La Foire des Alpes

L’erba del vicino sembra sempre più verde, così dicono… Però davvero alla Foire des Alpes di Aosta mi pareva di respirare un’altra aria rispetto al vicino Piemonte. Per carità, anche lì ho sentito parlare di crisi e di futuro incerto per la manifestazione, quest’anno alla seconda edizione.

Da quando è stata rinnovata, la manifestazione è stata dedicata alle “razze minori”, tutto ciò che non è bovini. Non soltanto capre e pecore, ma anche molto altro, compresi animali “mai visti” o quasi. La facevano però da padroni gli ovicaprini ed i loro appassionati, di tutte le età.

Ogni allevatore poteva partecipare alla mostra con due soli capi. Come diceva lo speaker della manifestazione: “Hanno dovuto fare le primarie in stalla!“. Da queste parti però le greggi non sono numerose, per la maggior parte si tratta di greggi di piccole dimensioni, magari chi ha una decina di capi, chi una ventina o poco più.

Erano presenti anche degli ospiti, in questo caso dalla Lombardia. C’erano le capre orobiche e le pecore brianzole, con cartelli esplicativi per illustrare le caratteristiche delle diverse razze.

Visto che ormai il lupo è arrivato anche in Val d’Aosta, ecco al centro dell’arena un recinto con piccolo gregge + cane da guardiania, per spiegarne il funzionamento, l’utilità e le norme di comportamento per i turisti.

La razza ovina che predominava era la Rosset, razza autoctona, “antica razza di montagna” con alcune caratteristiche simili alla Savoiarda (con cui vi sono stati numerosi incroci in passato). Oggi si punta al recupero di tale razza e questa manifestazione è una delle azioni intraprese a tale scopo. Qui potete leggere la scheda della razza, se volete saperne di più.

Nello spazio dedicato alle bancarelle del produttori, c’era davvero tanta scelta. La filosofia era quella del KM0 ed i produttori della Coldiretti esponevano le più diverse bontà locali, dai salumi ai formaggi (ovviamente), frutta e verdura, dolci, pane, erbe, miele, confetture… Una particolarità che mi ha colpita? Le Capramelle!!! (Caramelle mou al latte di capra)

Non potevano mancare le Fontine, anche se primeggiavano soprattutto i formaggi di capra nelle più diverse forme e tipologie. Nel corso delle premiazioni, sono anche stati assegnati riconoscimenti alle diverse tipologie casearie a latte caprino, per l’appunto.

Anche se non a Km0, ma pienamente inserito nella manifestazione, il banco della pecora brianzola, per mostrare come la lana possa ancora essere impiegata . Mi sarebbe piaciuto vedere anche qualcuno che esponesse manufatti derivanti dalla lana della pecora Rosset, ma purtroppo non c’era nessuno. Ricordo infatti che qualche anno fa si era parlato di un recupero della razza anche attraverso la lana, ma ieri non ho avuto modo di approfondire l’argomento.

Come in tutte le fiere che si rispettano, c’era anche un banco di una selleria con un’ampia scelta di campane, dedicate soprattutto a pecore e capre (eccezion fatta per questo capolavoro in primo piano).

Di pecore ne sono arrivate tante, nel corso di tutta la mattinata, anche se il tempo continuava ad essere inclemente, con una pioggia più o meno intensa che contraddiceva le previsioni meteo inneggianti al miglioramento. Oltre 500 partecipanti e ben più di mille capi esposti, perchè oltre alla mostra degli ovicaprini vi erano piccoli gruppi di animali in vendita e le altre razze.

Chi si aggirava tra le bancarelle poteva approfittarne per degli assaggi e non erano minuscoli! Sia per i salumi, sia per i formaggi, ma anche al banco dei dolciumi tipici uno poteva approfittare per capire davvero il gusto di ciò che sarebbe andato ad acquistare.

Le capre occupavano i box normalmente dedicati alle reine. Sì, perchè la Foire si teneva nell’arena della Croix Noire, dove ogni anno avviene la finale delle battaglie. Una struttura perfetta per ospitare queste manifestazioni, uno “stadio” della zootecnia, che ancora una volta conferma come, da queste parti, vi sia grande attenzione per il settore, in tutte le sue forme (anche quelle “scenografiche”, che però lo avvicinano al pubblico).

Grande entusiasmo lo riscuotevano le “altre razze”, tra cui le renne, i lama, gli Highlands, ma anche conigli e cani da pastore. Nello specifico, le renne provenivano da un allevamento di Courmayeur (qui potete leggere un articolo che riguarda questi animali in Val d’Aosta). Sicuramente si sentivano a casa, con la neve fresca caduta poco più in alto durante la precipitazione che solo in tarda mattinata andava esaurendosi.

La Foire è stata anche l’occasione per conoscere dal vivo alcuni amici con prima di erano stati solo contatti “virtuali”. Ecco allora Angelo ed i suoi asini, pastore “solo d’estate”, che ogni anno sale in alta quota per la stagione d’alpe insieme ad allevatori locali.

Il tempo stava migliorando, verso l’alta valle iniziava a scorgersi uno sprazzo di cielo azzurro, mentre le montagne si presentavano nella loro veste migliore, completamente innevate. Da queste parti, una manna sì per il turismo invernale, ma anche per tutta l’attività zootecnica, sotto forma di riserva d’acqua e buona erba nella stagione estiva.

Fabio ci teneva tanto ad essere fotografato insieme a Nutella. Ha 19 anni, Fabio, e nei giorni precedenti, è stato uno dei protagonisti di articoli comparsi su La Vallèe in merito alla manifestazione. “Questo è un lavoro che riempie il cuore, i sacrifici ci sono, ma non pesano perchè c’è passione.” Nutella aiuta Fabio nella pulizia dei terreni e nei viaggi con il carico. Bravo Fabio, auguri per i tuoi progetti!

Con puntualità, alle 15:00 sono iniziate le premiazioni, che hanno riguardato sia i prodotti caseari, sia i capi ovini e caprini in mostra. Ovviamente la soddisfazione dei premiati è stata tanta, ma c’è da sottolineare anche come vengano dati degli incentivi affinchè gli allevatori partecipino a questa rassegna. Un modo come un altro per aiutare, favorire il mantenimento delle razze e garantire anche un buon ritorno di immagine, perchè il pubblico non era composto solo da addetti ai lavori.

Mentre la sera si avvicinava, con un cielo dai colori variegati del tramonto, ciascuno riconduceva gli animali a casa, anche perchè c’erano i lavori in stalla da fare. Pecore e capre salivano su furgoncini, trailer, bighe, ma anche in macchine non proprio nuovissime e probabilmente prive di apposite autorizzazioni, ma funzionali per il breve viaggio verso i paesi di provenienza. Davvero una bella fiera, gente cordiale e gentile, ancora un grazie a tutti per la bella giornata trascorsa.

  1. complimenti MARZIA, fai conoscere 1 realta molto distante dalla nostra , pur essendo molto vicini . E ANCORA COMPLIMENTI PER IL BELLISSIMO LIBRO
    spero che tu possa esserci alla finale regionalebattalia delle capre il 18 a LOCANA , i miei saluti Diego

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