Com’è andata a Saluzzo

Venerdì scorso si è tenuto a Saluzzo un convegno dal titolo “Difendiamo i margari”, organizzato dall’Adialpi, Associazione difesa alpeggi Piemonte. Qui, sul sito dell’Associazione, un resoconto della serata.

Non avendo incarichi ufficiali, ho potuto partecipare tra il pubblico ed ero nell’ultima fila di sedie, ma alle mie spalle c’era quasi altrettanta gente in piedi. Gli organizzatori parlano infatti di 300 persone, c’era infatti molto pubblico. La posizione che occupavo mi ha permesso sia di seguire gli interventi che si sono succeduti, sia i commenti diretti del pubblico. A mio personale giudizio, quest’ultimo era composto da una frazione di aderenti all’Associazione, da una bella fetta di margari e pastori “disperati”, venuti fin lì per vedere se c’è finalmente qualcuno che può fare qualcosa per le loro problematiche (c’erano allevatori da un po’ tutte le vallate del Cuneese, ma anche dalla Val Pellice, Val Chisone, fino alle Valli di Lanzo), c’erano tecnici, politici, amministratori, c’erano giornalisti e c’erano curiosi. Poi c’era anche chi già in partenza valutava negativamente questa riunione ed era venuto lì per criticare e gettare fango (a torto o a ragione) su ciò che veniva detto. Alcuni di loro magari temevano di vedersi sfuggire un pubblico che, deluso da quanto finora (non) è stato fatto, magari d’ora in poi cercherà sostegno e aiuto altrove. Solo il futuro dirà chi aveva ragione…

Non ho potuto fermarmi fino alla fine, non ho sentito la parte di dibattito, ma mi è stata riferita. Posso però farvi una breve sintesi sugli interventi e raccontarvi che aria si respirava tra gli allevatori. I pastori sono stati un po’ delusi perchè non si è detto niente di nuovo sul problema del lupo e non è stato spiegato come siano stati pagati fino ad ora i risarcimenti delle predazioni della stagione 2012. Anche se la tematica è stata toccata da Bovetti dell’APA nel suo intervento, sono mancati anche dei riferimenti precisi per il 2013.

Le due tematiche più sentite sono state quelle del famigerato “refresh”, cioè le nuove foto aeree dei pascoli che vanno a restringere sempre di più le superfici che hanno diritto a ricevere contributi per il pascolamento, e la questione delle speculazioni sui pascoli. Tali argomenti sono stati anche oggetto del dibattito finale. La sensazione generale però è stata quella di immensa impotenza dei diretti interessati (pastori, margari) contro leggi che non riescono a tutelarli a sufficienza e contro la “burocrazia” in generale. Se con il nuovo refresh si restringono le particelle valide ed il margaro pascola sempre e comunque lo stesso alpeggio, perchè oltre a perdere parte dei contributi deve pure restituire quelli già percepiti? Non si può partire con le “nuove” superfici con le domande future? L’errore iniziale non è stato dell’allevatore, ma chi paga alla fine…?!?

Per le speculazioni sui pascoli qualche buona notizia c’è, perchè la Regione si sta impegnando fortemente per fare in modo che, almeno per quanto concerne gli alpeggi pubblici, questi vengano affittati effettivamente a margari e pastori e non a speculatori. Ci sarà probabilmente bisogno di qualche sforzo in più per certificare che realmente uno svolge il proprio lavoro in maniera corretta, ma se si riuscirà a compiere questo passo, si limiteranno tutti quei fenomeni che a tutt’oggi hanno creato così tanti problemi: aumento sconsiderato dell’affitto del territorio d’alpe, impossibilità per piccoli allevatori di affittare in prima persona l’alpe (non potendo così nemmeno presentare domande per aver accesso ai contributi), abbandono e/o sovrasfruttamento di alcuni territori. La speranza di tutti è che si arrivi veramente a dei risultati, perchè queste speculazioni sono note a tutti, dall’ultimo degli allevatori al Direttore dell’Ente pagatore dei contributi. Il guaio è che, allo stato attuale, sono “legali” poichè chi ha fatto la legge forse non aveva pensato alle possibili interpretazioni. Già, perchè, com’è stato detto, un titolo che dà diritto a contributi per la coltivazione di tabacco acquistato in Sicilia può poi essere applicato ad una superficie d’alpe a 2000 metri in Piemonte. Sarà così anche per future “agevolazioni” pensate in teoria per agevolare i veri fruitori degli alpeggi? la nuova PAC non diventerà operativa nel 2014, ma bisognerà attendere il 2015. Come spiegava Ferrero della Regione, il famigerato “greening” che dovrebbe aiutare chi pascola… potrebbe dare adito a nuove speculazioni da parte di chi ha disponibilità di denaro per affittare pascoli.

Torniamo quindi al punto di partenza, cioè a livello regionale si può intervenire solo normando l’affitto degli alpeggi di proprietà pubblica. Non ci sarebbe nemmeno bisogno di leggi, se gli amministratori comunali ragionassero per il bene della montagna e non con il pensiero alle casse comunali. Da ricordare ancora l’intervento di Michele Corti sul biogas, che non è stato ben compreso da tutta la platea, dato che non ci si rende ancora ben conto delle conseguenze dirette ed indirette di questa “attività”.

La presentazione degli argomenti è durata a lungo, a mezzanotte stava ancora intervenendo l’Assessore Sacchetto, ma in sala, come vi dicevo, serpeggiava anche del malumore. Sono persone concrete, gli allevatori, sono abituati a rimboccarsi le maniche e lavorare, non amano molto le parole. Il fatto di aver partecipato così numerosi è sicuramente un buon segno, ma molti prima dlela fine serata erano già nell’atrio o per le scale a scuotere la testa: “Parole…“, “Tutta politica…“. C’era una dose di disfattismo che forse accomuna un po’ parte del mondo agricolo, per altri invece era disilluso realismo. “Vedremo se questi sapranno fare qualcosa, ma non so, perchè cosa siamo noi per l’Europa? Quelli dell’università dicono sempre che siamo importanti per il territorio e quelle belle storie lì, ma…“. Forse adesso non bisognerebbe più fare convegni fin quando non ce ne sarà uno in cui si potrà dire, con parole semplici e chiare, tutto ciò che è stato fatto davvero! Sarebbe però anche importante che, di fronte a problemi comuni, ci si unisse a prescindere da casacche, tessere ed “ideologie”, per combattere una battaglia unica, chiara, trasparente. Ma forse questa è utopia, perchè è molto più facile criticare quello che altri stanno cercando di fare…

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