Sarebbe meglio lasciar correre, ma…

Il pastore fa il suo lavoro, ma intorno a lui il mondo cambia. Oggi anche molti pastori, pur isolati per “necessità” (non c’è tempo per fare molto altro, a parte badare al gregge), hanno preso dimestichezza con le nuove tecnologie o hanno amici e parenti che vanno a trovarli mostrando loro immagini, video, articoli presenti in rete. In questi ultimi anni però, anche senza navigare in internet, capita che il pastore si trovi davanti, mentre sta guidando, un cartellone pubblicitario di grosse dimensioni che lo riguarda.

E’ vero, c’è chi mi dice di non prendermela, di lasciar correre, di non dare ulteriore spazio a queste “campagne”, ma questo blog è nato con lo scopo di far conoscere il mondo della pastorizia e quindi come si fa a non replicare a chi lo infanga con tonnellate di falsità, luoghi comuni, menzogne? Come si fa a non replicare a chi addirittura istiga a commettere atti criminali? Non sto esagerando, quelli che esagerano sono gli esaltati che lasciano le loro tracce in rete, con tanto di nomi e cognomi. Saranno una minoranza sul totale della popolazione, saranno solo una parte rispetto a chi fa la scelta di non cibarsi di carne per vari motivi (etica, salute, ecc.), ma come si fa a stare zitti quando addirittura ti mandano messaggi in cui ti augurano di morire (sgozzata come un agnello o persino di salmonella, visto che mangio la mia insalata concimata con il letame della stalla delle mie capre)?

Sia ben chiaro, io non ce l’ho con chi ha fatto una scelta, ma non posso tollerare  la vista di queste immagini senza senso. Quante volte avete visto su queste pagine agnelli e capretti con poche ore, addirittura pochi istanti di vita! Dovevo forse dire esplicitamente che il pastore fa il suo mestiere per viverci? “Li vendono per lucro!“, questo è un commento che ho letto stamane. Ma no? L’altro giorno ho scritto che mi capita di sorprendermi per certe idee che la gente ha della pastorizia, ma che si allevasse come lavoro era abbastanza scontato. Forse è necessario ribadire anche che il formaggio si fa solo mungendo l’animale femmina dopo che questo ha partorito. La lattazione ha un suo ciclo e va scemando, quindi per avere di nuovo latte serve una nuova fecondazione ed un nuovo parto (non è che, aperto il rubinetto, questo abbia un flusso continuo per sempre!). E agnelli, capretti, vitelli? Saranno maschi e femmine, in percentuale diversa, senza che nessuno lo possa comandare a piacimento.

In questi giorni ho aiutato Sonia de “Il pasto nudo” a scrivere un articolo su questo tema. Lo trovate qui. Sonia mi ha fatto mille domande, le domande giuste di chi si pone degli interrogativi concreti che vanno oltre gli slogan delle campagne contro “la strage pasquale”. Sonia tiene un blog di “cucina consapevole”, dice di essere una cittadina che sta in campagna, sa di non sapere e quindi si informa. Nel suo caso poi veicola quanto appreso al suo pubblico e quindi mi ha fatto particolarmente piacere essere interpellata e poterla aiutare, sempre in nome della corretta informazione. Per esempio spiegare che non si mangiano questi “cuccioli”… (E poi perchè insistere sul cucciolo? Ha un nome, agnello! Capretto! Perchè i bambini non li chiamiamo allora tutti poppanti??).

Ma soprattutto dire come funziona l’allevamento, perchè allevare tutti quei capretti carini e simpatici è contro natura, nel senso che in natura gli ungulati selvatici si regolano da soli e, in un gregge domestico, è impensabile avere 5, 10, 15 esemplari adulti del genere!! Si alleva da sempre, l’uomo è stato prima cacciatore, poi allevatore, ma l’evoluzione ha portato da una parte all’allevamento intensivo, dall’altra è rimasta quasi ferma alla pastorizia nomade o comunque ad un allevamento estensivo dove fieno ed erba sono i foraggi principali.

