Anche questa volta il sole

Lo sapevamo anche se non ce l’avessero detto… Nelle immagini del trailer del film sui pastori piemontesi c’è sempre il sole, sempre il bel tempo. Uno potrebbe quindi pensare che la vita del pastore sia fatta esclusivamente di belle giornate…

Questa volta, per continuare a raccontare le storie di una delle tre famiglia di pastori incontrate, speravamo di vedere almeno il brutto tempo, ma le previsioni consultate una settimana prima sono nel frattempo mutate e così anche questa è stata una giornata di sole.

Pastorizia, eppure qui vi mostro una cascina… La storia di Andrea e Silvia ormai gli appassionati di questo blog la conoscono, avendola seguita fin quasi dai primi passi. Adesso di passo ne è stato fatto uno molto grande: lo spostamento verso la pianura, con una sede sicuramente più funzionale, dove poter ricoverare adeguatamente tutti gli animali, con terre intorno da destinare a pascolo per gli animali. Andrea è soddisfatto, chi sembra aver patito il distacco è soprattutto Silvia, che si trova a dover gestire una nuova casa, l’inserimento dei bambini in una nuova scuola, l’isolamento della pianura, la lontananza dalla famiglia… “A me piacciono le difficoltà, le sfide per poter superare gli ostacoli ed andare avanti. Per lei è più dura, il lavoro in caseificio prende tutto il giorno, e poi tutto il resto…“.

Sicuramente la sistemazione degli animali è migliorata ed ora, con spazi maggiori, c’è stata la possibilità di aumentare il numero dei capi. La vecchia stalla di Reano, dove concluderemo il nostro tour, è vuota, ma solo temporaneamente. “Di progetti ne ho” – afferma con sicurezza Andrea – “Questo non è un punto di arrivo. Il mio obiettivo è costruirmi una via di discesa e salita dalla montagna con il gregge e mungere lungo la strada con un carro  mungitura come hanno in Meridione. Vedremo! Poi qui in cascina fare il caseificio e punto vendita, adesso andiamo a lavorare al caseificio della Cooperativa Il Trifoglio a Buriasco.

La bella giornata fa apparire splendida anche la pianura. Fa freddo, ma il terreno non è ancora gelato e non c’è la nebbia che potrebbe caratterizzare lunga parte dell’inverno. Mentre Cosmin ed Elena portano al pascolo prima le pecore, poi le capre da latte, non si può che ammirare lo sfondo delle Alpi innevate ed il verde dei prati seminati da Andrea. Se le immagini mostrano solo il bello, saranno le parole dei protagonisti a ricordare che la realtà ha anche tanti aspetti negativi.

Cosmin ci ha mostrato sul suo smartphone le immagini del padre, pastore nomade in Romania. Pecore “Turcane”, asini caricati con gli agnelli, un lungo mantello sulle spalle del pastore. “…ma lui qui preferisce guidare i trattori, è più per la tecnologia! Con il primo stipendio si è subito comprato quel telefono lì!“, racconta Andrea. Elena invece è preoccupata per i figli in Romania: la più grande studia, il piccolo pare che stia prendendo una cattiva strada, dissipando i soldi che faticosamente i genitori guadagnano qui in Italia. Storie di emigrazione, storie di pastorizia…

Ci spostiamo dove c’è il gregge delle pecore in asciutta. Torniamo verso le colline, le montagne si fanno più vicine. Il sole è caldo, non c’è quel freddo umido della pianura. Gli spazi sono più limitati, non le distese immense viste intorno alla cascina. “…ma giù c’è il monopolio del mais! Mais ovunque!!! Una volta non era così, erano tutti prati, giù c’è una terra speciale, l’erba è una meraviglia, da quando sono sceso gli stessi prati li ho già pascolati più volte. Ma devo costruirmi la fiducia con i vicini, hanno arato giornate e giornate di stoppie del grano proprio davanti alla cascina, lì le pecore avrebbero pascolato bene! Ma è quel maledetto mais a dominare, sempre solo mais!“.

C’è una pecora che ha appena partorito una coppia di gemelli ed Andrea e Marco (il marito di Elena) vanno a controllare. “Ho tutta questa gente che lavora per me… E io faccio dei lavori che mi permettono di mantenere tutto in piedi! I lavori di esbosco, di pulizia dei sentieri. Poi adesso c’è la cascina, la terra, i prati da lavorare, da seminare. Ma io sono contento! La nostra forza è essere un nucleo famigliare solido. Adesso Silvia sta trovando duro, ma le dico di resistere. Quando avremo lì a casa il caseificio ed il punto vendita come in montagna al Pravareno allora sarà diverso…“.

Sicuramente la storia di Andrea non è quella di un “classico” pastore, ma non si può dire che questa non sia un’esperienza di pastorizia piemontese del XXI secolo. Mi fa piacere aver seguito i passi di Andrea e Silvia fin quasi dall’inzio e vedere oggi i loro successi costruiti a fatica. Viene da chiedersi perchè quello nell’immagine non dovesse essere il luogo adatto per un’attività zootecnica portata avanti da giovani… “Il paese qui è tutto votato alle aree residenziali, non c’era spazio per un’azienda zootecnica. Però questi bei prati…“. Quei prati o diventeranno altre villette (facile, essendo in un’area pianeggiante) o verranno invasi dai rovi prima, dal bosco poi (nelle aree meno centrali). Ed il bel paesaggio cambierà, non sarà più la stessa cosa.

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