La transumanza con la pioggia

La due giorni delle transumanze (erano numerose le iniziative organizzate in tutto il Piemonte) si è svolta all’insegna del tempo autunnale, umido e talvolta decisamente piovoso. Per gli allevatori, anche se avrebbero preferito il sole, quello che era da fare si faceva lo stesso… L’afflusso di turisti invece ne ha risentito.

Vi parlerò ovviamente di Novalesa, dove ho partecipato a diverse iniziative. Ha avuto un buon successo la mostra targata ProPast “Pastori piemontesi nel XXI secolo”, che dopo questa inaugurazione verrà esposta in numerose altre occasioni. Grande pubblico anche per la presentazione ufficiale di “Di questo lavoro mi piace tutto”, tenutasi alla sera  insieme alla proiezione di un film sulla transumanza 2011 a cura di Pietro Rivetti, alla lettura di testi da parte dei bambini delle scuole ed alle evocative immagini dell’amica Barbara Stefanelli.

Il giorno successivo al mattino non si incontrava quasi nessuno per le pittoresche vie del borgo. Gli espositori stavano allestendo i loro stand e gli abitanti del paese svolgevano le loro abituali attività domenicali, ma la pioggerella sottile faceva presagire poco di buono. Intanto si rincorrevano voci sulla reale posizione del gregge, che la sera prima non era sceso a valle.

Gli stand potevano essere visitati con tutta calma, apprezzando i caldi colori naturali della lana e dei manufatti  esposti da Gaia, proveniente dalla provincia di Verbania, o i colori più accesi della ligure “La Matassa Ultravioletta“.

Giangili il cantastorie non aveva potuto installare tutti i suoi pannelli e si era rifugiato con la sua musica meccanica al riparo di un portico ed intratteneva i primi visitatori con le sue suggestioni fatte di suoni, colori e parole.

Sasha e le sue creazioni in feltro si erano rifugiate in un altro androne delle case e cortili  che si affacciavano sulla Via Maestra, dove nel pomeriggio era attesa la transumanza. Sua mamma filava, suo papà suonava, coadiuvato dai nipoti, e si continuava a guardare all’insù aspettando che smettesse di piovere.

All’imbocco della via c’erano gli amici Silvio e Tiziana (prossimi alle nozze, auguri!). Silvio d’le cioche aveva creato nuove campane per l’occasione ed ancora una volta ha voluto omaggiarmi di un nuovo elemento che andrà ad arricchire la melodia della nostra prossima transumanza.

C’era poi dell’artigianato a tema pastorale, simpatiche  idee per rallegrare la nostra casa anche senza avere animali  “vivi” a cui dover pensare quotidianamente.

Non mancavano due espositori di formaggi ed alcune altre bancarelle di prodotti agroalimentari, dai salami alle mele, dalle zucche alle patate. Ma il gregge, dov’è??? Intanto, per fortuna, nel primo pomeriggio aveva smesso di piovere ed era uscito qualche timido raggio di sole.

Forse erano state le melodie delle campane di Giovanni Mocchi a far sì che la festa potesse essere tale, senza la pioggia (utile sì, ma in questo caso guastafeste?).

Mentre finalmente il gregge era stato avvistato, durante la sua discesa scenografica lungo le le strette curve della pista che porta all’Alpe Prapiano, cavalli e cavalieri hanno dato il via alla sfilata nella via. Complice il meteo, anche il pubblico stava  iniziando ad arrivare. Non erano le folle dello scorso anno, quando la meravigliosa giornata di sole aveva richiamato migliaia di persone, ma comunque sui due lati della strada iniziavano ad esserci le “due ali di folla” come ad una tappa del Giro d’Italia.

Prima delle pecore, ecco un margaro locale con le sue vacche, che attraversano il paese orgogliosamente a testa alta, facendo risuonare  i rudun indossati  per l’occasione.

Ancora qualche minuto di attesa e poi finalmente il fiume di pecore invade Novalesa. Anche se è una scena già vista, anche se è un’esperienza già vissuta decine e decine di volte, in tante transumanze, l’emozione è sempre forte, lo spettacolo unico, magico, senza tempo.

Far passare qui una transumanza è un’idea vincente. La cornice del paese è un qualcosa di speciale, dare a gregge e pastori la Via Maestra è renderli protagonisti, dire che sono loro al primo posto nella vita delle Terre  Alte, delle nostre montagne.