Per scrivere questo post mi sono messa a fare un po’ di ricerche on-line su quello che viene detto e scritto da coloro che propagandano il NO al consumo di agnelli e capretti a Pasqua. Ce n’è per tutti i gusti, specialmente in quest’epoca di comunicazione globale dove, tra blog, facebook, twitter e chi più ne ha, più ne metta, ciascuno può permettersi di dire qualunque cosa, vera o falsa che sia, trovando subito un folto seguito di gente che lo osanna o lo attacca duramente. Ci sono poi quelli che nemmeno ti lasciano lo spazio per ribattere, quindi ti prendi la “notizia” e te la tieni.

Io mi sono messa a scrivere questo post, nonostante tutto, quando mi hanno segnalato una pagina facebook che portava questo titolo “Gli allevatori ringraziano di cuore gli animalisti”, di una certa Barbara Vegana ecc ecc (dal suo profilo risulta essere un’…insegnante!!!). Non lo trovate più on-line, perchè, dopo averle scritto un messaggio e non aver avuto risposta, ho segnalato all’amministrazione di facebook un duplice problema ed hanno ritenuto opportuno chiudere la pagina. La signora infatti, per illustrare il suo pezzo, aveva usato una foto di questo blog! In quanto a contenuto… Insomma, si criticavano le iniziative di “adozione” degli agnelli pasquali, perchè queste danno profitto agli allevatori! “Chi ci guadagnerà saranno coloro che il prossimo anno ne alleveranno il doppio, il triplo, incastrandoci in un circolo vizioso simile a quello dell’usura! più se ne comprano oggi più se ne allevano domani. Come dire che l’agnello comprato oggi genererà la sofferenza di almeno tre suoi simili domani. Comprando agnelli si genererà anche la convinzione che tutto si compra, anche la vita“. E poi più avanti spiega a quale iniziativa faceva riferimento: “In questo articolo viene osannato l’operato di un signore che ha lanciato una campagna di acquisti di agnelli su facebook che ha raccolto ben 1000 euro da versare direttamente agli allevatori degli agnelli comprati nel numero di 10 e che ha visto la partecipazione di 30000 persone. http://www.facebook.com/photo.php?fbid=446848585384297&set=a.422859051116584.95107.422830654452757&type=1&theater La zona interessata da questa campagna acquisti è il biellese, nota per gli allevamenti di malgari, per la produzione di bovini, ovini e caprini, nota per la produzione della lana, dei formaggi e del latte. Chi ne uscirà davvero soddisfatto e vincitore saranno proprio loro, gli allevatori, felici che ci siano gli “animalisti” a risollevare le loro sorti, visto che negli ultimi anni stavano scomparendo……..” Vi risparmio il resto… Comunque, i suoi lettori si erano scatenati a tal punto che il tono era diventato questo: ” la vita NON si compra, ma solo si LIBERA” e si istigava ad andare a rubare (sic!) gli agnelli per poi liberarli in natura!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Visto che loro parlano di cuccioli, ve li immaginate questi terroristi esaltati che vanno a prendere agnelli di pochi giorni per “liberarli” nei prati, condannandoli davvero ad una morte di stenti, senza latte, senza calore materno… Ma anche quelli che vogliono “adottare” gli agnelli non hanno le idee ben chiare (questo almeno si documenta su di un sito adatto). Tra l’altro, quello nella foto, piccolissimo per essere un agnello, è in realtà un cane! Mi domando chi le paga, queste campagne, e se l’affissione di questi manifesti è regolare. Perchè poi le istituzioni (ministero dell’agricoltura) non si adoperano, specialmente nel periodo pasquale, per sostenere la carne italiana?

