Una prova

Fare una prova… cosa non facile da proporre alla maggior parte degli allevatori più tradizionali! In generale, spesso nella realtà contadina o montanara il “abbiamo-sempre-fatto-così” è un pensiero ancora abbastanza radicato. Però a volte si può provare a cambiare.

I pastori sanno curare i propri animali. Chiamare il veterinario per ogni singolo animale che ha qualche problema potrebbe essere difficile, oltre che costoso. Molte volte poi il problema è che si fatica a trovare un veterinario che “ne sappia” sugli ovini, mentre il pastore ha una conoscenza che deriva dal sapere empirico di generazioni. Anche le cure spesso sono “tradizionali” ed il massimo dell’innovazione è aver sostituito al decotto di genziana la Coca Cola quando le pecore sono “stumià“. Qualcuno comunque continua per l’appunto ad impiegare le erbe per varie cure e quindi… perchè non tentare cure e medicinali fitoterapici un po’ più moderni?

Su consiglio di un’amica allevatrice di capre e casara, ho contattato questa ditta lombarda, Biorama, che offre una vasta gamma di prodotti destinati all’uso veterinario. Dopo aver consultato la pagina dedicata agli ovicaprini, ho telefonato ed ho lungamente parlato con un veterinario che ha saputo consigliarmi sulla base delle mie esigenze. Uno dei prodotti che stiamo testando è il sale che vedete “utilizzato” dalla pecora nella foto.

Non solo un integratore salino completo (qualcosa di più del semplice cloruro di sodio che usa la maggior parte dei pastori), ma anche coadiuvante nell’eliminazione dei nematodi gastrointestinali e polmonari. Inoltre questo prodotto, sempre grazie alla composizione a base di estratti vegetali naturali, agisce anche da immunostimolante aspecifico, come spiegano bene gli studi scientifici che mi sono stati inviati da Biorama. Ovviamente l’effetto non sarà quello immediato di un prodotto di sintesi, ma… quanti vantaggi! Completamente naturale, assolutamente atossico per gli animali ed esente da residui nel latte (per cui utilizzabile anche durante la mungitura); non provoca inquinamento ambientale (a differenza dei trattamenti con prodotti chimici), . Può essere usato anche nell’animale gravido ed ovviamente è indicato da chi pratica zootecnia biologica. Se però l’infestazione da nematodi fosse grave, prima di iniziare l’utilizzo di questo sale si può eseguire un trattamento per bocca con altri prodotti, sempre fitoterapici. A differenza di altri svermanti chimici, in questo caso non abbiamo da rispettare tempi di sospensione, sia per il latte, sia per la carne!

Facciamo questa prova, vedremo come va. Il sale alle pecore piace, anche con il pascolo vagante è possibile usare i blocchi distribuendoli qua e là nel recinto dove dormiranno la notte. Poi, questa primavera, proverò anche l’olio di Neem, che tante persone mi hanno già detto essere una delle poche vere soluzioni per disinfettare e far cicatrizzare piaghe e ferite senza che le mosche le infestino, nella stagione calda. Ovviamente con i fitoterapici bisogna avere pazienza, ma io sono una che già usa le erbe per curare anche le persone, quindi ho fiducia nei risultati! Chissà se anche altri pastori si faranno convincere? E’ semplice, ho telefonato, ho consultato il catalogo, mi sono fatta consigliare, ho effettuato l’ordine ed ho ricevuto il tutto via corriere, senza muovermi di qui.

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Una risposta

  1. Hai fatto bene Marzia… ci sono tantissimi tipi di sale, il difficile è scegliere quello giusto che si avvicini alle esigenze del proprio gregge! Vedrai che con il tempo sarai soddisfatta dai risultati. Fammi sapere come va:-)
    Ciao

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