Gli ultimi, in montagna

Questa è la stagione in cui molti se ne vanno. Quest’anno è stata un’estate cattiva, per parecchi, tra siccità prima, neve e alluvioni poi.  Per chi invece più o meno è riuscito a rispettare i normali ritmi, adesso però è ora di scendere.

Sono i marghè a partire per primi, quando hanno terminato i pascoli per le loro mandrie. Attaccano i rudun e  danno inizio alla transumanza. Il suono dei campanacci risuona in tutta la valle, le vacche muggiscono già  solo a sentirli  scaricare dalle auto, sanno che è ora di partire, di lasciare l’alpeggio.

C’è chi dice che è un peccato partire in una giornata così, perchè dispiace lasciare la montagna quando il tempo è ancora tanto bello. Però sicuramente la transumanza è più facile con il sole, piuttosto di  avere una giornata di pioggia, quella pioggia che manca di nuovo, specialmente in pianura, dove sole e vento hanno già fatto dimenticare le precipitazioni di inizio mese.

Lassù restano le pecore e le capre, le greggi con i loro pastori. Anche dove la siccità non era ancora stata cosa grave, neve, brina e vento adesso hanno fatto cambiare i colori. D’altra parte manca poco all’autunno, quello del calendario. Quassù però di sicuro non si può più parlare d’estate, anche se talvolta il sole è ancora caldo.

Anche le giornate più limpide,  nel giro di poco  tempo, possono trasformarsi in perfetti giorni d’autunno, con cielo grigio, qualche nebbia, aria immobile che sa di terra, umidità, erba secca. Gli animali pascolano quieti, sanno che è inutile sprecare energie andando oltre, si pascola quello che c’è davanti al muso, in alto non merita più salire, piuttosto si vorrebbe scendere verso il basso, dove c’è il ricaccio verde  del pascolamento precedente.

Queste belle immagini fanno pensare alla transumanza anche per i pastori: strade, confini, gli accordi da prendere con i contadini per i pascoli, l’inverno, la carenza di erba, gli spostamenti quotidiani… Meglio riuscire a prolungare la stagione quassù fin quando sarà  possibile, visto che anche gli animali stanno bene. Ma verrà anche per loro il tempo di partire…

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  1. io e mio marito vogliamo fuggire dalla citta ma nn sappiamo come incominciare ,lui gia questo lavoro gia l’ho a fatto sa il fatto suo sa tutto ma nn sappiamo dove andare ,a noi piace il trentino ci potresti dare un consiglio? grazie ciao

  2. …..Erba stanca di caldo anche qua…Le marmotte sono magre, ancora di più quelle nuvole nere di lana che s’incrociano, sempre più raramente, sui nostri crinali…Quest’anno non ho visto lo spumeggiante candore che addolciva gli erti pendii del Gigante…Peccato.

  3. ho appena fatto un giro in alto, sui 2200m dalle mie parti.

    2 bilici trasporto animali vivi in fondovalle e su… le baite vuote.
    i pascoli “inlaccati” di fresco.
    l’aria è già fredda, i mirtilli sono rossi fuoco, le punte degli alberi ingialliscono e l’erba è marrone. che grande gioa questi colori, ma che tristezza quando le baite vengono abbandonate.

    ora a riappropriarsi della montagna per qualche mese saranno poi gli sciatori. squallidi pigroni, inquinatori, inutili buzzurri. che palle. (non tutti, ma sulla quantità..)

    un saluto.

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