Che dire ancora? Non mi resta che, per l’ennesima volta, invitarvi a consumare meno carne “qualunque” e più carne genuina, allevata in modo “sostenibile”, così come sono gli animali portati al pascolo. Appurato che comunque non è un agnellino di 3-4 giorni di vita a finire in tavola, ricercate proprio l’agnello pesante, ITALIANO, che oltretutto ha una carne migliore e, nel rapporto quantità di carne/peso è maggiormente a vostro favore. Non volete mangiare carne? Consumate altri cibi, ma smettetela di dire falsità sul mestiere dell’allevatore! E, più in generale, informatevi bene su quello che mettete nel piatto, perchè io sono felice di affiancare un’insalata dell’orto alla bistecca, insalata cresciuta grazie al letame tolto dalla nostra stalla e non a concimi chimici! Si potrebbe andare avanti per ore, giorni, a disquisire su questi argomenti, ma non sono io la persona adatta, ve ne sono di ben più ferrate di me. Per quello che mi riguarda, io sarò ben contenta di rispondere a tutte le vostre domande su quali animali vengono venduti al macello, ampliando e andando nei dettagli dei singoli argomenti toccati da Sonia. E comunque, alla fine, buon appetito a tutti! State sereni, che i troppi pensieri e l’astio rovinano la digestione!

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  1. Oh, Marzia… Sono stata io a diffondere l’articolo di cui parli in quanto una mia amica l’aveva segnalato come positivo su fb. (Sì, ho un sacco di followers vegani…). Hai letto “Se niente importa” di Foer? Beh, è la bibbia dei vegani, è un libro molto bello, parla di cose vere e veramente raccapriccianti riguardo all’allevamento intensivo. E lo sai come finisce? Non con “siate vegani”, bensì con “cercate prodotti di origine animale eticamente sostenibili”. Solo che si vede che la gente quella pagina non la legge. Te lo consiglio comunque.
    Questo per dirti che ognuno ha la sua etica, io per esempio NON COMPRO CARNE, perchè non mi fido nè degli allevatori nè dei macellai, mangio solo la carne che produco e caccio io. Ma mica vado a rompere le balle agli altri!!!
    Faccio informazione, come te, scrivo che nessuno macella dei neonati e tanto meno li sgozza. E che invece di dire cose false e senza senso venissero a visitare il mio allevamento, a vedere come tengo le mie pecore, libere e felici, protette dai predatori, grasse e sorridenti, vengano pure a vedere come macello i miei agnelli grandi abbastanza che la madre non li cerchi più, mentre mangiano che nemmeno se ne accorgono. E poi decidano.

  2. “Le vie del Signore sono infinite”… QUALCUNO scrive.
    Chi si preclude le strade della conoscenza, non le potrà mai percorrere. io scrivo.
    Il riassunto di tutto è:
    “Le tradizioni devono poter sopravvivere, al meglio”.
    Le mode passano come acqua sotto ai ponti. Le tradizioni rimangono.
    Nel RISPETTO di tutti.
    Lunga vita agli allevatori.
    BUONA PASQUA a TUTTI….con l’agnello nel piatto o no!
    …a me l’agnello piace….anche dopo un lungo inverno. mi piacerà sempre!

  3. Sono convinto che il buon senso debba prevalere, in questa società fatta di estremismi. Dove, spesso, si guarda al dettaglio e si perde di vista l’integrità. La ricerca della “notiziabilità” nasconde il germe del fanatismo che è l’alimentatore dell’ignoranza. E più siamo ignoranti, più saremo incapaci di pensare, riflettere, ragionare con la nostra testa. Forse per questo ci sono correnti che vagano in una direzione, oggi, per sceglierne un’altra domani. Il rispetto per gli animali deve esserci “realmente”… a cominciare dall’etica e dalla sostenibilità.

