Per questa volta… evviva la neve!

Da queste pagine sono anni che mi sentite parlare “contro” la neve… nemica-amica dei pastori. La neve copre i pascoli, la neve complica tutto, la neve, quando gela, può fermare il pascolo vagante. Ma la neve porta acqua, la neve garantisce i pascoli futuri, la neve deve coprire i pascoli dell’alpeggio fino al momento giusto.

Quest’anno era stato un buon inverno perchè di neve ne era venuta poca e ne n’era andata via rapidamente. Poi però negli ultimi giorni ho avuto modo di scattare tante tante foto con uno sfondo invernale. Foto che piacciono, immagini che suscitano emozioni, belle da vedere… anche se, per chi le vive, queste sono giornate difficili.

Sono stati necessari spostamenti per raggiungere luoghi dove si potesse comunque pascolare. Ci sono stati pastori che, a causa della neve e della conseguente fanghiglia, anche questa volta sono stati costretti a fermare il gregge. Ma chi invece aveva la fortuna di trovarsi non lontano da terreni “sani”, ha magari fatto un po’ di strada, ma non si è lamentato più di tanto per la neve.

Su per le colline a ridosso delle vallate alpine è difficile che si formi subito il fango, poi i prati sono di altro tipo, non quelli più delicati della pianura. Ovvio che il pastore deve sapere quel che c’è sotto, quale e quanta erba, se basterà o no a sfamare il gregge.

Pare incomprensibile per chi non conosce questo mestiere e non sa come si nutrono gli animali. Bello da vedere, ma per qualcuno è assurdo che un gregge sia lì fuori nella neve. Eppure il pascolo vagante si fa da sempre ed anche in regioni ben più fredde ed innevate. Proprio l’altro giorno vedevo su Facebook straordinarie immagini di greggi vaganti negli inverni ben più rigidi della Romania…

Ma perchè evviva la neve? Anche se in questi giorni si è faticato parecchio, tra spostamenti, lavoro in condizioni difficili (togliere e mettere le reti, piedi freddi, umidità, ecc.), siamo a fine febbraio e non è più una di quelle nevicate che terrorizzano. Guai fosse stato dicembre o gennaio! L’inverno sarebbe stato molto molto lungo per tutti i pastori!

Invece ha nevicato con temperature prossime o di poco superiori allo zero, su di un terreno non gelato. Anche se ha ricoperto campi e prati, anche se ha ricamato i rami degli alberi, saranno poi sufficienti poche ore di sole per mandarla via, questa neve. Inesorabilmente si va verso la primavera, l’inverno non fa più paura.

Durante queste giornate poi si sono alternate intense nevicate a momenti in cui il cielo arrivava a squarciarsi, comparivano chiazze azzurre e persino qualche raggio di sole. La neve si compattava rapidamente, lasciando intuire cosa vi fosse sul terreno. Comunque i pastori, ben sapendo quello che stava per accadere, nei giorni prima avevano cercato di capire cosa vi fosse nei prati e nelle stoppie, per sapersi regolare e condurre il gregge nel posto giusto.

In giornate del genere cerchi comunque di non farti notare troppo, perchè ormai, si sa, uno dei nuovi pericoli per il pastore vagante, è quello di incontrare qualcuno che pretende di saperne più di lui sul come vanno allevati gli animali. Ancora una volta il “nemico” esce da una cascina, sotto forma di persona che un tempo aveva animali nel cortile e nella stalla. Oggi apostrofa il pastore con un: “Vergognatevi!“, facendo perdere le staffe anche al più calmo. “…si vergogni lei, non ha idea di cosa facciamo noi per le nostre bestie in giornate così! Magari non mangiamo nemmeno, per fare in modo che loro possano mangiare a sufficienza!

Ma dovevano arrivare momenti ancora più duri. Il miglioramento meteo era stato solo temporaneo ed illusorio: nella notte aveva ripreso a nevicare intensamente ed al mattino ovunque vi era un soffice strato candido in cui si affondava per diversi centimetri. Il panorama era affascinante e completamente nuovo, per qualche ora la neve nascondeva tutte le brutture ed arrotondava qualunque spigolo. Inoltre gli animali in transito non potevano fare alcun danno alle eventuali coltivazioni.

Stavano sicuramente meglio loro, gli animali, dei pastori, avvolti in più strati di vestiario e cerate. Quando dovevi muoverti, sudavi in pochi istanti. Poi il freddo si insinuava infido quando invece dovevi restare fermo a sorvegliare gli animali che pascolavano. Il “bello” della neve è che, in qualunque posto ti fermi, gli animali abbassano il muso ed iniziano a mangiare, cercando accuratamente l’erba sotto la candida coltre e senza iniziare a guardare oltre, cercando sempre di avanzare più in là delle compagne.

Certe scene hanno qualcosa della “ritirata di Russia”: la fila di animali si perde tra la nevicata in corso ed il paesaggio imbiancato. E pensare che pochi attimi prima c’era stata la necessità di percorrere forse un chilometro di strada asfaltata abbastanza trafficata. Nonostante si fosse “scelto” un momento in cui il  flusso verso scuole ed uffici doveva già essere transitato, basta un incontro per rovinare la poesia della giornata: un “pazzo” che adducendo una fretta indicibile si getta tra le pecore superandole da dietro, mentre i pastori cercavano di contenerle entro la mezzeria. A velocità assurda sfiora gli animali (se mai uno avesse scartato di colpo, sarebbe stata la fine) suonando il clacson ed urlando frasi incomprensibili. Un cane viene urtato, per fortuna senza gravi conseguenze, persino l’incolumità delle persone è a rischio, per non parlare dei veicoli che, a passo d’uomo, provenivano nella direzione opposta.

