Precisazione dovuta

Come vedete sono molto poco presente in questi giorni e forse lo sarò ancor meno nelle prossime settimane per “questioni di forza maggiore”.

Sarebbe però già stata necessaria una precisazione l’altro giorno, quando è uscito questo articolo su La Stampa. Il giornalista, che mi aveva intervistata il giorno precedente, mi aveva contattata in merito alla segnalazione del mio libro “Di questo lavoro mi piace tutto” al Premio ITAS a Trento. L’articolo doveva quindi essere solo relativo all’opera, ma ovviamente era più gradevole arricchire il pezzo con un po’ di colore.

Peccato che le tonalità scelte non siano quelle reali… E’ vero che il mio compagno è un pastore, è vero che lo aiuto come e quando posso, è vero che in questi giorni è convalescente e pertanto per lui è impossibile occuparsi del gregge… Ma ho detto al giornalista Gianni Giacomino che non mi disturbava affatto con la sua telefonata, in quanto ero a casa per assistere Claudio. Da dov’è uscita la cosa che ero al pascolo al posto suo????? Oltre ad essere falso, oltre a non averlo mai detto, oltre al fatto che non ne sarei in grado, la cosa è “offensiva” per chi in realtà in questi giorni ci sta aiutando con la gestione del gregge, cioè il socio di Claudio, parenti ed amici.

Completamente di fantasia anche la frase conclusiva, dato che in alpeggio saliremo molto presto e, meteo e pascoli permettendo, ci fermeremo cinque mesi. Quella che farà la pendolare causa impegni sono io, mentre i pastori scenderanno solo quando lo faranno anche le pecore…

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  1. Il tuo lavoro per ri-dare dignità alle attività agro-pastorali è ben fatto, purtoppo come possiamo notare dall’articolo di Gianni Giacomino chi lavora con gli animali sembra che lo fà per “folklore”.
    Di quale “rinascita” parla, qui in Toscana tutti i vecchi “bifolchi” abbandonano, i giovani vengono stroncati dall’immane fatica fisica quotidiana e assillati da una burocrazia miope e ritorsiva.
    Grazie per il tuo impegno “sincero”, auguri al tuo compagno e agli amici che “ci” aiutano senza i quali spesso non sarebbe possibile andare avanti. Luca

  2. Non arrabiarti per cosi’ poco chi ti conosce e i veri amici nn si arrabbiano di certo ,purtroppo i giornalisti sono come i politici,piu’ parole dicono o scrivono piu ‘confondono le idee e raccontano balle piu’ la gente li ascolta .

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