  4. Parole sacrosante, e finalmente un po’ di buonsenso.
    Anni fa ho lavorato nel settore dell’allevamento, sia pure solo come addetta stampa, e la mia decisione di acquistare proteine (uova, latte, formaggi, carne, pesce) di origine controllata e nazionale, con filiera ben tracciabile e possibilmente da piccoli proprietari locali, nasce da lì.
    Non mangerò l’agnello a Pasqua semplicemente perchè non mi piace, ma bisogna rendersi conto che tante vite non verrebbero neppure al mondo se non fossero destinate alla macellazione o a una qualche forma di sfruttamento … come le verdure del resto, mica pianto le zucchine per coccolarle …

  5. Io resto della mia idea: gli ovicaprini sono allevati meglio (con allevamenti non intensivi)delle vacche e dei suini e se proprio a pasqua volessi mi mangerei un capretto (cosa che non farò per motivi di alimentazione) anch’io sono scocciata di questa campagna, proprio perchè un po’ di cultura in merito ce l’ho e , sopratutto ho un cervello sano che ragiona. Ti appoggio, per quanto questo possa valere.

  6. Concordo con la gitana
    ho visto proprio oggi un altro articolo ridicolo su libero che condanna l’ acquisto di agnelli nel periodo pasquale
    quanta ipocrisia!

  7. Non sono vegana, non sono vegetariana, sono onnivora.
    E dopo aver letto il tuo articolo, sebbene non sia una grande amante di agnello e capretto, mi sento finalemente meno in colpa e diversa quando mangio carne.
    Penso che come hai ben scritto è meglio poca ma buona ed acquistata da persone che sanno fare bene il loro lavoro.. esattamente come si dovrebbe scegliere frutta o verdura!
    Grazie è stato un articolo che ho trovato molto illuminante, secondo me lo stare bene sta sempre nel mezzo.. nell’equilibrio.
    Ciao, Laura

      • no, secondo il tuo.

        Ci nutriamo di carne da millenni, prima tramite la caccia, poi tramite l’allevamento, la carne è per noi un alimento essenziale, quindi chi ci vede qualcosa di male fa bene a pensarci un po’ su.

        Se poi volessimo, anche chi mangia verdura è un killer, non è che le piante sono esseri privi di vita, per mangiarli li uccidi, e non solo, per mangiare vegetali contribuisci ad uccidere animali.

  8. ciao Marzia,
    ti leggo spesso, e oggi sono venuta a cercare “l’altra campana” proprio perché mi avevano veramente turbata le tante campagne anti agnello pasquale che si vedono in questo periodo. Grazie per aver spiegato alcune cose importanti. Sul Corriere della Sera online c’è un video sulla macellazione di agnelli che non ho voluto aprire e talmente mi disturba che non riesco ad andarci neppure vicino. Non ho nulla a che fare con pastorizia e allevamento, traduco libri, e mi piace quello che scrivi.
    cari saluti,
    Paola

  9. Premettendo che non ho letto tutto l’articolo, ma dopo averne letto buona parte, ho capito l’andazzo, e mi sono fermato. Ho quindi deciso di mettere un mio commento, semplice e lineare, che non vuole essere provocatorio, ma vuole semplicemente far riflettere chi continua ancora a mangiare carne… tu gli animali li rispetti (?) metti bellissime foto di pascoli con animali felici, ma perché gente come te, non mette mai, e sottlineo MAI, foto/video, che mostrino nei DETTAGLI, il passaggio che porta questi dolcissimi animali, a materializzarsi “magicamente” nei piatti? E perché i vari commentatori (sicuramente scelti perché dalla tua parte, guardando velocemente sono tutti concordi con te) non uccidono con le proprie mani, quello che mangiano? La risposta la sapete, ma continuate a far finta di nulla. Non è che per caso… vi piace trovare scuse per nascondere quello che sotto sotto, sapete benissimo? Ossia che si può vivere BENISSIMO senza carne, ma continuate a cibarvene, trovando mille scuse, per cercare di tenere a bada la vostra coscienza. Marco