Per fortuna poi ci si lascia alle spalle la “civiltà” e per lunghe ore si vive fuori dal tempo, avvolti in un panorama condiviso da pochi. Gli animali continuano a pascolare, grattando la neve con le zampe e spingendola con il muso. D’altra parte come si salvano gli animali selvatici in natura d’inverno?

In giornate così non incontri quelli che di dicono: “Beati voi che fate questo lavoro!“. Certe scene è più bello rivederle dopo in foto, piuttosto che viverle in diretta con i piedi freddi ed umidi. Dopo una breve pausa che ha concesso ai pastori di pranzare velocemente, riprende infatti a nevicare, il cielo si incupisce e per un po’ si teme che davvero di neve ne possa cadere troppa anche per questa stagione.

Poi però la precipitazione va via via trasformandosi quasi in pioggia, prima di cessare del tutto. Le schiene degli animali fumano di vapore, cala la nebbia, la neve cade velocemente dagli alberi, sparisce dall’asfalto e poco per volta il manto si assottiglia come per magia.

Ricompare ancora una volta il sole ed il cielo azzurro, tra grossi nuvoloni che paiono già quelli della primavera. Ormai si è tranquilli, questa neve per davvero se ne andrà in fretta, anche laddove in un primo tempo sembrava esserne caduta molta. Questa neve sarà preziosa: in montagna ha ricoperto i pascoli e andrà a rifornire le falde provate dalla siccità. In pianura e sulle colline garantirà un buon inizio di primavera.

Qua e là fanno capolino ciuffi d’erba verde, tenera, erba nuova, quella che sfamerà le greggi nei prossimi mesi. Tra i solchi di una stoppia di mais o anche solo lungo il bordo di piste e strade secondarie che corrono tra la campagna ed i boschi. Il terreno non era gelato e questa umidità mette in moto tutto il ciclo della natura. Non sarà uno di quegli anni in cui il mese di marzo è ancora difficile per i pastori perchè l’erba non cresce.

Anche per quel giorno il gregge è sfamato e, alla sera, le pecore entreranno nella rete con la pancia piena. Questo è il pascolo vagante, ci sono giornate più facili ed altre più difficili, ma per il pastore la priorità è sempre quella del soddisfare le esigenze del suo gregge. Per farlo affronta lunghi spostamenti per portarlo nel luogo più adatto alle condizioni meteo, acquista foraggio se necessario. Per giudicare il suo operato non bisogna guardare se piove o se nevica, ma la bellezza e lo stato di salute degli animali. Deve eventualmente vergognarsi chi li ha magri e macilenti in primavera con il sole ed erba a volontà, non chi li ha in carne in una giornata di neve!

Annunci

  1. Alla fin fine è un mondo anche quello della pastorizia, al pari di quello “civilizzato”. Così come, per fortuna, sono una piccolissima minoranza quelli che maltrattano o abusano di figli e nipoti,per contro sono pochi (a mio avviso) quelli che hanno bestie brutte in condizioni favorevoli. L’avere bestie in carne in giornate di neve è anche fortuna; se ad ottobre ti fa 15 giorni di brina e brucia tutto le cose si complicano di parecchio. Lunedì scorso mi sono fermato da un pastore a te ben noto e famoso per avere le bestie Belle. Aveva una ventina di capre che avevano partorito da poco. Secondo me, se quei caprettini avessero potuto scegliere di stare altrove, non sarebbero stati nel recinto sotto la neve. Così è, se non si può fare diversamente. Buona erba nuova a tutti, ciao

    • ci sono annate migliori ed altre peggiori… e ci sono decine e decine di persone che vengono a salutare con un sorriso, ma ahimè ti resta impressa quella che ti insulta, soprattutto in giornate in cui ti fai… un mazzo così per sfamar il tuo gregge. l’altro giorno facevamo pranzo (un tozzo di pane ed un po’ di salame e formaggio) alle cinque del pomeriggio, perchè prima avevamo dovuto spostare le pecore in un posto dove potessero pascolare anche con la neve. non si chiede un premio per questo 😉 ma solo rispetto e comprensione… 🙂
      i nostri caprettini sono in stalla… ricordo però che lo scorso (freddissimo) anno molti di quelli in stalla presero la dissenteria e dovemmo curarli, mentre alcuni nati fuori (e rimasti fuori perchè altrimenti dentro le altre li avrebbero presi a cornate) erano belli sani e robusti.
      l’erba nuova sta già spuntando, i merli cantano da primavera…

      • Tempo fa mi faceva gli stessi ragionamenti un mio amico amministratore riguardo ad una nevicata il giorno di Natale. Lui aveva abbandonato i propri commensali, non aveva fatto pranzo ed alle 14 riceve una telefonata carica di odio ed insulti da parte di un ignorante, il quale lamentava che non erano ancora passati a pulire la strada di casa sua (secondarissima). Chissà dove doveva poi andare il giorno di Natale.
        Sappiamo tutti benissimo che contro l’ignoranza non ci sono armi, anche se agli insulti nessuno ci farà l’abitudine. Sarebbe bello sentire cantare i merli primavera tutto l’anno. Ciao, Bruno

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...