Se non mangiassimo carne…

Ne ho abbastanza delle campagne contro il mangiare carne di agnello e capretto a Pasqua, contenenti un mucchio di sciocchezze e disinformazione. Ne ho abbastanza dell’ipocrisia di molti, che fanno tante parole, ma senza conoscere la realtà dei fatti. Ciascuno è libero di alimentarsi come crede: mangiando biologico, vegetariano, acquistando al discount perchè fatica ad arrivare a fine mese, facendo la spesa in cascina, nella gastronomia con tutte le certificazioni o appoggiandosi ad un GAS…

Mettiamoci però in testa una cosa: se ci entusiasmiamo per queste immagini, se seguiamo questo blog, se riteniamo bello vedere un gregge al pascolo in pianura, in collina, in montagna… non possiamo poi dire: “Non bisogna mangiare carne“. Si alleva per questo, per produrre carne e formaggio. Se così non fosse, non ci sarebbero nè vacche, nè capre, nè pecore. Non sono “animali da compagnia”, anche se qualcuno potrebbe averne un paio a casa per tener pulito il prato, e lasciarle poi morire di vecchiaia.

Se vogliamo criticare gli allevamenti intensivi, parliamone pure e di cose da dire ce ne sono tante, dall’alimentazione allo sfruttamento dell’animale. Però certe forme di allevamento tradizionale, la pastorizia nomade in primis, anche se non hanno marchi e certificazioni, sono altamente naturali e sostenibili, in quanto hanno un consumo energetico quasi nullo e non richiedono sfruttamento di risorse idriche ed energetiche per produrre l’alimentazione per gli animali. Niente coltivazione di mais, niente farine, spesso persino niente fieno! Si pascola tutto l’anno, si contribuisce a tener puliti spazi ed a mantenere la biodiversità, specie sui pascoli alpini. Ma si alleva per produrre carne e quindi… la garanzia per la sopravvivenza di questo mestiere è il consumo dei suoi prodotti.

Arrosto di pecora con riso basmati

Se non vi piace la carne troppo giovane dell’agnello, se non vi va di mangiare un piccolo, eccovi un bell’arrosto di pecora.

1 pezzo di gamba di pecora con l’osso, 2 carote, 1 gambo di sedano, 1 cipolla, timo, rosmarino, salvia, bacche di ginepro, cannella, whisky, sale, pepe, olio extra vergine d’oliva, riso basmati.

Come al solito, per questa lunga cottura ho usato una pentola di terra cotta e la stufa a legna. Sgrassate bene la gamba (è il grasso che contribuisce a dare il sapore intenso e non a tutti gradito). In un filo d’olio EVO fare rosolare ben bene la carne, girandola di tanto in tanto. Quando sarà colorita, bagnate con 2 cucchiai di whisky e fate evaporare. Intanto tritate la carota, la cipolla, il sedano e le erbe aromatiche, schiacciate le bacche di ginepro ed aggiungete il tutto alla carne. Fate ancora rosolare rimettendo il coperchio. Salate e pepate a piacere (io ho usato un misto di pepe nero, bianco, verde e rosa macinato al momento), spolverate con un cucchiaino di cannella ed iniziate ad aggiungere o del brodo di verdura o della semplice acqua calda. Coprite con il coperchio, cuocete a lungo rigirando la carne di tanto in tanto e bagnandola con il sugo di cottura. Il giorno dopo disossate il vostro arrosto (dopo la lunga cottura dovrebbe staccarsi quasi da sola), tagliatelo (freddo) a fette non troppo sottili e rimettetelo nella pentola, bagnandolo con il suo intingolo. Mentre scalda, bollite in acqua e sale del riso basmati, che servirà da accompagnamento al vostro arrosto. Buon appetito!

…non trovate la carne di pecora? Tutti i pastori vendono decine e decine di pecore “da macello”, da qualche parte andranno a finire ed i macellai dovrebbero essere in grado di procurarsela, se gliela chiedete! Più gente la richiederà, più alta è la probabilità che inizi a comparire nelle macellerie anche da queste parti!

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  1. Ciao Marzia,
    siamo di fronte ad un ennesimo bombardamento dei mass media (penso a Veronesi ed al recente scandalo alimentare della carne di cavallo nei tortellini e ravioli).
    E’ bene che ognuno si alimenti come crede tenendo a mente che per stare in buona salute non basta nutrirsi in modo sano ma e’ necessario anche rispettare l’ambiente che ci circonda evitando, per esempio, dosi massicce di pesticidi, di inquinare falde acquifere con rifiuti tossici, di non pensare solo al dio denaro e frodare il consumatore..
    Bello l’abbinamento riso basmati e arrosto di pecora: anche la cucina non ha confini.