    • nessuna scusa, semplicemente la realtà… che le bellissime foto e gli animali al pascolo non ci sarebbero se la gente non si cibasse di carne.
      in un mondo (utopico) di vegani, nessuno alleverebbe vacche, capre, pecore, maiali, conigli, polli ecc ecc ecc. si riuscirebbe a vivere? secondo me no. perchè gli eccessi e gli estremismi sono sempre e comunque sbagliati. giudico errato l’allevamento intensivo (per come vivono gli animali e per le conseguenze ambientali che comporta), giudico corretto, sano, utile per l’ambiente e per l’alimentazione equilibrata l’allevamento estensivo con animali al pascolo che si nutrono solo di foraggio.
      anche se mettessi la foto della mezzena, per me non cambierebbe nulla. sono nata e cresciuta in campagna, ho visto allevare e macellare conigli e pollame, così come successivamente ho poi visto macellare altri animali. fa parte del ciclo della vita. scommetto che per te è giusto che il lupo predi le pecore, la volpe e l’aquila gli agnelli… bhè, l’uccisione per la macellazione avviene dopo stordimento, mentre le pecore che ritroviamo dopo un attacco predatorio a volte sono ancora vive, anche se parzialmente divorate.
      l’uomo è un animale (più o meno evoluto??) definito onnivoro. se poi vuole scegliere di cibarsi di soli vegetali, libero di farlo. io non vivo bene senza nessun alimento. non potrei stare giorni e giorni senza frutta e verdura, apprezzo un buon piatto di carne, specialmente se so come e da chi è stato allevato l’animale 🙂

      • In un mondo di vegani non si riuscirebbe a vivere? Ma stai scherzando spero? Sai cos’è lo sfruttamento dei territori, l’impatto ambientale dell’allevamento? Sai i danni della carne sull’organismo? evidentemente no. Il termine estremismo è assolutamante relativo, non usarlo a sproposito. Essere vegano non è un estremismo per niente, ma il modo naturale di vivere, riducendo al minimo l’impatto sull’ambiente vegetale e animale. Il lupo è quasi totalmente carnivoro, l’uomo no, in più possiamo scegliere, io sono vegano e vivo benissimo e in salute, dammi un solo, uno solo di motivo valido per iniziare ad uccidere creature viventi senzienti e innocenti. Se non sei in grado di darmelo, nemmeno tu hai motivo di contunuare a uccidere, se non per la semplice impostazione che ti è stata insegnata.

      • forse essere vegani non è un estremismo, ma molti che seguono questo modo di vivere/pensare/alimentarsi sono estremismi, basta vedere cosa viene scritto in siti/blog vegani.
        io sono onnivora, vivo bene in salute, nel nostro orto la verdura cresce rigogliosa grazie al concime naturale prodotto dagli animali che alleviamo, da cui ricaviamo carne, latte, uova e tutto ciò che serve per una dieta completa ed equilibrata.
        certo, ci sono forme errate di allevamento intensivo (che consumano territorio ed energie), ma ci sono anche forme di allevamento estensivo, utili per la cura del territorio, della biodiversità e della vita in montagna.
        l’uomo non è nato erbivoro, ma onnivoro, come molti altri animali. io posso scegliere, tu sei libero di essere vegano ed io di allevare e cibarmi degli animali che so come sono cresciuti. il buon motivo ad esempio può essere che quella carne di quella pecora che è nella mia pentola sulla stufa ha contribuito a mantenere un ecosistema, quello della montagna in primo luogo

      • Blacksheep, ti sbagli in pieno: il tuo concetto di ecosistema è fallace. Primo le pecore capre ecc. ne hai incentivato la nascita (invadendo i ritmi naturali), le tieni rinchiuse (schiavizzando esseri intelligenti), gli sottrai il latte (depredandole di ciò che di certo non producono per te, ma che comunque tu prendi). Quando infine è giunto un particolare momento (spesso molto presto rispetto alla loro vita naturale) TU DECIDI che devono morire, e quindi le uccidi. Non c’è niente di naturale in questo, e tu di certo non gestisci un ecosistema e comunque nessuno te ne ha dato il diritto, fattene una ragione. Il tuo modo di agire è prevaricante e opprimente su quei poveri animali, lasciali vivere in libertà e se non possono farlo (lo capisco) tienili ma non li uccidere e mangiare e non sfruttarli per guadagnarci.

