Anni fa mi sono deciso a far rivivere le stalle…

Ogni tanto qualcuno mi chiede: “Come faccio per comparire sul blog?“. Semplice, scrivetemi e raccontatemi la vostra storia, mandatemi foto dei vostri animali, oppure chiedetemi di mandarvi delle domande a cui risponderete. Ovviamente, se non vi incontro di persona, non posso sapere se corrispondono a verità… ma io mi auguro sempre di sì! Recentemente ho saputo che una storia che avevo pubblicato su queste pagine ha avuto un finale inatteso, meno bello di quello che sembrava, e mi dispiace… Veniamo però a parlare di Gabriele.

Eccomi qui a raccontarti la mia storia, nella speranza che anche io possa dare a te e ai lettori un nutrito contributo alle nostre passioni. Come ti avevo detto sono un giovane ragazzo lodigiano, prima agricoltore e poi insegnante di lettere che ha sempre coltivato fin dalla più giovane età queste due passioni.
Provengo da una famiglia di insegnanti, anche se le origini sono contadine: infatti i nonni hanno sempre coltivato e allevato bovini da latte. La mia infanzia è passata sempre verso un incontenibile interesse verso gli animali più che la terra. Ho però anche studiato sempre perchè sono convinto che l’istruzione serve sempre. Ho fatto il liceo e dopo ho sentito che la facoltà di lettere era la mia strada. Appassionato di sia lettere classiche che moderne ho sempre anteposto gli studi a tutto. Ma ho sempre coltivato la mia seconda passione: l’allevamento.
Dopo l’università mi sono interessato della mia azienda agricola e diciamo che è stata veramente dura: la burocrazia in Italia è il mostro peggiore che credo, se non si abbia una passione innata, farebbe perdere ogni interesse…insomma avrei lasciato questa strada credo.

Invece con tanto impegno sono riuscito a sistemare esteriormente le strutture, la casa e anni fa mi sono deciso a far rivivere le stalle.
Ho deciso però di puntare su un piccolo allevamento di bovini autoctoni (brune alpine, grigio alpine, rendene, pontremolesi, varzesi e savoiarde), con duplice attitudine, e dedicarmi alla produzione di formaggi.


Ho però deciso di produrre formaggi di qualità sfruttando una bella amicizia con un ragazzo che abita a Ponte di Legno e che da generazioni produce un formaggio a mio avviso buonissimo: il Silter. Allora ho cominciato a spostare nel periodo estivo i miei bovini sulle montagne di Ponte di Legno e produrre formaggi d’alpeggio.

Ho sempre amato la montagna e sono sempre stato a contatto con animali. Passavo intere giornate nelle malghe e mi sono sempre letto ogni libro o articolo sui pastori e le loro tradizioni. Penso di avere esaurito le letture!
Dicevo che ho studiato lettere e come ti avevo spiegato alla mattina insegno (in un istituto tecnico a Lodi città). Il mio lavoro mattutino mi permette di gestirmi soprattutto nei periodi invernali. Ho un grande aiuto in azienda: è un signore che ha sempre lavorato in campagna e che mi aiuta nella gestione della stalla. Di lui ho sempre ammirato il suo sapere  “naturale”, frutto di anni di esperienza. Siamo molto attenti agli animali e, credimi, nasce un feeling con loro che a volte stupisce fin me.


MI hai chiesto perchè non ho fatto l’allevatore a tempo pieno… Penso che mi sarebbe mancato il mio fedele libro. Io a scuola cerco di trasmettere tutto ciò che con fatica ho imparato. Ed è la sensazione più bella vedere che i ragazzi imparino ciò che gli trasmettiamo. Il nostro lavoro, indipendentemente dalle solite frasi costruite, è molto importante per una generazione che ha bisogno più che mai di essere guidata….
E io cerco sempre di inserire dei collegamenti con la vita rurale, con la vita a contatto con gli animali. La letteratura mi permette di fare molti collegamenti in merito… e credimi che loro rimangono molto affascinati… Anche se non diventeranno pastori io credo sia utile insegnare a loro un mondo che ormai è diventato cosi lontano dal vivere comune ma che consegna ancora tante emozioni a chi ne fa parte.

E arriviamo ai miei pavoni. Come ti ho detto il mio sito, http://www.cascinadeipavoni.it, fa riferimento a questi animali. Ne ho una settantina di tutte le qualità anche quelli bianchi. Nella mia azienda ci sono sempre stati fin dai tempi dei miei avi. E io ho voluto portare avanti questa tradizione. Diciamo che per me sono sacri. Spero che tu un giorno possa venire a vedere le loro bellissime code.

Aprile è arrivato e anche se la primavera si lascia molto desiderare gli animali già sentono il profumo dell’erba… e non vedo l’ora di potergli mettere i campanacci e farle pascolare sui prati verdi di montagna.
Ho molti progetti per il futuro: so che ci saranno tante difficoltà, ma spero di realizzarli presto… Sto per avere il marchio biologico dei miei formaggi. Io penso sia una strada per il futuro…

E ora la domanda più difficile che mi hai fatto: se è più difficile fare l’insegnante o il pastore; penso che la risposta più spontanea e anche la più vera sia questa: se ciò che si fa viene dal cuore e si ha tanta passione ogni difficoltà scompare. MA se dovessi obbligatoriamente scegliere direi che è più difficile fare l’insegnante. Oggi insegnare è dura e il mondo sta davvero cambiando.”

(Tutte le foto sono tratte dal sito dell’Azienda agricola Bordonazza)

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