Un giro in Valle Orco

Ieri sono andata in Valle Orco in occasione della Battaglia delle Capre e Rassegna ovicaprina che, come ogni anno, si teneva a Locana. Lungo la strada avevo già visto due “punti di sosta” per il viaggio di ritorno: una mandria vagante in pianura e un gregge ancora nel fondovalle.

Molti animali arrivavano con i camion, dalle vallate più o meno vicine (Valchiusella, Valli di Lanzo, varie parti del Canavese), ma le greggi locali venivano condotte lì direttamente a piedi, annunciate da un gran scampanellio e solitamente precedute dai bambini, felici ed orgogliosi del ruolo “da protagonisti”.

Anche quest’anno c’è stato un buon numero di capi in mostra, principalmente capre di razza valdostana, ma non solo. Non ho seguito la premiazione della mostra, quindi non ho dati (ammesso che gli speakers l’abbiano detto) sulla consistenza numerica, ma l’idea generale è che ce ne fossero tante, capre. Ed anche molti allevatori!

Quest’anno si potevano vedere solo capre, infatti il gregge che nelle passate edizioni veniva condotto a Nusiglie in occasione della rassegna prima di spostarsi poi in pianura, era assente. Alcuni allevatori locali mi hanno detto che se n’era andato prima dalla valle a causa delle predazioni subite. Quest’anno infatti l’argomento lupo era ben presente tra i partecipanti alla fiera, dal momento che anche molti allevatori di capre delle valli in cui è diffusa la passione per le battaglie sono stati colpiti.

A Locana ho anche incontrato numerosi amici, vecchi e nuovi. Alcuni mi hanno fermata e salutata, altri… magari diranno che sono maleducata! Perdonatemi, vedo tanta di quella gente, oppure tanti mi riconoscono dalle foto qui su internet, ma io non riesco a ricordarmi tutti i vostri volti, quindi fermatemi e ditemi chi siete!! Tutte le altre immagini scattate ieri che non vedete qui sono pubblicate su Facebook.

Invece di aspettare le premiazioni, sono andata a fare un giro in alta valle. Oltre ad una volpe che si è fatta fotografare accanto alla strada, a Ceresole il suono delle campanelle mi ha condotta verso un piccole gregge di capre che era stato fatto uscire dalla stalla per andare a pascolare ancora un po’ d’erba nel bosco, visto che la neve qua e là si era sciolta.

Al mio ritorno, le battaglie non erano ancora iniziate, anche se alcuni animali stavano facendo le prove! Il tendone del pranzo però era ancora affollato, tutti sapevano che non si sarebbe dato il via molto presto. Faceva già abbastanza freddo, il sole era già tramontato dietro alle creste innevate. “Come al solito si finirà che viene notte!“.

Sono stata avvicinata da un “nuovo amico”, Mario dalle Valli di Lanzo, tra i promotori de “Li Apassiunà dle Crave dla Val ed Lans“, di cui mi ha fatto una tessera onoraria. Un suggerimento a Mario: create un sito o almeno una pagina Facebook per parlare del vostro gruppo! Così da condividere iniziative, passione, interessi, curiosità…

Mario mi diceva che nel suo gruppo ci sono soprattutto giovani (lui è uno dei più vecchi o forse il più vecchio in assoluto). Non è difficile da credere, visto che la passione inizia proprio da piccoli. Poi gli appassionati di capre e di questi incontri molte volte non sono pastori per professione, ma hanno un certo numero di capi proprio solo per passione, passatempo, hobby, chiamiamolo come vogliamo.

Le capre che dovevano partecipare alla battaglia erano contrassegnate con un numero bianco sul mantello. Chiacchierando del più e del meno, sono venuta a sapere che gli appassionati delle battaglie sono abbastanza preoccupati per questo dilagante estremismo animalista ignorante, che in svariate occasioni ha già richiesto anche l’intervento di avvocati ecc… Ma è possibile che chi non sa (ignorante, appunto) abbia maggiori diritti di chi lavora, di chi è seguito dal personale addetto (ASL, ecc)? Comunque in più occasioni è stato necessario dimostrare che le “battaglie” non sono corride cruente, bensì manifestazioni duranti le quali animali di diversa provenienza vengono fatti incontrare e, come avviene in natura, questi cercano di stabilire la loro dominanza.

Infatti in alcuni casi addirittura per lunghi minuti gli animali si studiavano senza nemmeno un contatto fisico, o si aggiravano nel recinto facendosi i fatti loro. Di sicuro gli incontri più spettacolari si avevano passate le prime selezioni, ma si stava facendo tardi ed ho abbandonato il campo di gara quando si erano svolti solo i primi incontri.

Per la via infatti volevo ancora fermarmi da un pastore. Sì, un pastore vagante che non vedevo dal lontano 2005… Ettore sale in alta valle con il suo gregge (poco tempo fa ho postato delle immagini inviatemi da un amico che l’ha incontrato quest’estate) e solo adesso sta lentamente scendendo verso la pianura. La neve è sì caduta, ma non così abbondante da spingerlo ad accelerare la discesa. Meglio arrivare giù il più tardi possibile: “…perchè c’è sempre più concorrenza… Pastori, altri con le vacche, tutti che girano, una volta non era così.” E, grazie ad alcuni, aumentano anche i Comuni dove c’è il divieto assoluto di pascolo.

Un po’ dopo, ormai in pianura, lungo una strada trafficata, mi fermerò nel buio per salutare anche Marco, vagante con una mandria di bovini. Impossibile scattare foto… Anche con lui si parlerà di questo problema e del timore che, per fermare chi si comporta scorrettamente, tutti dovranno pagarne le conseguenze: “Va a finire che ci obbligheranno tutti a chiuderle in stalla…“.

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Una risposta

  1. Un mondo bellissimo ed essenziale che dovrebbe avere più sostegno ed incoraggiamento con iniziative appropriate , da parte di chi gestisce la cosa pubblica .

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