      • leggi bene il mio blog, si parla di pascolo vagante, con animali che MAI vengono rinchiusi. e comunque l’ecosistema lo gestisco eccome! non a caso in francia ci sono PARCHI NATURALI dove la biodiversità animale e vegetale è tutelata attraverso il mantenimento del pascolamento ovino (per esempio la Crau).
        per il resto, puoi scrivere quello che vuoi, ma tanto non arriveremo mai a pensarla nello stesso modo. io comunque sono appagata dalla vita che faccio e non ho la necessità di andare a cercare siti dove la pensano diversamente da me per fare delle campagne piene di astio.
        e comunque stanno peggio molti animali “da compagnia” che l’uomo umanizza nelle esigenze rispetto alle greggi ed alle mandrie che in queste settimane stanno salendo sugli alpeggi
        ps: noi non sfruttiamo nessuno, lavoriamo con gli animali, li curiamo, pensiamo alle loro esigente, ALLEVIAMO, come l’uomo ha sempre fatto quando ha iniziato ad evolversi, passando dallo stadio di cacciatore-raccoglitore a quello di agricoltore-allevatore

      • Campagnie piene di astio? io cerco siti come questo perchè credo sia importante capire come la pensano gli altri a differenza di te, io sono mentalmente aperto. Di certo non vengo qui perchè odio te o gente che alleva a prescindere, ma perchè voglio comprendere le reali motivazioni del perchè fate quello che fate. Lavorate con gli animali? Io non ho mai strizzato le mammelle a una mia collega di lavoro per berne il latte e nemmeno l’ho mai fatta arrosto! Secondo il mio modesto parere non ne sarebbe molto felice, perchè tu lo fai e dici che li tratti bene? Quindi non comprendo la tua idea del “trattare”: tu dici che tratti i tuoi animali MENO MALE di alcuni animali domestici, questo ovviamente non significa che li tratti per forza bene. L’uomo si è evoluto diventando allevatore e agricoltore, certo lo so ma l’uomo è in continua evoluzione, e quindi si evolverà ancora come ha sempre fatto, come si evolverà dipende da ogni singolo umano.

  10. beh… come sai marzia, sono cresciuta in una grande cascina, con mucche, maiali, galline, conigli…. figlia di contadini e allevatori… come te fin da bambina ho visto macellare gli animali… siamo onnivori…. e questo è vero…. poi ognuno sceglie di mangiare quel che vuole…ma… questa di cercare di aver ragione a tutti i costi su alcuni temi (sto pensando ai censimenti che ho fatto con te sulle montagne, sullo sfruttamento degli alpeggi, etc…)…e di pubblicare ‘ste immagini di pseudo bamb…ops! agnelli col ciuccio (un ciuccio?!?!?!) in bocca…boh! mi lascia perplessa! sono più contenta quando leggo interventi documentati da supporti un po’ più seri… su cui si possa discutere….ma non siamo tutti uguali!
    forse te lo avevo segnalato questo articolo… che riporta i dati e le conclusioni di uno studio fatto dall’università di Graz…
    http://www.repubblica.it/salute/2014/04/04/news/vegetariani_depressi_allergici-82738787/?ref=fbpr
    …cmq… metterò giù le mie belle verdurine, contenta di mangiarle nonostante gli aerei dell’aereoporto di Villafranca mi passino sulla testa (chissà che schifezze si respirano e cosa si deposita su pomodori e insalata!:O)… e continuerò ad andare a prendere le galline dall’amica in cascina, sia le uova che il pollastro (nonostante qui ci sia il signor Arena che ha allevamenti in batteria che mi fanno pena….. ci passo davanti tutti i gg!)… gli agnelli…non sono capace a farli!:P aspetto di venire a trovarti una volta e mangiarli da te!:)

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