina anche a nome di tutti coloro che adesso sono impegnati in una fienagione quest’anno veramente difficile e che non hanno il tempo di farlo.

    Grazie Luca

    • Quanta ignoranza e supponenza. E’ per questo che non bisognerebbe cessare mai di comunicare, informare, discutere… e sperare che dall’altra parte ci sia qualcuno disposto ad ascoltare e capire!!

      • Rileggendo i nostri commenti penso che dobbiamo avviare una comunicazione previlegiata con chi non vivendo le nostre dinamiche, ad esempio non PUO’ capire che esistono realtà distanti anni luce pur essendo tutte considerate “zootecniche”.
        Perchè non iniziamo a spiegare che un “ingrassatore” che compra i vitelli in francia e poi magari li trasporta a grosseto, li ingrassa e li rivende alla GDO macellati non PUO’ essere considerato “allevatore”, gli impatti sanitari, ecc ecc ecc sono completamente diversi da un’allevatore che percorre la via della linea vacca-vitello allo stato brado!
        La normativa ci chiude tutti nella stessa stanza, il pubblico non capisce e l’allarmismo mediatico impera solo quando un pastore cerca di salvare una pecora zoppa!
        A tutti poco importa se i cavalli finiscono nei tortellini, lo sanno tutti da sempre e nessuno FA nulla.
        Potrebbe essere utile iniziare a spiegarci, aprire il nostro mondo di allevatori a “ciclo chiuso” , non produciamo rifiuti, abbiamo bassi impatti sanitari, manteniamo i paesaggi, consumiamo meno co2 di tutte le altre attività agricole….. MA LO VOGLIAMO DIRE al MONDO in modo comprensibile!

        Credo che queste tue pagine potrebbero essere una meravigliosa “fucina” !

        Buon fine settimana a tutti!

        p.s. qui il fieno trapassa, tutti i giorni piove, poco ma piove, per i nostri animali si prospetta un inverno “duro” da masticare e di scarsa qualità alimentare….. cerchiamo una strada per prevenire lo scontro con il dialogo. Grazie ciao

      • qui il fieno nemmeno lo hanno tagliato…

        quello che dici tu e sacrosanto, ma perchè non interessa apparentemente a nessuno, a parte noi addetti ai lavori? piace di più denunciare (la stalla lagher, l’allevatore mentecatto…) o far vedere aziende da mulino bianco. sono rari i casi di vera informazione e anche quelli restano limitati alle trasmissioni/riviste/articoli di settore

      • Appunto dato che poi sulle riviste di settore trovo spesso ingrassatori che “amano” gli animali, iniziamo a lavorarci su, ti giuro non so come ma sento che è un nostro dovere ETICO. Quel che fai è già molto di + di quanto si sia fatto in passato, adesso si tratta di essere + coesi e far risuonare l’eco in valle! Grazie

        Forza oggi il sole splende!

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