Le giornate si allungano

Poco per volta si inizia a guardare avanti con maggiore ottimismo. Ogni giorno che passa è un passo in più verso la primavera. Gennaio ormai è praticamente alle spalle, sta per iniziare febbraio, certamente potrebbe ancora nevicare, ma poi marzo è subito lì e…

Comunque non fa freddo, questo è un dato di fatto. Nelle ore centrali della giornata il sole, quando c’è, è tiepido. Si sente freddo al mattino o alla sera, oppure quando il cielo è velato, ma il terreno non è gelato e la brina, quando c’è, scioglie rapidamente durante il giorno. Sarebbero i giorni della merla, ma se questi devono essere i più freddi dell’anno, prepariamoci a stare in canottiera già ad aprile!

I pastori di certo non si spaventano per il clima mite, anzi, la loro attività è favorita. Ci si sposta di pascolo in pascolo senza (per ora) il timore di rimanere senza erba, anche se gennaio e febbraio sono notoriamente i due mesi più duri per la pastorizia nomade. Anche se lo scorso anno di questi tempi le temperature erano scese ben al di sotto dello zero, gelando quel po’ di neve che era caduta, in generale gli inverni sono sempre meno rigidi e nevosi. E’ stato anche questo uno dei motivi per cui si incontrano sempre più animali vaganti (greggi, ma anche mandrie) durante l’inverno.

E’ un’immagine da fine gennaio, questa? Con un misero residuo di neve solo dove l’ombra della cascina adiacente rallenta lo scioglimento… Con stagioni così, chiunque si improvvisa pastore vagante, anche quelli che in passato l’inverno lo passavano in stalla alimentando a fieno il gregge. E così il territorio inizia a diventare stretto, anche perchè c’è chi non ha rispetto (sia da parte dei contadini, che non si fanno scrupolo a cedere i pascoli al “nuovo”, senza curarsi del fatto che tu invece lì pascolavi da più di quindici anni, sia da parte dei colleghi, che “invadono” le zone di pascolo altrui).

Basta una velatura per rendere più fredda la giornata, ma non è quell’aria che ti pizzica nel naso, è solo un freddo umido fastidioso, ma appena cammini un po’ avanti ed indietro lungo i confini del prato, stai già subito meglio. Non essendoci state molte giornate di freddo e gelo, l’erba è ancora abbastanza verde, per la stagione. Quello che preoccupa, in modo più o meno indefinito, è la siccità. Adesso servirebbe più neve in montagna poi, quando la terra inizierà a scaldarsi, piogge anche in pianura, per far crescere erba nuova.

In una grigia domenica pomeriggio, spostarsi lungo strade secondarie tra i campi non è un problema. Lungo questo tratto, in tutto il giorno il traffico principale è stato quello dei ciclisti, da soli o in gruppi. Inizia a sentirsi il trascorrere dei giorni, i pomeriggi si allungano, la sera arriva sempre più tardi.

Il gregge cammina abbastanza compatto, solo l’odore di mele fermentate in un frutteto richiama gli animali fuori dalla strada, ma i cani prontamente li riportano al loro posto. Visto che l’altro giorno qualcuno me l’ha chiesto… nel pascolo vagante non si entra in qualsiasi prato si incontri lungo il cammino! Il pastore (se è una persona onesta) si preoccupa di chiedere il permesso al proprietario e lo deve fare di anno in anno, perchè magari dove si è pascolato fino alla stagione precedente, magari è cambiato qualcosa e non è detto che il permesso venga rinnovato dal proprietario o dal conduttore del fondo.

Con le giornate che si allungano, anche le ore di lavoro per il pastore aumentano. Più tardi viene notte e più tardi si finisce di lavorare. Di sicuro i mesi più belli e facili sono novembre e dicembre, quando c’è ancora abbastanza erba, quando viene notte presto e ci si può ritirare a casa. Un po’ di relativo riposo, in un mestiere che non prevede né giorni di festa, né tempo libero.

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