Perché mangiare pecora bollita (ricetta, ma non solo)

Uno di questi giorni, con calma, vorrei ragionare insieme a voi sul possibile (?) futuro della pastorizia. In questi giorni di crisi, sono in tanti a pensare: “Cambio vita, vado a fare…“. Vado a fare il pastore? Aria pura, vita sana, contatto con gli animali… Come se fosse tutto così facile!

Innanzitutto, al giorno d’oggi è tutto difficile. Con un piccolo gregge, non ci campi, a meno che ci sia qualcun altro in famiglia ad avere delle entrate. E non parlo di 20-30 pecore, ma per vivere di pastorizia (da carne) ne servono almeno qualche centinaia, di animali. Almeno 4-500 e non è detto che riesci a mettere qualcosa da parte, con tutte le spese che ci sono. Se poi devi partire da zero, attrezzarti… auguri!

Un gregge di quelle dimensioni non è facile da gestire e comporta costi che non vengono adeguatamente ripagati dalla vendita degli animali, che siano agnelli, agnelloni o pecore da macello. Se non cambierà qualcosa nel mercato della carne, se non si tornerà ad apprezzare ed utilizzare anche la carne di pecora (che veniva comunemente consumata fino almeno alla metà del secolo scorso,a  sentire le testimonianze degli anziani), non so che futuro potrà avere la pastorizia. Oggi molti pastori campano soprattutto grazie agli immigrati, che per tradizione, religione e gusto, ricercano in particolar modo la carne ovina allevata al pascolo (Nordafricani ed immigrati dall’Est Europa).

Ma la cucina italiana di ricette a base di pecora ne ha eccome, specie se andiamo a cercare nelle regioni del Centro-Sud. Oggi allora ecco la pecora bollita, secondo la tradizione sarda. Se qualche Sardo ha qualche appunto da fare… scriva qui nei commenti. Io l’ho controllata su internet (dove però si trovano versioni leggermente differenti), dopo averla però sentita anche raccontare da dei Sardi. E’ semplicissima, gustosa e… da provare!

Pecora Bollita alla Sarda

2 kg di pecora;

1 kg di patate;

4 pomodori secchi;

4 gambi di sedano;

3 carote;

3 cipolle;

prezzemolo;

sale

(qualcuno aggiunge anche del peperoncino)

In una grossa pentola, fate cuocere, in abbondante acqua, la pecora tagliata a pezzi, insieme ai pomodori, al sedano, alle cipolle e qualche foglia di prezzemolo. A metà cottura aggiungete le patate pelate, salate e lasciate continuare la cottura. Servite la carne con le patate ben calde.

  1. anche in Romagna si mangiava molta pecora, infatti quando mi sono trasferita in Piemonte non capivo perchè qui non si riesce a trovare questa carne buonissima, e tutte le volre che torno là ne faccio scorta. Una ricetta eccezionale è il ragù di pecora dell’Italia centrale, ma ora non ho il tempo per scrivertela. Secondo me però la cosa importante sarebbe creare un movimento grosso d’informazione, perchè sul web è difficile trovare siti o blog ambientalisti, ma non vegani, o se ci sono hanno poca visibilità ( anche perchè quelli vegani sono sostenuti e spesso pagati dall’industria agroalimentare, che si è resa conto del businness che comporta questo settore)

    • bella testimonianza la tua, grazie!
      appena hai tempo se mi scrivi la ricetta mi fai un grande piacere.
      …ecco… in effetti mi sono sempre chiesta come facciano i vegani a finanziare quelle campagne a suon di manifesti appiccicati ovunque… se impegnassero soldi ed energie a fare qualcosa di davvero utile sarebbe meglio! e pensare che la pastorizia, specie quella nomade, è quanto di più naturale, ecocompatibile ed ad impatto quasi pari a zero che esista!

  2. mi raccomando le patate con la buccia,carote pomodori e prezzemolo non esagerate.cosi .la facevano al paese mio Nuoro.adesso vivo nell appenino emiliano.vi segnalo la festa di tre giorni dedicata al lupo a Castellucio vicino a porreta terme.se i lupi mi lasciano in pace le mie pecore ve la cucino io a tutti /e una bella “BERBEKE IN CAPOTO”

      • si con la buccia!però in ogni paese che vai usanza che trovi!per la festa del lupo purtroppo e lui il festeggiato dagli ambientalisti che non abitano nei monti come noi allevatori,che siamo in via d estinzione.