  2. saluti a tutti!! parlando da piccolo allevatore ovicaprino,riscontrando personalmente il calo drastico di vendita, vista la crisi economica che si e stallata credo che ci sia sempre meno gente in grado di affrontare una spesa di 60 o che euro per un agnello o capretto che sia,,,senza poi pensare di acquistare lo stesso prodotto in macelleria!!! saluti sterfano

    • eppure la gente mangiare mangia… crisi o no, se tu hai il freezer e ti prendi la bestia intera, per diversi giorni hai di che mettere in tavola. se la gente risparmiasse di più sul cellulare e facesse più attenzione a quel che mangia…

  3. Gentile dott.ssa Marzia, le lascio se avrà voglia di leggerlo, un mio commento su un blog di un giornalista che trattava di come per gli anglosassoni mangiare carne di cavallo sia tabù. Sul fatto della carne di agnello lei ha perfettamente ragione anche se mi fa un po ‘ di tristezza, perché un giorno un pastore nato dalla penna del mio amato Maestro Mario Rigoni Stern che si chiama Tönle Bintarn rispondeva ad un tenete del regio esercito che gli chiedeva un agnello per la mensa ufficiali: “le agnelle sono fatte per crescere e figliare, fare latte non per le mense degli ufficiali” … allora la lana e il latte erano preziosi e pagati.. oggi….
    Credo, nella mia sconfinata ingenuità, che tutto dipenda dal fatto che si sia perso irrimediabilmente il contatto con ogni cosa che sappia di natura. Anche la carne è oramai solo un fatto culturale, nessuno mai si è sporcato le mani di sangue prima di metterla in bocca, quindi ad ognuno il suo piccolo pezzo di plastica di gusto assortito, perfettamente sterilizzato da ogni dolore. A ognuno il suo pezzetto di ciccia bollito nel proprio brodo culturale; nessuna carne al supermecato è Animale… Nessun cane o cavallo o coniglio o gatto o maialino, vestito, vezzeggiato, portato in clinica e operato di cancro… è Animale. Abbiamo perso il rispetto infinito che il mondo contadino (unica civiltà compiuta, scrive Ermanno Olmi) aveva per le proprie bestie pur servendosene per il lavoro e per il cibo. Questa immensa lontanaza dal Creato è il dolore cupo che rimbomba in fondo all’anima dell’ uomo occidentale e forse dell’Uomo stesso.
    Non voglio ritornare sul rito della macellazione del maiale su cui tanta retorica si è riversato dall’Albero degli Zoccoli in poi (non era per nulla una festa, e anche in quel leggendario film si vede, io almeno non lo ricordo certo come una festa, era al contrario una giornata di grande tensione) ma io, bambino di cinque, sei anni, ho retto il pentolino che raccoglieva il sangue che fiottava dal collo della bestia agonizzante e poi ne sbattevo forte il contenuto appoggiandolo nella neve perché non si raggrumasse, io in quei momenti con le mie mani bambine sporche di sangue ho imparato a distinguere l’animale dalle proiezioni dell’uomo. Quanto male ha fatto alla natura Walt Disney? Non so se sono riuscito a spiegarmi e me ne scuso, in ogni caso per chi nutrisse dei dubbi sappia che Animale scritto con la maiuscola come Uomo non è un refuso.
    Grazie e scusa per la nuova intrusione ma questo blog mi piace proprio. Andrea

    • nessuna intrusione, semmai… un grande benvenuto da parte mia (e credo anche dei lettori affezionati).
      io ho capito benissimo e condivido il pensiero. esatto… quanto male alla natura ha fatto Walt Disney!
      abbiamo umanizzato gli animali ed abbiamo perso completamente il senso della realtà in molte cose.
      oggi abbiamo gli eccessi: si mangia TROPPA carne (e la si mangia male) oppure, viceversa, demonizziamo anche chi alleva correttamente
      saluti, sperando di leggere ancora altri commenti

  4. Io sono vegetariana, per primo per la mia propria salute, poi per il fatto etico non posso mangiare una creatura un mio fratello.. comunque ognuno e libero di nutrirsi come vuole.. serena giornata Pif

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