Belati, campanelle, le esclamazioni stupite dei bambini, il gregge scorre per lunghi interminabili minuti. La domanda più comune riguarda il “quante sono”, poi c’è chi immagina chissà quanti padroni o ancora chissà quale destino per i giorni a venire. Non tutti conoscono il pascolo vagante…

Il  gregge man mano esce dal paese, la fila si assottiglia, ma non si spezza come lo scorso anno, anche perchè c’è meno gente e premere lungo i fianchi, a mettersi in mezzo per scattare foto, filmare o accarezzare un agnello.

La  fine della colonna, dopo resterà solo lo “sporco” sul selciato. Ma Novalesa è un paese antico, c’è modo di far passare l’acqua del Cenischia e lavare tutto in poco tempo. La gente se ne va insieme alle pecore, segue il gregge domandandosi dove andrà.

La tappa per quella sera è nei prati vicini all’abbazia, poi l’indomani verranno i camion a caricare il gregge. “Scende con i camion perchè lo scorso anno, a piedi, ha tribolato troppo“, spiega alla gente che fa domande uno degli aiutanti del pastore. “Verranno a caricarne un primo gruppo, poi vanno giù e scaricano, poi vengono a prendere le altre. Non c’erano 9 camion liberi tutti insieme“. Ora ho capito perchè il gregge non è sceso la sera prima, dev’esserci erba per sfamare gli animali fin quando si completeranno queste lunghe e difficili operazioni. Ma la gente che ride, chiacchiera, saluta il pastore queste cose non le immagina…

  1. Bel reportage..come al solito..meno male che il tempo ha messo giudizio,così la giornata si è “salvata”..
    volevo esserci ma ho avuto un pò di problemi..
    domani faccio la mia mini transumanza,ormai è ora di scendere..
    spero che il tempo accompagni..
    ti racconterò..

  2. Grazie Pastori….sempre i più importanti tra i Custodi dei Crinali.
    E Grazie anche a tutti coloro del delizioso paesello di NOVALESA, così calorosamente ospitali con noi.
    E Grazie ancora alla come sempre tenace, splendida “pastora” Dott.ssa Marzia Verona e al Sig. Faletti, grande instancabile e creativo organizzatore.
    Grazie ai commensali, tutti, della fugace cena allo storico Hotel Posta e Grazie ai gentili e accorti gestori.
    Grazie ai “due personaggi” de La Luna Nuova….sperando che questa medesima sia sempre crescente!!!!!…..attenzione però al “sol levante”!!!!!!
    E…..: un GRAZIE speciale a: pecore, capre, bovine, cavalli, somari – gatti – e agli insostituibili CANI!!!!!
    ps: adesso sono contenta perchè, finalmente, anche io ho una bella campanella da mettere al collare!

  3. Ripasso e rileggo…rivivo. Splendidi momenti trascorsi con gli amici della pastorizia piemontese. Un grazie per l’attenzione alle mie immagini che non hanno potuto far altro che testimoniare la realtà delle mie montagne, la mia terra, forse un po’ troppo sola e riservata.
    Quando sarò a Nord delle Alpi, i Vostri insegnamenti mi saranno preziosi.
    Grazie.
    Barbara Stefanelli Ossoinbocca

  4. Reportage veramente completo.
    Molto interessante la serata di presentazione del libro “Di questo lavoro mi piace tutto”.
    Un grazie a Marzia che ha contribuito con questo blog a farmi appassionare al mondo dei pastori.
    Un grazie alla comunità di Novalesa; non ricordo di avere avuto un’accoglienza così calorosa da parte delle persone che abbiamo incontrato e con cui abbiamo dialogato come se ci fossimo conosciuti da una vita.
    Un esempio è stato l’incontro con la signora del museo etnografico con la quale abbiamo intavolato una lunga conversazione, non so come si chiama ma la ringrazio ugualmente.
    Questo mio pensiero di gratitudine l’ho espresso personalmente al Vice Sindaco.
    Un saluto particolare a Barbara Stefanelli, al cantastorie Giangili e a tutti i partecipanti della cena del sabato sera e alla signora dell’Albergo della Posta per l’ospitalità, la sua disponibilità e per l’ottima cucina.

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