    • MI CHIAMO LAURA E’ SONO VEGETARIANA PER SCELTA PERSONALE,E’ SONO CONTENTA.RISPETTO CHI NON E’,MIO MARITO NON E’ VEGETARIANO,PERO’ HA MOLTO DIMINUITO IL CONSUMO.NON GRADISCO QUANDO VENGONO DERISI CHI HA UN TIPO DI PENSIERO,DI CREDO,FILOSOFIA DI VITA,ESSENDO POI UN INVALIDA CIVILE AL 100/100,LA MIA BATTAGLIA VERSO GLI ANIMALI,OLTRE QUELLA PERSONALE PER NON LASCIARMI ANDARE,PERCHE E’ PROGRESSIVA LA PATOLOGIA CHE HO,CONTINUO COME POSSO OTTENENDO DELLE RISPOSTE POSITIVE,IN SCELTE ALIMENTARI,CALANDO IL CONSUMO DI CARNE E IL RISPETTO PIENO,LAURA

      • sono un piccolo allevatore vegetariano per forza !la carne per me e i miei figli e un lusso come le scarpe le vacanze le medicine e tutto quello che si puo avere con i soldi.e quando uno puo scegliere cosa mangiare vuol dire che sta bene economicamente!io non posso decidere cosa mangiare ma posso scegliere alcuni alimenti in base al prezzo non alla qualita e provenienza eppure vivo a 900 mt con 10 ettari tra boschi e campi e anche fare un orto da dividere con cinghiali cervi lupi caprioli eccnon e cosi semplice.sempre soldi servono per difenderlo (reti pali ecc).comunque casa nostra e sempre aperta a chiunque voglia vedere come si fa a far morire pastorizia e agricoltura !non ce lo con te e ivegetariani pero noi non possiamo scegliere….

      • cara laura, nessuno è qui per deridere. non vedo come tu o chiunque altro possa sentirsi deriso dal mio post o dai commenti dei lettori. ognuno fa le sue scelte, libere o talvolta imposte da varie motivazioni più o meno gravi e complesse. di frutta e verdura ne mangio tantissima, ma non sono vegetariana e, quando mangio carne, cerco che sia la migliore, sia in termini di qualità, sia in termini di modalità di allevamento degli animali, pertanto il più possibile consumo carne di cui conosco la provenienza. o allevata direttamente da noi o comunque da fornitori di fiducia. dal momento che si alleva per necessità, per mestiere, per scelta di vita, pur rispettando tutti coloro che la pensano diversamente da me, sono libera di proporre ricette che incentivino il consumo della carne ovicaprina, specie quella di animali allevati al pascolo nel pieno rispetto delle loro esigenze (alimentari e non solo), dalla nascita fino al momento della macellazione

      • Che bell’idea!! C’è ne sarebbero ancora come la Bergna che penso tu abbia già assaggiato in Val Camonica (ho scoperto adesso che sarebbe originaria Del Piemonte…) o lo spezzatino con le patate o come lo fa la mia mamma in fricassea… Direi basta perchè mi viene già fame di prima mattina…..

    • forse hai ragione tu,ma tra il dire e fare ne passa…ti sfido a vivere una settimana come viviamo noi fai quello che faccio io (stalla,campi,bosco,circa 5o KM al giorno in macchina per portare i bambini a scuola,la mia compagna ne fa 120km in treno 10 in macchina e 2 in bici per andare a lavorare in valle per portare 1000 euro al mese.,che a mala pena coprono il mutuo del podere.)a proposito di baratto mi trovi un paio di scarponi n 40 possibilmente antiinfortunistiche,e magari un podi fieno e granaglie per le pecore visto che con i lupi nella porta di casa pascolare e diventato quasi impossibile…..e io sono anni che non riesco a fare reddito.,quindi voi naturalisti sarete contenti che un altro pastore e in via d estinzione.buon apetito.!

  3. Grazie per la ricetta! Ho giusto un paio di kg di carne di pecora in freezer (proveniente da allevamento biodinamico dell’Alta Langa). Pensavo di farne stufati in stile irlandese, ma anche questa ricetta è molto interessante! 🙂

  4. Se posso (da sardo) vorrei aggiungere:
    Filtrare il brodo e cuocerci degli gnocchetti sardi (pastasciutta) o della fregola di grano duro (minestra)
    Per gli gnocchetti condire con sugo di pomodoro e abbondante pecorino grattato..
    Spettacolare!

  5. Nella pecora bollita non ci vanno ne il sedano ne le carote.
    La pecora va messa a bollire da sola in acqua fredda e appena arriva a bollore va levata la schiuma.
    Le patate si mettono quando la carne è quasi cotta. Se la quantità di pecora è molto abbondante mettere le patate una volta che la carne è cotta. Cuoceranno col calore del brodo.

    • grazie dei suggerimenti. per esperienza, avendo lavorato a progetti riguardanti i prodotti tipici, ho imparato che non esiste MAI una sola ricetta, ma infinite varianti, a seconda di chi la cucina 🙂 buon appetito a tutti!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...