Il primo colpo di tuono

Pare arrivi un colpo di coda dell’inverno, con gelo prima e neve dopo. Come al solito però si vive alla giornata e, per il momento, si guarda quello che c’è da pascolare, con il colore verde che inizia a prendere sempre di più il sopravvento.

Giornate dall’aspetto sempre più primaverile, qualche farfalla che passa, nuvole gonfie, passeggere, nuvole del mese di marzo. Di verde non ci sono solo più i campi di grano, ma anche nei prati e nel sottobosco l’erba fa capolino, tenera. Non è ancora una pascolo che riesce a sfamare il gregge, ha poca sostanza, ma sulla quantità e mischiandolo con altri pascoli, giorno dopo giorno si tira avanti.

Questo vasto pioppeto al mese di aprile garantisce pascolo per più giorni, adesso invece le pecore si allargano tutto dove possono, brucando quel che c’è. “Ma sul largo almeno sono brave…“. Mentre loro cercano l’erba, il pastore va a raccogliere le reti, studia il percorso per andare via di lì, cercando di evitare il più possibile i campi di grano.

Mentre si mangiava pranzo (erano le tre del pomeriggio, ma prima non era stato possibile farlo), il cielo verso le montagne si fa sempre più scuro e si sente chiaramente un colpo di tuono. Qualcuno dice di aver già sentito cantare il cuculo, quindi l’annata sarebbe buona… Qualche goccia di pioggia comunque arriva fin quaggiù, poi rasserena, poi gocciola di nuovo, tipico tempo marzolino.

Nel tardo pomeriggio ci si sposta ancora, interrompendo temporaneamente il traffico per percorrere un paio di centinaia di metri sulla strada principale. Sì, ci sarebbero vie secondarie, stradine interpoderali a curve tra un campo di grano ed un frutteto… Piuttosto che arrecare danni alle coltivazioni, meglio intasare il traffico per poco più di cinque minuti. Dalle auto però i bambini sorridono ed indicano le pecore…

Come al solito, prima si pensava di non avere abbastanza da pascolare, poi cala la sera e quasi si lascia indietro dell’erba per non arrivare a destinazione a notte fonda. Dalle vetrate del palazzetto dello sport qualcuno interrompe gli allenamenti per guardare il gregge, altri continuano a tirare al canestro o a volteggiare con grazia.

Ci sono già i lampioni accesi quando finalmente si arriva. Tutti i cani del villaggio abbaiano all’insolito spettacolo, ma la gente inizia ad essere meno sorpresa nel vedere il gregge. Lo scorso anno c’era decisamente più curiosità, adesso più che altro solo saluti di bentornato. Gocciola di nuovo ed il cielo si fa sempre più nero, non solo per la notte imminente, ma alla fine di pioggia qui ne cade davvero poca.

Il tempo resta instabile anche nei giorni successivi. Ormai si avvicina sempre di più il momento in cui i pastori devono lasciare i prati, quei prati che i contadini destineranno poi alla fienagione. Qualcuno storce il naso già ora, specie se il terreno è intriso di pioggia. Per fortuna  quest’anno, nonostante tutto, l’erba inizia a crescere un po’ ovunque, altrimenti per molti pastori questi possono essere giorni difficili, quando accanto ai fiumi e nei pioppeti non c’è ancora di che pascolare e, dove l’erba ci sarebbe, non la puoi mangiare.

Non ovunque ci sono prati dove ti dicono: “Passa pure tutte le volte che vuoi, tanto qui trinciamo solo per tener pulito“, oppure dove nella migliore delle ipotesi viene fatto un unico taglio di fieno in tutto l’anno. Trovarne, di posti così! Il guaio è che, anno dopo anno di semi-abbandono, e rovi, gaggie e altro prendono sempre più il sopravvento.

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Una risposta

  1. ….anche qua, oggi, iniziano ad esserci tuoni e lampi!!! L’inverno mi sa che non sia ancora finito – ma NOI NON lo temiamo… In crinale c’è ancora neve…..però qualche croco fa capolino!!!!

    ….spero a Pasqua di poter pestare le ultime nevi.
    Ciao a tutti

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